Unici, Raoul Casadei / Rai 2, La dinastia del Liscio: dalle feste de l’Unità al successo internazionale

- Rossella Pastore

Unici dedica lo speciale di giovedì 31 agosto a Raoul Casadei e figlio. Titolo della puntata: La dinastia del Liscio. Perché la musica, si sa, è questione di sangue.

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Raoul Casadei a Unici - La dinastia del liscio

UNICI RAI 2, RAOUL CASADEI: DIRETTA

Un musicista a tutto tondo, Raoul Casadei, dalle mazurke agli inni di partito. “Ricordo quando si cantava Bandiera Rossa…”. Poi si giustifica: “Be’, era musica anche quella”. D’altra parte, il Liscio mosse i suoi primi passi alle feste de l’Unità. Tra i contributori più noti, a quel tempo, anche Tugnaz. Un musicista versatile, che si destreggiava benissimo tra clarinetti e sassofoni. Quasi acrobatico, si direbbe. Parlando ancora in termini tecnici, quella del Liscio era una musica beffarda. I suoi accordi in maggiore trasudavano malinconia, mascherati dal suono naturalmente allegro degli strumenti a fiato. È per questo che la banda non disdegnava né le marcette… né le marce funebri. “Perché no?”, interviene Raoul. “Una volta, una signora di Predappio ci chiamò perché suo marito era morto. Il suo ultimo desiderio era quello che ci fossimo noi, al suo funerale. Eravamo impreparati, e allora tentammo l’impossibile, ‘intristendo’ Romagna mia“. Ma poi: “Ci rendemmo conto di aver sbagliato. Quel signore voleva l’orchestra Casadei così come la conosceva, non un surrogato in salsa noir”. [agg. di Rossella Pastore]

L’EVOLUZIONE DELLA MUSICA POP(OLARE)

Mirko Casadei racconta quella volta in cui convinse suo padre a esibirsi in Smoke on the Water. “Fummo invitati a Webnotte. Castaldo e Assante ci chiesero qualcosa di inedito, e noi optammo per un pezzo dei Deep Purple”. Raoul non è ostile alle contaminazioni di genere: egli stesso ha acconsentito all’evoluzione del Liscio a qualcosa di più pop e più distante dalla folk music di stampo classico. È stato Mirko a portare avanti il cambiamento, per vendere al meglio il prodotto. Ma non chiamatelo mercenario: “Era necessario: volevamo tramandare la tradizione del Liscio ai più giovani”. Tra gli altri contagi, quelli della musica balcanica. Ed ecco che rientra in gioco Bregovic: per il musicista bosniaco, “il Liscio e la musica etnica non sono poi così distanti”. [agg. di Rossella Pastore]

GLI UNDICI “FAKE”

Ce n’erano undici, di orchestre Casadei. “Tutte farlocche”, precisa Raoul. “Una volta provai a far causa a uno, ma lui la ebbe vinta: si chiamava Casadei davvero”. Vere e proprie “copie conformi”, insomma: “Tutte iniziavano con Ciao mare, che era il nostro marchio di fabbrica”. Ciao mare è l’Arrivederci Roma della Romagna. Un Arrivederci Romagna, insomma. Nasce come ballad, ma col tempo è diventata qualcosa di più, quasi un inno regionale. “I turisti la fanno propria quando si tratta di dover lasciare Rimini”, si intromette Mirko. Perché “Liscio”? “C’era un posto, in Romagna, dove il titolare invitava i camerieri a spargere del talco sulla pista. ‘Mi raccomando, fatelo liscio’, si raccomandava”. Altra versione, per Raoul: “Una volta, negli anni Settanta, mi scappò questo incitamento: ‘E vai col Liscio!’. Quello slogan finì su tutti i giornali”. Da allora, “Liscio”. [agg. di Rossella Pastore]

IL FOLK SECONDO… SECONDO

Si prosegue col racconto diretto di Secondo Casadei, affidato a una serie di immagini di repertorio: “Per un momento ho anche pensato di abbandonare”. Inizialmente, quel nuovo genere faceva storcere il naso ai più puritani. Molto evidentemente, al giorno d’oggi non è più così. In centinaia si riuniscono nelle balere di tutta la Romagna per portare avanti quel che Secondo ha iniziato. La loro è un’eredità inconsapevole, che continuano a far fruttare con le loro mazurke ballate all’ombra del sol levante. Si va avanti con la prima esibizione integrale… o quasi. Si tratta di un’inedita versione di Romagna mia, (ri)musicata da Goran Bregovic in occasione del Sanremo di Samuele Bersani: “Un modo per asciugare l’Adriatico”, lo definisce Bersani. La sua intenzione dichiarata era di riunire le due sponde del continente, col ritmo esteuropeo che caratterizza la musica di Bregovic“Un domatore di musicisti, con la frusta al posto della bacchetta”. [agg. di Rossella Pastore]

