L’Uomo Gatto, Gabriele Sbardella/ Il periodo d’oro di Sarabanda (90 Special)

- Francesca Pasquale

Gabriele Sbardella in arte l’Uomo Gatto, ritorna nella prima serata dei canali Mediaset per ricordare il suo periodo d’oro da protagonista assoluta di Sarabanda.

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Nicola Savino a Tv Talk

L’Uomo Gatto il cui vero nome all’anagrafe è Gabriele Sbardella dopo l’esperienza nella speciale edizione di Sarabanda condotta da Enrico Papi, ritorna protagonista in televisione nella trasmissione 90 Special di Nicola Savino. Un personaggio molto amato dal pubblico televisivo tant’è che durante la sua partecipazione nel programma cult di Italia 1, fu tra i principali motivi di interesse facendo innalzare in maniera consistente gli ascolti televisivi. Nato a Sant’Elpidio il 7 novembre del 1971, l’Uomo Gatto è da sempre grande appassionato di musica tant’è che nel 1979 ha preso parte alle selezioni del celebre concorso canoro per bambini, Lo Zecchino d’oro. In quell’occasione cantò il brano Capitan Harlock e riuscì ad avere un discreto successo arrivando fino alla fase finale. Tra i suoi album musicali preferiti ci sono The Koln Concert di Keith Jarrett e A Blue Shadow di Berto Pisano, mentre la sua epopea a Sarabanda ebbe inizio il 12 novembre del 2002 nella quale ebbe la meglio su un altro grande campione del programma come Max.

L’UOMO GATTO, SIMBOLO DI SARABANDA

L’Uomo Gatto è stato senza dubbio il simbolo di Sarabanda. La sua avventura è durata per circa 3 mesi (80 puntate complessivamente) con Enrico Papi che è stato molto abile nello ‘sfruttare’ i suoi punti deboli per proporre uno spettacolo godibile per il pubblico. In una recente intervista Papi ha parlato del rapporto che aveva in studio con l’Uomo Gatto e come riusciva a fargli dare il suo meglio: “Lui ha un carattere molto particolare, quando è stimolato, quando è provocato da il meglio di se. L’importante è non umiliarlo mai, ma è stimolarlo. Quando tu stimoli un personaggio in trasmissione di ognuno devi cogliere la peculiarità. L’Uomo Gatto è uno che si riscalda subito che si fomenta. Ma io l’ho vestito, pettinato e curato come una mia creatura. Infatti non mi piace quando va altrove e si fa prendere un po’ troppo in giro da altri. Io non lo prendo mai in giro, lo stimolo. Ho grande rispetto per i concorrenti, per me non sono merce, sono il valore aggiunto del programma”.



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