TOTÒ PEPPINO E LA DOLCE VITA / Le curiosità sul film diretto da Sergio Corbucci (26 luglio)

- Alessandra Pavone

Totò Peppino e la dolce vita il  film in onda su Rete 4, questo pomeriggio, mercoledì 26 luglio 2017 alle ore 16.50. Nel cast: Totò e Peppino De Filippo

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Il film in onda su Rete 4

LE CURIOSITA’ SULLA PELLICOLA

La coppia Totò-Peppino De Filippo è diventata celebre per aver portato al successo molti film, alcuni dei quali diretti dal regista Camillo Mastrocinque nel decennio che va dal 1950 al 1960. “Totò, Peppino e… la dolce vita” è la parodia del film di Federico Fellini intitolato appunto “La dolce vita”. Le curiosità sulla pellicola sono davvero tante e non solo riguardo alla coppia ma anche a chi doveva occuparsi della sua regia e non stiamo parlano di Sergio Cobucci, subentrato dopo. La prima scena, infatti fu girata a Via Veneto da Camillo Mastrocinque, quello che doveva essere il regista della pellicola. Solo che, alcuni giorni dopo, in seguito ad alcuni contrasti con la produzione, decise di lasciare il suo posto e il set. Fu a quel punto che subentrò Corbucci occupandosi anche della sceneggiatura man mano che si andava avanti con le riprese. 

GLI ATTORI DEL FILM

Totò, Peppino e… la dolce vita è il film in onda questo pomeriggio, mercoledì 26 luglio alle ore 16.50 su Rete 4. E’ una pellicola di genere comico girata in Italia nel 1961. Il film è stato diretto dal regista Sergio Corbucci, il soggetto è di Steno e di Lucio Fulci, le musiche sono di Armando Trovajoli. Interpreti d’eccezione sono Totò e Peppino De Filippo. Tra gli altri attori ci sono Francesco Mulè, Gloria Paul e Rosalba Neri. 

TOTÒ PEPPINO E LA DOLCE VITA, LA TRAMA

Il nonno di Antonio Barbacane spedisce il nipote a Roma con la speranza che questi riesca a convincere i politici a cambiare il progetto di costruzione dell’autostrada a favore dei suoi terreni; ma Antonio, una volta arrivato nella capitale, pensa solo a divertirsi. Per accertarsi dell’operato del nipote, Barbacane senior invia a Roma anche Peppino, il cugino incorruttibile di Antonio. Antonio fa il parcheggiatore abusivo in una delle vie più prestigiose della città e arrotonda con la generose mance che gli elargiscono i frequentatori della Roma bene, in cambio di qualche piccolo servizio. Peppino incontra Antonio nella famosa via Veneto e presto cede alle tentazioni della bella vita. Intanto il nonno controlla i nipoti senza che loro lo sappiano. Peppino, che ha passato la notte nei locali, si sente stanco ed è in preda ai fumi dell’alcol. Antonio, per metterlo al sicuro, lo chiude nel bagagliaio dell’auto che lui usa per riposarsi. Il proprietario della vettura, un certo avvocato Guglielmo, sale nella sua macchina in compagnia di Magda, la sua giovane amante, e va via.

Antonio si offre di accompagnare i due amanti in un luogo tranquillo e li porta a casa sua. Intanto due ladri cercano di portar via la ruota di scorta della macchina dell’avvocato ma, quando i due ladruncoli aprono il bagagliaio, trovano Peppino e, pensando fosse morto, scappano via. La ragazza chiede al suo amante di andar via; quindi, i due risalgono in macchina e si allontanano, portandosi dietro Peppino che ancora dorme. 
La mattina seguente Antonio è impegnato a fare un discorso in piazza, a favore di tutti i parcheggiatori abusivi, arriva la polizia e lo arresta perché promotore di un comizio mai autorizzato. Nel frattempo Peppino, che è ormai sveglio e perfettamente cosciente, esce fuori dal bagagliaio della macchina, si reca in Via Veneto e becca Antonio nelle vesti di posteggiatore; Antonio, per giustificarsi, inventa delle scuse poi afferma di essere stato al ministero per esporre il problema del nonno. A quel punto arriva la baronessa Renata che invita Antonio ad un party.

Quando arrivano sul luogo della festa, Antonio informa Peppino di non avere più un soldo, confessa che per vivere fa il parcheggiatore abusivo e inventa di essere diventato il presidente della S.p.a., “società posteggiatori abusivi”. Peppino, che contava sull’appoggio economico del cugino, si sente perso. Prima pensa di suicidarsi poi, dietro insistenza di Antonio, accetta di partecipare con lui e la baronessa alla festa, a costo di perdere i soldi dell’eredità del nonno. Il party si rivela noioso e troppo “libertino” per i gusti del povero Peppino. I cugini partecipano anche ad una seduta spiritica e sono vittime di uno scherzo; poi, nel bel mezzo del festino, arriva il nonno che accusa entrambi i nipoti di avere disatteso le sue richieste per abbandonarsi alla dolce vita e li rispedisce al paese. Mentre Antonio e Peppino si occupano delle pecore al pascolo, arriva una lettera spedita dal nonno: penserà lui agli affari e lo farà da via Veneto, poiché anche lui non ha resistito ai piaceri della dolce vita. 

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