GIUSY VERSACE/ Come trasformare il dolore in una rinascita (S’è fatta notte)

- Morgan K. Barraco

Ormai conosciuta come WonderGiusy, come il titolo del suo nuovo libro, Giusy Versace sarà ospite della puntata di S’è fatta notte in onda oggi su Rai 1

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Giusy Versace

GIUSY VERSACE, WONDERGIUSY NEL SUO LIBRO

Non si è lasciata abbattere Giusy Versace da quell’incidente che le ha portato via entrambe le gambe e non di certo la voglia di vivere. Ormai conosciuta come WonderGiusy, come il titolo del suo nuovo libro, l’atleta ha scelto di realizzare un contenuto animato per i bambini, per infondere loro speranza. “Sono quasi pronte le mie gambe tacco 12”, ha detto con ironia alcune settimane fa parlando anche del suo incontro con un bambino, che curioso di vederla sul campo ha parlato delle sue gambe nuove e di come correva veloce. Agli occhi dei più piccoli è diventata presto una sorta di supereroe, spiega a Il Giornale, anche se l’idea di realizzare il suo ultimo libro era nel cassetto già da due anni. Una storia illustrata che la vede proprio in queste vesti. Giusy Versace sarà inoltre ospite di S’è fatta notte per la puntata di oggi in onda nella seconda serata di Rai 1. Parlerà anche della sua volontà di trasmettere la sua forza, di diventare quell’esempio positivo che sconfigge la disabilità che l’ha colpita nel 2005, quando un incidente d’auto ha costretto i medici ad amputarle entrambe le gambe. 

LA SOFFERENZA CHE DIVENTA IN FORZA

Non è stato semplice per Giusy Versace trasformare il dolore in una rinascita. Un motore che continua a girare ancora oggi e che le ha permesso di diventare la prima donna italiana a correre con due gambe artificiali. Protesi in carbonio e tanta forza per l’atleta paralimpica che ha iniziato la sua seconda vita subito dopo quell’incidente avvenuto 13 anni fa. Prima di quel momento la sua vita era ordinaria, ballava, nuotava e giocava. Esattamente come adesso, perché Giusy quella voglia di divertirsi e di sentirsi viva non l’ha mai persa. “Se non lo sai trasformare”, sottolinea a La Repubblica parlando del dolore, “può logorare fino ad annullarti”. E lei ha fatto proprio così: ha raccolto tutta la sua sofferenza e quella forte rabbia per dirigersi verso l’agonismo e l’atletica. Cinque anni dopo dall’incidente la vediamo infatti già in pista per correre con la Fiamme Azzurre, fino alla finale nei 200 metri a Rio De Janeiro due anni fa.



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