GIÒ DI TONNO/ Inarrestabile successo con Il Gobbo di Notredame (Festival di Castrocaro)

- Francesca Pasquale

Il cantante ed attore italiano Giò Di Tonno questa sera protagonista alla finale del Festival di Castrocaro in onda su Rai 1 nelle vesti di membro della giuria.

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il film drammatico nel primo pomeriggio di Rai 1

PREMIATO CON IL “RICCIO D’ARGENTO”

Tra i protagonisti della finale della 60esima edizione del Festival di Castrocaro Terme presentata su Rai 1 da Rossella Brescia e Marco Liorni, c’è anche il cantante ed attore italiano Giò Di Tonno che per l’occasione vestirà i panni del giurato. Un grandissimo artista capace di imporsi nell’edizione 2008 del Festival di Sanremo in coppia con Lola Ponce e soprattutto di riscuotere un enorme successo con il musical Il Gobbo di Notredame scritta da Riccardo Cocciante e nella quale Di Tonno veste i panni di Quasimodo ed ossia il principale protagonista. Un successo che ancora oggi, a 15 anni di distanza, fa sentire la sua onda lunga con tantissime repliche dello spettacolo e premi incassati. Lo scorso mese, infatti, Giò Di Tonno è stato premiato a Cosenza con il Riccio d’Argento, giunto alla sua trentunesima edizione e che premia il miglior live d’autore della rassegna Fatti di Musica.

CONTINUA IL SUCCESSO NELLE VESTI DI QUASIMODO

Nel corso della conferenza stampa per la premiazione del Riccio d’argento, Giò Di Tonno ha voluto parlare di questa incredibile opera musicale evidenziando: “Torniamo in Calabria, una terra che ci ha riservato grande affetto. Stiamo cercando di portare questo piccolo pezzo di storia del teatro un po’ ovunque. Siamo arrivati a più di mille repliche, sempre con presenze incredibili. Gli ingredienti funzionano tutti alla perfezione grandi musiche, testi attinenti al romanzo. C’è anche l’attualità del vissuto quotidiano in questo racconto. Oggi si parla più che mai di clandestinità, della rivendicazione di un posto nel mondo. Il Notre Dame de Paris non è uno spettacolo commissionato, è nato dalla musa ispiratrice di Riccardo Cocciante. Ci sono voluti più di tre anni per scriverlo. Questa sincerità e popolarità nelle composizioni arriva con immediatezza al cuore delle persone. E’ uno dei motivi per cui continua a riscuotere consensi. E’ uno spettacolo attuale, fedele a se stesso, con un allestimento rimasto invariato fin dal 2002. Dopo Verona ci fermeremo per qualche tempo. Nell’ultimo anno abbiamo messo in scena 270 repliche. E’ giusto che si respiri un po’ e che ognuno di noi possa dedicarsi anche ad altro”.



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