IL DIAVOLO E PADRE AMORTH/ Un vero esorcismo a una italiana diventa un film di Friedkin a Venezia

- Fabio Belli

Il diavolo e padre Amorth, il film di Friedkin a Venezia. Presentata la pellicola che porta il regista de “L’Esorcista” a confrontarsi di nuovo sul tema dopo 40 anni

lesorcista_il_film
Il film in seconda serata su Iris

Lo scorso 31 agosto è stato presentato il documentario “Il diavolo e Padre Amorth” al festival di Venezia, pellicola che racconta la storia del nono esorcismo fatto ad una donna dal defunto e rinomato esorcista italiano Gabriele Amorth. Il film racconta la storia di Cristina, una donna italiana che, dopo aver sofferto di depressione, inizia a comportarsi stranamente e non riesce più a lavorare. Amorth ha eseguito su di lei 9 esorcismi in un periodo di 9 mesi. Secondo il sacerdote, il possesso demoniaco fu provocato dal fratello e dalla fidanzata, membri di una setta satanica. In un comunicato il regista William Friedkin ha dichiarato di non aver mai smesso di restare affascinato “dalla natura del bene e del male e dalla possibilità dell’esistenza reale della possessione demoniaco”. L’ opportunità di assistere ad un vero esorcismo è arrivata quattro decenni dopo aver girato “L’ esorcista” e completamente per caso. Secondo il critico cinematografico Robbie Collin, questa nuova opera “è un grande esempio di saggistica, non privo di uno sguardo nitido e raro.”

LA CRITICA DI ROBBIE COLLIN

“Sia come risultato di un’ estrema distorsione del microfono che di altri eventi spontanei, durante l’esorcismo la voce di Cristina cade di un’ottava in un gemito polifonico, simile al suono emesso da tre gatti che vengono calciati contemporaneamente. Ma padre Amorth continua il suo esorcismo senza nervosismo o paura”, ha sottolineato il critico. Collin racconta come “la parte fondamentale del film è stato girato da Friedkin nei quartieri dove Padre Amorth viveva a Roma. La maggior parte delle volte, la sua macchina da presa indica quando Cristina è in preda a spasmi demoniaci, mentre Amorth mette in atto il suo esorcismo in latino. Di tanto in tanto, la macchina da presa si concentra sulla famiglia di Cristina, che prega e cerca di farsi forza. Il critico cinematografico ha sottolineato che né Friedkin né lo scrittore del film, William Peter Blatty, hanno assistito personalmente a un vero esorcismo. Il film dura 68 minuti ed è indubbiamente fonte di curiosità, anche se all’inquietudine per le scene mostrare potrà sommarsi un certo scetticismo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori