GIULIO FRANCESE/ Figlio di Mario: “Mio padre raccontava la mafia quando tutti tacevano”

- Francesco Agostini

Giulio Francese non ha usato mezzi termini per ricordare il padre Mario, morto nel 1979 per ordine della mafia, attaccando i colleghi e l’abbandono della sua memoria. 

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Giulio Francese (web)

Il giornalista Giulio Francese è il figlio di Mario Francese, importantissima firma de Il Giornale di Sicilia a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Il 26 gennaio 1979, però, la mafia decise di assassinarlo con tre colpi di pistola per togliere di mezzo un giornalista scomodo e potenzialmente pericoloso. Il figlio Giulio è anch’egli giornalista e, intervistato, ha raccontato di come suo padre sia stata una figura impotantissima all’interno della lotta alla mafia in un periodo come quello dove a farla da padrona vi era un senso di omertà piuttosto spesso. Racconta Giulio Francese: “Mio padre è stato uno dei primi giornalisti a parlare apertamente di mafia quando tutti non facevano altro che tacere. E’ stato uno dei primi a parlare del clan dei Corleone in maniera schietta e aperta. Ha intervistato la moglie di Totò Riina e ha spiegato in modo dettagliato quali erano le tattiche della mafia e lo faceva anche a muso duro, per far capire a tutti da che parte stava la cronaca. Una volta che è morto mio padre, su di lui è calato completamente il silenzio. Per circa vent’anni nessuno più si è ricordato di Mario Francese.”

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Il figlio di Mario Francese, Giulio, non ha certamente mandato giù tutta questa omertà nei confronti del padre che, invece, è stato uno dei simboli della lotta alla mafia e al sistema mafioso nel suo assetto più generale. Ma, a partire dai primissimi anni 2000, per il giornalista morto nel 1979 per tre colpi di pistola è iniziata una sorta di grande riabilitazione e rivalutazione. Innanzitutto da un punto di vista giudiziario, visto che il suo omicidio è stato finalmente punito con la condanna, fra gli altri, di due pezzi grossi come Totò Riina e Bernardo Provenzano. E poi, soprattutto, con la riabilitazione completa della sua figura. Ecco cosa ha raccontato Giulio Francese: “A partire dagli anni 2000 per mio padre c’è stata una vera e propria rinascita. Mario Francese, improvvisamente, non era più un illustre sconosciuto, anzi. I giovani lo hanno eletto a loro simbolo, simbolo di un giornalismo che lotta contro i poteri forti.” Po, inevitabile, una battuta sul fratello Giuseppe, morto suicida a 36 anni: “Senza Giuseppe noi non saremmo qui, oggi. Se il nome di Mario Francese è stato riabilitato lo dobbiamo a lui.”



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