IL LISCIO PER SAMUELE BERSANI

Raoul Casadei è il sergente Hartman nell’anteprima di Unici – La dinastia del Liscio. In una singolare rivisitazione della più celebre scena di Full Metal Jacket, Casadei impartisce regole dinanzi all'”esercito” della sua Orchestra. “Come ti chiami?”. “Mirko Casadei, signore!”. Mirko ha ereditato quel che Raoul – e prima ancora, Secondo – hanno “scolpito” negli anni. Non è una metafora casuale: il Liscio è un vero e proprio monumento artistico. Prima testimonianza, Samuele Bersani: “Quando ero più giovane, la balera era un fenomeno di massa; un po’ come le discoteche oggi. Il Liscio non era la musica che io prediligevo, però era inevitabile imbattersi in quel sottofondo nelle sagre di paese. Da quando sono musicista, lo apprezzo molto di più”. Casadei entra finalmente in scena. È a casa sua, seduto sul “trono” che gli è stato riservato: “Il Liscio è un movimento popolare basato sulla socializzazione”, dice fiero. “O almeno, così lo intendo io”. Poi la definizione di Gino Castaldo, per cui ogni Nazione ha la sua… canzone. “Il Liscio è forse quel genere che più degli altri ci identifica agli occhi del mondo”. [agg. di Rossella Pastore]

GLI ANNI DOPO IL RITIRO

“Mi sono ritirato 33 anni fa. Quasi ogni giorno mi viene in mente l’idea per una nuova canzone, ma la lascio lì perché ogni frutto ha la sua stagione. Dovrebbero ricordarselo pure molti nostri politici…”. Raoul Casadei dedica a Famiglia Cristiana il racconto degli anni post-ritiro: “Io guardo sempre al futuro. Mi piacerebbe, per esempio, che Pupi Avati girasse un film sulla mia vita. Comunque, non ho paura del tempo che passa. Qualche giorno fa nuotavo in mare aperto. Mi sono girato e ho visto che ero solo. Anche in spiaggia non c’era nessuno. Ho pensato che se mi fossi sentito male, nessuno sarebbe venuto a salvarmi. Poi, però, mi è venuta in mente una celebre battuta di Marcello Marchesi: ‘L’importante è che la morte ci colga vivi’. Allora ho ripreso a nuotare”. Al momento, l’arduo compito di portare avanti l’Orchestra del padre è rimesso al figlio Mirko. [agg. di Rossella Pastore]

GLI OSPITI

Serata dedicata agli anni ’80 e a Raoul Casadei ma gli ospiti non mancheranno. La prima serata di Rai2 sarà a base di musiche e balli proprio in onore del Re del Liscio ma i ricordi e le “incursioni” non mancheranno. Secondo quanto si apprende dai social sembra proprio che nella puntata di questa sera dedicata agli anni ’80 ci saranno anche Morgan e Samuele Bersani. I due artisti italiani avranno modo, in base alle loro “virtù”, di omaggiare l’uomo che è riuscito a cambiare il modo di vivere e sentire la musica. Come sempre lo speciale ci regalerà due ore di musica in prime time e i fan del liscio e della Romagna sono già pronti a ballare davanti allo schermo senza perdersi uno spettacolo davvero raro in tv dove reality e talent ormai ci regalano artisti che lasciano il tempo che trovano. 

MIRKO CASADEI CAPOSTIPITE

La passione per il liscio e il folklore saranno il tema centrale del racconto che questa sera vedrà protagonista la famiglia Casadei. Nel corso di Unici, l’appuntamento speciale in onda oggi su Rai Uno, Giorgio Verdelli, autore e regista del programma, celebrerà infatti il mito di Raoul e della sua Orchestra ripercorrendo tutti i successi degli ultimi novant’anni. La narrazione, di conseguenza, verrà affidata alla figlia Riccarda, allo stesso Raoul e, successivamente, a colui che ormai da tempo ha preso in mano le redini della celebre Orchestra famosa in tutto il mondo, il giovane Mirko Casadei. Il capostipite, inoltre racconterà al suo pubblico una serie di aneddoti, attraverso i quali renderà noti molti dettagli ancora mai raccontati sulla sua straordinaria carriera. Al centro della  narrazione ci sarà anche l’incontro con Renato Carosone, con un focus sulla lettera che l’artista gli fece recapitare. (Agg. di Fabiola Iuliano) 

