“Luca Barbareschi è un insensibile”: attacco di Dario D’Ambrosi/ Cancellate le repliche del Teatro Patologico

- Stella Dibenedetto

“Luca Barbareschi è un insensibile”: duro attacco di Dario D’Ambrosi, direttore del Teatro Patologico, dopo la cancellazione delle repliche al Teatro Eliseo.

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Luca Barbareschi (Wikipedia)

Dario D’Ambrosi, direttore e fondatore del Teatro Patologico che, da anni, lavora con attori con disabilità, da un letto di ospedale, attacca Luca Barbareschi, direttore del Teatro Eliseo, reo di aver cancellato tutte le repliche. Una decisione, quella di Barbareschi che, a detta di Dario D’Ambrosi sarebbe dettata dalla poca sensibilità nei confronti degli attori disabili che, su un palco, potevano esprimere la propria arte. «Ho appena avuto un’operazione – ha detto Dario D’Ambrosi in un video condiviso su Facebook dall’ex parlamentare Laura Coccia che combatte per la difesa dei diritti dei disabili – e ho un dolore abbastanza forte. […] Ma il dolore più grande me lo hanno dato appena sono uscito dalla sala operatoria. Alessandra del Teatro Patologico mi ha detto che Luca Barbareschi ha preso delle decisioni assolutamente assurde».

LE PAROLE DI DARIO D’AMBROSI

Nonostante gli manchino le forze e faccia fatica a parlare, Dario D’Ambrosi continua a sfogarsi sottolineando di non essere assolutamente d’accordo con la scelta di Luca Barbareschi di cancellare tutte le repliche del Teatro Patologico. «Voglio denunciare che sono contrario al fatto di aver cambiato il programma e annullato delle repliche. Non capisce. Luca, non hai la sensibilità per capire che dolore, che dispiacere che dai a questi attori speciali. Hai fatto la cosa più grave che un teatrante possa fare», afferma D’Ambrosi convinto che la scelta di Barbareschi non sia in linea con quello che dovrebbe essere il teatro ovvero unire le persone e renderle partecipi di un progetto unitario. “Non hai la sensibilità di gestire un teatro. Non hai fatto una cosa giusta, assolutamente. Hai dato un dolore molto grande a me ma soprattutto ai miei ragazzi”, conclude.



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