PATRIZIO OLIVA/ “Mio padre era un violento, ma grazie alle mie vittorie diventò un uomo buono” (Vieni Da Me)

- Hedda Hopper

Patrizio Oliva ospite a Vieni da Me nel salotto di Caterina Balivo per raccontarsi dalla sua infanzia infelice alla Walk of Fame del Coni alla Hall of Fame del Pugilato Italiano.

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Patrizio Oliva sfoglia l’album di famiglia con Caterina Balivo. Nel salotto di Vieni da me, il campione ripercorre la sua vita privata e professionale. Grazie al pugilato, Patrizio Oliva è riuscito ad evitare di cadere in brutte strade. “Spesso mi dicevano che vai a fare in palestra? Vieni a fare la rapina con noi. Io, però, ho avuto la fortuna di avere due genitori che mi hanno insegnato i valori”, spiega Oliva che, nonostante abbia avuto un’infanzia complicata, non rinnega il ruolo che il padre ha avuto nella sua vita. Da bambino, Patrizio Oliva ha dovuto fare i conti con un uomo violento che, però, grazie ai suoi successi, è riuscito a rasserenarsi. “Le mie vittorie hanno portato felicità in famiglia e mio padre che, in fondo era un buono, è diventato un uomo mite”, spiega il campione (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

LA STORIA DI PATRIZIO OLIVA

Patrizio Oliva non ha di certo bisogno di presentazione. Il pugile è uno dei volti noti dello sport e della tv, se vogliamo, e oggi sarà ospite a Vieni da Me nel salotto di Caterina Balivo. La conduttrice ha confermato poco fa sui social quello che lo stesso pugile aveva annunciato qualche ora fa sui social mostrandolo in arrivo nel suo camerino con tanto di “proposta” in ginocchio. Tra le risate e i saluti, manca ormai poco alla messa in onda di Vieni da me e i fan hanno tutto il tempo di mettersi comodi e di conoscere i dettagli di una storia di forza, rivalsa e tanta fatica, di quelle di cui oggi si sente sempre meno parlare. Nei giorni scorsi, in un’intervista a Il Mattino sono venuti a galla nuovamente alcuni indizi sulla sua infanzia povera e piena di sacrifici, dei sette fratelli con il quale è cresciuto all’ombra di un padre violento tra rabbia, tensioni e la morte nel cuore. La sua non è stata un’infanzia felice ma sicuramente è quella in cui ha trovato la forza giusta per andare avanti e voltare pagina.

UN’INFANZIA INFELICE E UN TERRIBILE LUTTO

155 vittorie e 5 sconfitte per un totale di 160 incontri che hanno portato Patrizio Oliva a vincere l’oro olimpico a Mosca 1980 e poi il titolo mondiale sei anni dopo. A salvarlo da piccolo fu proprio la boxe che iniziò ad amare e seguire grazie al fratello Mario che all’epoca fu campione italiano me trai dilettanti. A segnare la sua vita anche la morte del fratello Ciro e proprio su di lui, in questa intervista a Il Mattino, ha rivelato: “Onorare la morte di Ciro e sostenere i miei genitori. Solo così sono riuscito a superare fatica e ostacoli, sia nello sport che nella vita. La fatica l’ho cominciata a sentire proprio quando ho dovuto combattere per soldi. In quei momenti quasi mi passava la voglia di salire sul ring. Questo per farvi capire quanto siano importanti le motivazioni“. Cosa racconterà oggi nello studio di Caterina Balivo su Rai1? Nei giorni scorsi, Oliva è stato omaggiato di un importante riconoscimento proprio dal giornalista Franco Esposito, storica firma del Mattino, per celebrare il suo posto nella Hall of Fame dei pugili per “conservare la memoria, lasciare una traccia delle imprese del passato, affinchè siano di ispirazione alle nuove generazioni”.



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