“QUEL MAIALE E’ CLARETTA PETACCI”/ Gene Gnocchi, video DiMartedì: il commento di Rachele Mussolini

- Silvana Palazzo

“Questo maiale è Claretta Petacci”, video. Dopo la battuta di Gene Gnocchi si scatena bufera su DiMartedì. Dove sono le donne indignate? Le ultime notizie sul caso che ha travolto il comico

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Gene Gnocchi sulla satira politica

Nipote di Benito Mussolini e consigliere comunale di Roma della Lista Civica Con Giorgia Meloni, Rachele Mussolini ha commentato le esternazioni di Gene Gnocchi con Claretta Petacci senza alzare ulteriormente i toni, ma al tempo stesso senza risparmiare frecciate al comico: “Continuo ad apprezzare l’ironia brillante di Gene Gnocchi, anche dopo questa infelice battuta. Certo è che il periodo elettorale e il crollo del Pd nei sondaggi devono aver fatto perdere la testa e il senso della misura della giusta ironia. L’espressione greve, il riferimento inopportuno e sciatto di linguaggio, ancor più grave in quanto espresso in pubblico durante una trasmissione televisiva, dimostrano la rabbia che è ormai comune nel panorama politico italiano. Esternazioni del genere sono sicuramente censurabili, visto che oltre a trattarsi di basso turpiloquio senza stile si tratta di qualcosa che non fa altro che esacerbare gli animi e avvelenare il clima politico.” (agg. di Fabio Belli)

SELVAGGIA LUCARELLI SOSTIENE GNOCCHI

La battuta di Gene Gnocchi su Claretta Petacci ha acceso il web ed in particolare il social Twitter dove l’hashtag con il nome dell’amante di Benito Mussolini è ancora oggi in tendenza. Sono tanti i tweet contro il comico e il suo scivolone in tv di ieri sera. “#GeneGnocchi prima il tuo problema era che non facevi più ridere, quello di ora è che fai proprio piangere. Rispetto per #ClarettaPetacci, massacrata e stuprata senza pietà da infami senza onore”, si legge sul social dell’uccellino azzurro. Ed ancora, “Per quanto i fascisti mi diano ribrezzo, paragonare #ClarettaPetacci ad un maiale è alquanto rivoltante. La sua unica colpa è stata quella di innamorarsi di Mussolini. #GeneGnocchi si scusi subito e venga cacciato (almeno per un periodo) dalla Tv”. A tal proposito, il quotidiano Il Tempo ha aperto un sondaggio in cui chiede ai propri lettori se proprio a causa della battuta su La7 Gene Gnocchi debba essere licenziato. Il 94% degli utenti ha risposto “Sì”, mentre solo il restante 6% non sarebbe d’accordo. Ad esprimersi sull’argomento controverso anche Selvaggia Lucarelli che sempre tramite Twitter ha scritto: “Ormai la mia tendenza è la seguente: chi è lo str**** del giorno oggi per il web? Gene Gnocchi. Bene. Sto con Gene Gnocchi”, ricevendo una pioggia di critiche. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL CHIARIMENTO DI VIRGINIA RAGGI

Le polemiche travolgono Gene Gnocchi per una battuta di cattivo gusto durante la copertina realizzata per DiMartedì, su La7. Il comico, commentando la foto del maiale che rovistava tra i rifiuti di Roma, ha dichiarato: «È un maiale femmina, si chiama Claretta Petacci». Il conduttore Giovanni Floris ha risposto con una risatina divertita alla gag del comico, quindi la trasmissione è andata avanti come se nulla fosse. Dura Alessandra Mussolini, nipote del Duce ed eurodeputata di Forza Italia, che cita il tweet di Alfio Krancic: «Gene Gnocchi, tu sei un verme! Paragonare il maiale che gira per Roma alla Petacci è una merdata che solo uno stronzo come te poteva partorire». Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia, ha pubblicato il famoso scatto che ritrae Claretta Petacci ormai esanime, appesa a testa in giù a Piazzale Loreto, e commentato: «Claretta Petacci, donna innocente, innamorata, uccisa, stuprata, appesa e maciullata dai partigiani. Goditi il frutto del tuo odio. Ne sarai orgoglioso, vigliacco».

