Valentino Talluto/ Così l’untore di HIV ha contagiato ben 30 donne (Un giorno in pretura)

- Morgan K. Barraco

Valentino Talluto, l’untore di HIV ha contagiato ben trenta donne ed è stato soprannominato anche il mostro. L’opinione pubblica sconvolta dai racconti su di lui. (Un giorno in pretura)

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Omicidio Alberto Musy, Un giorno in Pretura

Valentino Talluto è conosciuto ormai come l’untore di HIV. L’uomo infatti è stato condannato lo scorso ottobre a 24 anni di reclusione, dopo aver trasmesso la malattia virale a numerose donne. Tante le vittime che hanno deciso di testimoniare come hanno affrontato la notizia e soprattutto il loro rapporto con Valentino, in grado di attirare a sé le vittime pur sapendo di essere già portatore di HIV. L’accusa che lo ha portato dietro le sbarre è di epidemia dolosa, contagio di 32 donne di cui due in stato interessante e lesioni gravissime. La Corte d’Assise di Roma si è già pronunciata in merito, in seguito ad 11 ore di dibattito in Consiglio. Poche ore prima della sentenza, l’ultima fidanzata dell’imputato, Giada, riferirà a Vanity Fair di amare ancora Valentino e di averlo persino perdonato. “Non è un mostro”, ripeterà diverse volte anche in tante trasmissioni televisive. La vicenda processuale di Valentino Talluti verrà invece ripercorsa da Un giorno in pretura nella puntata in onda oggi, sabato 6 ottobre 2018. “Conducevamo una vita normale”, dirà invece uno zio di Talluti al settimanale italiano parlando di come in realtà la vita dei familiari dell’untore fosse del tutto normale. Si dimenticavano persino che fosse sieropositivo. Giada invece crede che le testimoni che hanno denunciato il fidanzato non abbiano detto tutta al verità, dato che nessuna di loro è stata costretta a non usare precauzioni durante i rapporti.

Valentino Talluto, un mostro che ha contagiato 30 donne

L’untore, il mostro. Valentino Talluti è stato definito in molti modi dalle sue vittime e dall’opinione pubblica quando è stato ammanettato per aver contagiato oltre trenta donne, molte sue ex compagne. A nessuna di loro avrebbe detto di essere sieropositivo, mettendo a serio rischio non solo la salute delle vittime ma anche dei futuri partner e persino dei familiari delle stesse. “E’ stato il suo errore”, sottolinea invece la fidanzata Giada, colei che ha affermato di volere comunque creare una famiglia con Talluti e che aspetterà il suo rilascio. L’errore di cui parla è di non aver avvisato le diverse partner di essere sieropositivo, come invece avrebbe fatto con Giada. Lei è l’unica che ha protetto a tutti i costi, anche se l’ha tradita in due occasioni. “Lui non si sentiva malato”, confessa invece la donna a Vanity Fair, provando a giustificare perché potrebbe non aver detto nulla riguardo alle sue condizioni di salute. “Non conosceva la malattia”, aggiunge inoltre parlando di una mancata consapevolezza da parte di Talluti delle conseguenze di essere sieropositivo. Era in cura presso un medico, che lo sottoponeva a costanti analisi e che non gli avrebbe mai suggerito alcuna terapia. “Non voleva diffondere il virus”, hanno sottolineato inoltre i difensori di Talluti, gli avvocati Maurizio Barca e Tiziana De Biase. L’uomo quindi avrebbe preso sotto gamba la sua malattia, anche se per la difesa non c’è una prova certa che sia stato lui a diffondere la malattia con le donne che lo hanno accusato, soprattutto perché con molte di queste aveva sempre usato delle precauzioni.

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