Giorgia/ Video, “Mio figlio Samuel preferisce Laura Pausini” (Che tempo che fa)

- Emanuele Ambrosio

Giorgia è ospite di Che tempo che fa, il programma della domenica sera condotto da Fabio Fazio su Rai1: la cantante presenterà il nuovo album di cover “Pop Heart”

La cantante Giorgia
Giorgia

“Sta per entrare una delle più grandi star della musica italiana”. Le stelle, per definizione, appartengono all’universo, perciò è una star “internazionale”, quanto meno. La sua voce è splendida, cristallina. Le défaillances sono poche. Alla fine si concede pure una giravolta. La base de Le tasche piene di sassi non è propriamente ballabile: quello che spicca, più che altro, è il suo tono. “Amore mio”, la accoglie in studio Pippo Baudo. “Quanto ci vogliamo bene! E poi ci riporta ai bei tempi di Pippo Caruso”. Caruso la invitò a cantare da sola: “E’ sprecata per fa’ la corista”. Pippo Baudo fece il resto. Ma per prima cosa la costrinse a cambiare l’inciso: “Questo inciso non va bene! Non apre, non apre!”. Giorgia propone un’imitazione coi fiocchi. Ma passiamo al presente: “Mio figlio [Samuel Iacono, N.d.R.] è ancora un fan della Pausini”, dice un po’ risentita. “Dopo faccio una foto con Rovazzi; provo ad acquistare punti”. [agg. di Rossella Pastore]

Ospite a Che tempo che fa

Giorgia torna in tv ospite di “Che tempo che fa“, il programma della domenica sera condotto da Fabio Fazio su Rai1. La cantautrice romana sarà protagonista dal vivo con il nuovo singolo – cover “Le tasche piene di sassi”, che ha anticipato l’album “Pop Heart“. Un progetto discografico diverso quello che Giorgia ha pubblicato in questi giorni sul mercato discografico italiano, visto che ha deciso di reinterpretare alcuni brani di successo di altri cantanti. Un disco che ha fatto tornare indietro nel tempo la voce di “Come saprei” ed “E Poi” che record: “le canzoni d’altri le cantavo da giovanissima, nei locali, col mio gruppo. Papà veniva a spiarmi appena finito il concerto per vedere dove andavo e con chi“. “Pop Heart” è il primo album di cover per l’artista romana che festeggia ben 25 anni di carriera.

Il nuovo album Pop Heart

Nel nuovo album “Pop Heart” uscito in questi giorni, Giorgia ha deciso di cantare le canzoni del cuore, quei brani che l’hanno emozionata e che ricollega ad alcuni momenti della sua vita. Una tracklist composta da 15 cover che spaziano da Vasco Rossi a Mango, dagli Eurythimcs a Whitney Houston fino a Carmen Consoli e Tiziano Ferro. “Sono schizofrenica, mi piacciono tante cose” ha raccontato durante un’intervista a “Io Donna”. Poi ha fatto la scelta più giusta, ossia di seguire il suo cuore e così le canzoni sono venute da sole. Ecco che nel disco trovano spazio “Dune mosse” di Zucchero che le ricorda gli anni del liceo, “Sweet Dreams” degli Eurythmics che le ricorda l’adolescenza, “Lei verrà” di Mango le vacanze trascorse a Capaccio e così via. Fuori dalla tracklist sono rimaste solo due tracce: si tratta di un brano di Laura Pausini e uno dei Duran Duran come ha raccontato a Mydreams.it: “A malincuore perché mi piacevano molto ma non erano adatte a me. Magari per un secondo volume…“.

Alex Baroni: è la voragine della mia vita

Parlando del nuovo progetto discografico, Giorgia si è lasciata andare anche al ricordo di Alex Baroni, il compagno scomparso all’età di 35 anni nel 2002 a causa di un incidente in moto. Da allora sono trascorsi 16 lunghi anni, ma il dolore non è mai andato via. “Quella è la voragine della mia vita” ha dichiarato Giorgia a “Io Donna” – “il tempo passa, fai cose, cresci, cambi, però, quel buco nero, il fatto di non poter cambiare le cose, rimane sempre lì, come se fosse cinque minuti fa. E si rinnova ogni volta che perdi qualcuno. Quello è un punto che mi ha cambiato per sempre“. Parole che fanno commuovere ancora oggi l’artista romana: “Tu vai avanti e lui è fermo ai 35 anni che aveva”. La cantante ricorda quei terribili giorni: “fu tutto terribile: quei giorni di attesa, le nottate in ospedale, quel guardarci senza poterci dire niente… Sono cose che non puoi mettere via”. Il tempo passa si, ma certe cose restano: “te le sistemi, le metti nel famoso cassetto, poi, appena lo apri, viene fuori tutto. Però per me è stato un modo di accedere a una dimensione più spirituale. Noi siamo tutta mente, ma si può imparare a sentire quello che non si vede“.



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