BRUC, LA LEGGENDA / Curiosità sul film in onda su Iris (19 agosto)

- Susanna Sala

Bruc, la leggenda è il film previsto per oggi da Iris. La pellicola spagnola prende spunto dalla famosa leggenda catalana  del tamburino che sconfisse i Francesi

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Bruc, la leggenda su iris

Il film si basa su una leggenda Catalana, quella del tamburino di El Bruc, sorta dagli avvenimenti della famosa battaglia di El Bruc, durante la guerra di indipendenza spagnola di inizio Ottocento, la battaglia si combatté a giugno del 1808. La leggenda, infatti, narra che i Francesi siano stati sconfitti grazie al ragazzo che suonava il tamburo, il cui suono moltipilicato dall’eco delle montagne circostanti, ha indotto le truppe francesi a pensare che il numero dei nemici fosse molto più alto di quello che era in realtà, gli storici hanno anche cercato di dare un nome all’eroico tamburino: Isidre Lluçà i Casanoves (1791–1809), un contadino nato nella cittadina di Santpedor, la leggenda è così importante, e ormai simbolo della regione Catalana, che al tamburino sono state dedicati numerosi monumenti e statue, anche a El Bruc e nella città di Barcellona.

COME SEGUIRE IL FILM IN DIRETTA STREAMING

Tornano i film d’avventura su Iris con Bruc, la leggenda. La pellicola del 2010 spagnola è stata diretta da Daniel Benyamor e ha ricevuto su internet delle stroncature abbastanza pesanti. Su Imdb (Internet Movie Database) lo hanno votato in seicento con una media di 5.6 su 10. Ancora peggio è andata su Filmtv dove la pellicola ha raccolto addirittura un cinque. Pesanti insufficienze che non tolgono però del tutto la voglia di seguire dall’inizio alla fine questo film. Sono infatti diversi i motivi per considerare questa pellicola come molto interessante per diversi motivi tra cui la presenza di attori molto bravi anche se poco conosciuti nel nostro paese. Il trailer, clicca qui per il video, ci offre degli spunti molto interessanti che ci portano a capire un po’ com’è il film orientando le nostre scelte. Bruc, la leggenda andrà in onda a partire dalle 21.00 su Iris e potremo seguirlo anche in diretta streaming, sul portale di Mediaset, cliccando qui. (agg. di Matteo Fantozzi) 

IL CAST

Il 19 agosto, alle ore 21.00, su Iris andrà in onda Bruc: la leggenda, un film avventuroso diretto da Daniel Benmayor nel 2010 che ha vinto ben tre prestigiosi Gaudí Awards. Tra gli attori spicca la presenza di Juan Josè Ballesta, attore che vanta nel suo curriculum il conseguimento di un premio La Concha de Plata al Festival di San Sebastian, nel 2005. Ha inoltre fatto parte del cast di Querido maestro, la versione iberica di un format italiano, Caro Maestro, che ha contribuito ad aumentarne la popolarità sul piccolo schermo. Va poi ricordata la presenza di Vincent Pérez, noto per aver preso parte nel 1990 a Cyrano de Bergerac, diretto da Jean-Paul Rappeneau, in cui ha avuto modo di competere in bravura con un mostro sacro come Gérard Depardieu. Nel nostro Paese deve la sua popolarità alla partecipazione a Il viaggio di Capitan Fracassa, diretto da Ettore Scola nel 1991. Nel 1994 ha invece preso parte a La regina Margot, in cui ha affiancato Isabelle Adjani, mentre nell’anno successivo ha recitato in Al di là delle nuvole, alle dipendenze di Wim Wenders e Michelangelo Antonioni. Nel 1996 ha interpretato Ashe Corven in Il corvo 2 – La città degli angeli, prendendo quindi il posto che era stato del defunto Brandon Lee. Il 2000 lo ha poi visto protagonista di Sognando l’Africa, diretto da Hugh Hudson, in cui ha affiancato Kim Basinger e Eve Marie Saint.

BRUC, LA LEGGENDA, LA TRAMA TRATTA DA UNA LEGGENDA

La trama della pellicola è ambientata in Spagna, nel corso del 1808, quando l’esercito inviato in terra iberica da Napoleone è costretto a subire la sua prima sconfitta, dopo una lunga serie di vittorie che avevano contribuito a crearne la leggenda. Protagonista della vicenda è un giovane tamburino di nome Bruc (Juan Josè Ballesta), che dopo aver trovato rifugio all’interno di una grotta posizionata tra le montagne di Montserrat, nel cuore della Catalogna, inizia a percuotere il tamburo, dando vita ad una serie di vibrazioni le quali provocano a loro volta una lunga serie di frane, cui si aggiungono le ripetute imboscate delle forze locali. Proprio le rocce piovute dall’alto consigliano infine le truppe napoleoniche a non avanzare ulteriormente, anche perché potrebbero ritrovarsi a dover combattere contro le forze nemiche, ove queste decidessero di attaccare.

Mentre Bruc si affanna a dare il merito di quanto accaduto alla Madonna e alla montagna, diventata un vero e proprio strumento di guerra, l’eco di quanto successo si sparge in Europa, costringendo lo stesso Napoleone a farsi carico del problema. Sino a quel momento, infatti, il suo esercito ha sempre trionfato sui campi di battaglia europei, assumendo quasi un’aura di invincibilità cui la sconfitta catalana potrebbe dare un fiero colpo. Decide quindi di dover punire il giovane catalano, che nel frattempo è diventato praticamente un eroe agli occhi di tutta la regione e il vero e proprio simbolo della resistenza all’invasore transalpino.

Per farlo decide perciò di inviare una compagnia numericamente esigua di veterani, confidando non solo sull’effetto sorpresa, ma anche sul loro cinismo e su metodi spietati che non arretrano di fronte a nulla. Una volta arrivata sul posto, infatti, la compagnia inizia a seminare morte per coronare di successo la missione, arrivando a sterminare l’intera famiglia di Bruc e lanciando un preciso segnale alle genti del posto: non si fermeranno di fronte a nulla pur di uccidere il giovane.

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