Virginia Raggi si tiene fuori dalla polemica “televisiva”, ma chiude quella con Giorgia Meloni, che aveva rilanciato la foto del maiale tra i cassonetti. «Abbiamo scoperto che quel il maiale è di proprietà di un membro della famiglia Casamonica (coinvolta nell’inchiesta su Mafia capitale), che ha ammesso alla polizia locale di averne perso il controllo il giorno precedente», ha dichiarato la sindaca di Roma. La versione della sindaca è stata confermata da Angela Casamonica, intervenuta telefonicamente all’agenzia Dire. Il parlamentare M5s Danilo Toninelli ha dichiarato: «Per sporcare l’immagine della Capitale, è stato utilizzato un animale che il clan Casamonica ha dichiarato, guarda caso, essere sfuggito al loro controllo il giorno precedente. Per la penosa Meloni che non ha argomenti politici validi per attaccare l’amministrazione della Capitale, e che usa questi mezzucci squallidi, è diventato un boomerang». (agg. di Silvana Palazzo)

BUFERA SU DIMARTEDÌ PER LA BATTUTA DI GENE GNOCCHI

Il maiale fotografato tra i rifiuti di Roma? «Si chiama Claretta Petacci». E così volano le risate a DiMartedì, mentre sui social montava la protesta. Si abbatte così la bufera su Gene Gnocchi per la sua copertina nel programma di Giovanni Floris su La7. Il riferimento è a una delle pagine più controverse della storia d’Italia che ha toccato la sensibilità di molti, non a caso l’hashtag #genegnocchi è finito tra i trend topic della giornata di Twitter. «Ed io che pensavo che non potessero fare di peggio che violentarla, ucciderla, appenderla per i piedi a piazzale Loreto. Poi arriva Gene Gnocchi e supera ogni lurida vigliaccata dei suoi nonni», ha scritto un’utente indignata su Twitter. Altri si rivolgono direttamente a Laura Boldrini, presidente della Camera: «Nulla da dire sulla performance di Gene Gnocchi e Floris?». C’è anche chi ha chiesto una punizione per il comico: «Mi aspetto che venga cacciato a pedate da La7, preferibilmente da una donna».

“QUESTO MAIALE È CLARETTA PETACCI”, BUFERA SU GENE GNOCCHI

Gli antifascisti possono essere più fascisti di questi ultimi? L’interrogativo rimbalza sui social network dopo il caso scoppiato per la copertina di Gene Gnocchi a DiMartedì. La battuta su Claretta Petacci, morta ammazzata senza aver commesso alcun crimine se non quello di aver amato Benito Mussolini, è un brutto scivolone per il comico che Alessandra Mussolini ha evidenziato su Twitter rilanciando il post di Vito Contesi. «Uccidere un fascista non è reato nemmeno dopo morta vero?? Nessuno si indigna… Lo fanno per #razzabianca! Siete persone… anche se di idee diverse da non rispettare!! Ed io non vi rispetto vi combatto!!», ha ritwittato l’europarlamentare di Forza Italia e nipote del Duce. Dove sono le donne indignate che combattono il femminicidio? E quelle che hanno denunciato le molestie? In realtà è scomparsa anche la sinistra radical-chic sempre sul piede di guerra quando si tratta di intervenire sulle battute maschiliste di Silvio Berlusconi… Intanto l’associazione no profit “Campo della Memoria”, che si è occupata del restauro della tomba monumentale della Petacci al Verano di Roma, ha fatto sapere di aver avviato la raccolta firme per chiedere l’allontanamento di Gene Gnocchi da DiMartedì.



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