A STAR IS BORN/ Lady Gaga e Bradley Cooper evitano la trappola del remake e puntano all’Oscar

Il film di Bradley Cooper con Lady Gaga, presentato al Festival di Venezia 2018, è un remake ben riuscito. E potrebbe portarsi a casa qualche Oscar. CARMINE MASSIMO BALSAMO

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Una scena del film

È uno dei film più attesi dell’anno, l’esordio alla regia di uno dei migliori attori del panorama internazionale e la prima volta da protagonista assoluta al cinema per una delle migliori interpreti pop del XXI secolo: stiamo parlando di A Star Is Born diretto da Bradley Cooper, con Lady Gaga frontwoman. Presentato in anteprima assoluta al Festival di Venezia 2018 (otto minuti di applausi, dato significativo), la pellicola è il remake del film È nata una stella del 1937, diretto da William A. Wellman: un canovaccio classico del cinema americano, tant’è che si tratta del terzo rifacimento dopo il musical del 1954 e il musical rock del 1976. E nonostante i numerosi ostacoli, con il “già visto” dietro l’angolo, Bradley Cooper ha fatto centro: una storia densa di emozione, una Lady Gaga straordinaria, un inizio fragoroso e un finale letteralmente squisito.

Ally (Lady Gaga) di giorno fa la cameriera e ogni venerdì sera, dedicato alle drag queen, si esibisce come cantante nel pub locale. Ed è proprio quello il luogo dove incontra per la prima volta la star del rock Jackson Maine (Bradley Cooper), entrato nel locale per reperire del gin. Il noto artista si dilunga all’interno del bar e decide di proseguire la serata insieme ad Ally, che si ritrova a prendere a pugni un uomo reo di averla molestata. Nonostante avesse deciso di abbandonare il sogno di diventare una cantante, Ally realizza il suo desiderio grazie a “Jack”, che riconosce immediatamente il suo talento naturale: la invita sul palco a cantare con lui e da lì inizierà la sua favola, che la condurrà alle vette delle classifiche musicali. E qui inizia il viaggio nella bellezza e nelle difficoltà di un rapporto che fatica a sopravvivere, con le parabole dei due artisti che si muovono in versi opposti…

Un bellissimo melodramma per l’età moderna, una storia sopravvissuta ottanta anni rivisitata sapientemente nella sceneggiatura firmata dallo stesso Bradley Cooper e da Eric Roth (Munich, The Good Shepherd). Un film che tocca le più profonde emozioni dello spettatore, raccontando il vuoto dei nostri giorni mescolando cinema e musica. Un altro dei punti di forza della pellicola è il commento sonoro, al quale hanno collaborato anche Mark Ronson, Jason Ibell e Lukas Nelson. “Shallow”, scritta dai due protagonisti mentre erano seduti fuori da un supermarket, è la canzone destinata a trionfare ai prossimi Oscar: un testo sull’emozione e sulla paura che provano Ally e Mick pensando a ciò che il futuro gli riserverà. Un piccolo particolare conferisce valore alle sequenze canore: molte di queste sono state registrate live durante alcuni festival estivi, da Glastonbury a Coachella, e le performance live di Lady Gaga lasciano il segno, basti pensare al Super Bowl…

“Devi essere te stessa, devi metterti a nudo”: Lady Gaga si libera di trucco, maschere e stravaganza, interprentando una Ally forte e determinata, ma allo stesso tempo timida e spaventata quando si trova sul palco di fronte alla folla. Bradley Cooper, quattro volte candidato all’Oscar per il migliore attore, evidenzia grande potenzialità da regista, ma soprattutto sforna una performance straordinaria davanti alla macchina da presa, dimostrando grandissime qualità anche da cantante. La sincerità, l’amore profondo per la musica e il mondo dello spettacolo: A Star Is Born riflette su queste tematiche e lo fa da una prospettiva originale. Un prodotto hollywoodiano puro che mancava da diverso tempo, un film che si candida di diritto per un posto agli Oscar 2019. E Lady Gaga è già la front-runner per la statuetta alla migliore interpretazione femminile…

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