CARLO GIUFFRÈ/ I complimenti a Ranieri: “Sei un vero factotum” (Sogno o son desto)

Carlo Giuffrè protagonista di “Sogno o son desto” (Rai1), in cui verrà ripercorsa la lunga carriera artistica dell’attore partenopeo dagli Anni Quaranta a oggi

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Carlo Giuffrè a "Sogno o son desto" (Youtube)

GIUFFRÈ OSPITE D’ONORE

Carlo Giuffè si esibisce nella defilippiana Scena del caffè. Tratto dal capolavoro Questi fantasmi, il monologo è un vero e proprio omaggio alla tradizione partenopea della tazzulella ‘e cafè. “A noialtri napoletani, toglierci questo poco di sfogo fuori al balcone… Io, per esempio, a tutto rinuncerei tranne a questa tazzina di caffè, presa tranquillamente qua, fuori al balcone, dopo quell’oretta di sonno che uno si è fatta dopo mangiato”. Massimo Ranieri lo incalza: “Una sola domanda: dove, come e quando ti vedremo a teatro”. “Ancora non lo so. Presto, comunque”. Alla veneranda età di 88 anni, Carlo Giuffrè è ancora attivo. Ranieri non nasconde il suo stupore: “Ma come fai?”, chiede. “Come fai tu, piuttosto. Canti, balli, reciti, presenti: sei un vero tuttofare”. (agg. di Rossella Pastore)

LA PUNTATA

La prima serata di Rai Uno di sabato 19 agosto (alle ore 21.15) sarà caratterizzata dalla messa in onda di una nuova puntata di Sogno o Son Desto, lo spettacolo condotto dallo straordinario cantante ed attore napoletano Massimo Ranieri e giunto oramai alla sua terza edizione. Saranno tanti gli ospiti che si alterneranno sul palco durante la serata: tra questi ci sarà anche Carlo Giuffrè, 88enne attore teatrale, volto storico della scena partenopea e noto al grande pubblico soprattutto per la sua pluriennale collaborazione artistica con suo fratello Aldo, con il quale ha dato vita a un fortunato sodalizio sul palco.

IL RITORNO SULLE SCENE DOPO UN LUNGO SILENZIO

Negli ultimi anni la carriera lavorativa di Carlo Giuffrè ha subito un brusco rallentamento, probabilmente a causa dell’età avanzata dell’attore, nato a Napoli del 1928. Dal punto di vista cinematografico, l’artista è tornato sul set di un film dopo ben 14 anni e lo ha fatto prendendo parte all’ultimo lavoro cinematografico diretto da Vincenzo Salemme, dal titolo Se mi lasci non vale. In tale occasione, Carlo Giuffrè ha vestito i panni del padre di Paolo, uno dei protagonisti della pellicola, interpretata tra gli altri dall’attore Paolo D’Ambrosio. Per quanto riguarda la sua attività teatrale, Carlo Giuffrè ha preso parte a grandi opere come Il medico dei pazzi, Il sindaco del Rione Sanità e Questi Fantasmi, spettacoli tratti da copioni firmati da Eduardo De Filippo e riadattati dallo stesso Giuffrè. L’ultimo suo lavoro teatrale risale al 2015 quando ha partecipato alla pièce La lista di Schindler, diretta proprio da suo figlio Francesco Giuffrè. Nel corso degli Anni 70 e 80 aveva anche collaborato a numerose serie tv come Melodramma, L’ombra nera del Vesuvio e Pronto Soccorso. Nel 2006 ha invece fatto parte del cast del film tv dedicato alla vita di Gino Bartali, andato in onda sulle reti Rai. Negli ultimi tempi, invece, Giuffrè si è concesso raramente a microfoni e telecamere: tuttavia, nel 2015, in un’intervista a La Repubblica proprio in occasione della presentazione de La lista di Schindler (nella quale vestiva i panni di Oskar Schindler), Giuffrè ebbe a dire che “il teatro ha un alto valore educativo, soprattutto tra i più giovani, nell’evitare che le tragedie del passato possano ripetersi anche nel presente”.

UNA STRAORDINARIA CARRIERA TEATRALE

Carlo Giuffrè nasce a Napoli nel dicembre del 1928. Il sodalizio artistico che lo ha legato al fratello Aldo, scomparso oramai diversi anni fa, ha avuto inizio nel 1947, poco dopo essersi diplomato presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Oltre all’intensa attività sulle scene, nel 1971 Giuffrè ebbe anche l’onore di presentare la ventunesima edizione del Festival di Sanremo. Nel 2007 ha inoltre ricevuto il titolo di Grande Ufficiale del Presidente della Repubblica come riconoscimento al suo straordinario percorso artistico: e proprio in quell’anno ha dato vita a ben tre spettacoli teatrali, tutte trasposizioni delle maggiori opere di Eduardo De Filippo.

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