L’INTERVISTA AL PATRON

Qualche tempo fa, in una delle ultime apparizioni sul piccolo schermo, Raoul Casadei, in diretta da Cesenatico, ha annunciato in una intervista concessa a Cristina Parodi che al più presto avrebbe dato vita a una serata tutta dedicata alla musica. Nel dare appuntamento al suo pubblico, però, il Re del liscio ha ricordato che oggi, a sedere sul trono dei Casadei, c’è il suo erede: “Adesso a cantare c’è mio figlio Mirko, che gira per l’Italia, io ci sarà solo in estate, in riviera, in qualche apparizione, perché noi in giugno facciamo la notte del liscio”. Nelle sue parole, una piccola anticipazione sul format della serata: “Faremo cento chilometri di palchetti e tutti balleranno il liscio sulla spiaggia, al pomeriggio, all’ora dell’aperitivo, sulla spiaggia coi piedi scalzi. Quindi, Cristina, se hai voglia di fare un giro in Romagna…”. Per visualizzare la breve intervista rilasciata dal Re della “Dinastia del Liscio” direttamente sul Web, potete cliccare qui. (Agg. di Fabiola Iuliano)

IL VIDEO PROMO

Unici torna in onda questa sera su Rai2 per uno speciale anni ’80 dedicato al Re del liscio, Raoul Casadei. Balli, canti ed energia pura che in quegli anni hanno resco il liscio e il folklore un vero e punto di riferimento nelle balere per giovani e anziani divertiti da quei suoini. La dinastia del Liscio sarà al centro di questa puntata speciale che Rai2 ha confermato anche sui social poco fa postato su Twitter il video promo della serata (potete cliccare qui per vederlo) in cui Raoul Casadei è a capo della sua brigata (i Casadei) ai quali chiede il nome prima di pensare come schierarli. Il promo e l’ilarità con cui i protagonisti vi hanno preso parte lasciano intendere bene al pubblico anche il tipo di clima che vivranno questa sera in prima serata. Nel tweet si legge: “21.15 su #Rai2, siete tutti invitati a @unicirai2. Puntata dedicata agli 80 anni del Re del liscio, Raoul Casadei ??#Unici”. (Hedda Hopper)

LA DINASTIA DEL LISCIO

Esiste un punto, nella storia, in cui il folklore romagnolo diventa Liscio. L’evoluzione è avvenuta per mano di Raoul Casadei, il massimo iconografo di quel periodo storico. Quando i ritmi della vita paesana erano scanditi dalle mazurke, dai valzer e dai suoni brillanti e veloci di chi si improvvisava fautore di un nuovo genere con le misture e gli innesti tipici della musica contadina. Fu Casadei a dargli un nome, guadagnandosi il titolo di “scultore” di quel monumento artistico meglio noto come Liscio. È a lui che la Rai dedica lo speciale di Unici in onda questa sera. Il titolo è La dinastia del Liscio, perché quanto realizzato da papà Raoul è oggi nelle mani del figlio Mirko. Nella famiglia Casadei, la musica pop(olare) ha trovato la sua espressione massima. “Mi piace far festa e far divertire la gente così come mi diverto io”, ha dichiarato Raoul in una recente intervista al Giornale. “Il Liscio è una religione, qualcosa che unifica tutti: va oltre le classi sociali, oltre le frontiere e le barriere”. Da qualche anno, la regione Emilia Romagna promuove la candidatura del Liscio a patrimonio dell’umanità: l’auspicio comune è quello che lo diventi presto.

L’ORCHESTRA CASADEI IN TOUR

“I media mi danno tanto spazio e per me è una laurea ad honorem. Mi ha chiamato Bruno Vespa a Porta a porta, SkyArte mi ha dedicato tre puntate, ora questo impegno in Rai, di solito ti celebrano così solo quando sei morto. Magari sono morto e non me ne sono neanche accorto”. Non solo big: lo speciale seguirà anche il tour del piccolo di casa, Mirko, da poco alla guida della grande Orchestra Casadei. Perché la musica ce l’ha nel sangue: “È come un linguaggio globale“, commenta. E come tale, aggiungiamo noi, si è lasciata contaminare. Il Liscio di Mirko Casadei è qualcosa di meno sacro, meno “pulito”, di quello di papà Raoul. Dal raggae allo ska, dalla taranta al vero e proprio rap, sono tanti i generi che hanno apportato il loro contributo alla folk music. Raoul, comunque, sembra approvare: “Anch’io sono stato attaccato dai tradizionalisti quando ho rinfrescato il liscio con chitarre spagnole, percussioni e strumenti vari. I tradizionalisti sono come i politici, non vorrebbero mai cambiare o andare avanti”. Tra gli artisti che hanno affiancato l’Orchestra nel suo tour, Goran Bregovic, Frankie hi-nrg mc, Roy Paci Aretuska, Eugenio Bennato, Massimo Bubola, Cisco, i Khorakhanè, Mario Reyes, Gloria Gaynor, Kid Creole e Morgan. E poi ancora Simona Rae, Stefano Giugliarelli, Manuel Petti, Marco Lazzarin, Gil Da Silva, Giusepe Zanca ed Enrico Montanaro. A fare da contorno al racconto di Unici, le testimonianze di Samuele Bersani, Mara Maionchi, Paolo Fresu, Roy Paci, Fio Zanotti e Andrea Mingardi. La conferma, una volta in più, che la musica è innanzitutto condivisione.

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