Oliviero Toscani: “oggi leggi razziali in Italia”/ “Io patrimonio dell’umanità difendo Weinstein e i Benetton”

- Paolo Vites

Oliviero Toscani presenta il suo nuovo libro fotografico e difende Weinstein e i Benetton. E aggiunge che i giornali di carta non scompariranno mai

Oliviero Toscani
Oliviero Toscani (Facebook)

“Duecento anni, sigaro toscano” è il nuovo libro del noto fotografo Oliviero Toscani che ovviamente ha giocato con il suo cognome per intitolarlo. Si tratta di 350 personaggi fotografati con il suo stile originale. Intervistato dal quotidiano Italia oggi, Toscani scherza con la sua fama: “Sono un patrimonio dell’umanità” dice, aggiungendo che “tutta la mia generazione lo è, tutti quelli nati tra il 1939 e il 1950, da Mohammed Ali ai Beatles”. In effetti è difficile pensare a una generazione che più ha inciso cambiando il mondo. Sempre impegnatissimo, il fotografo annuncia una campagna per le Nazioni Unite sul 70esimo anniversario della dichiarazione dei diritti umani: “Ci tengo particolarmente soprattutto in Italia dove i diritti umani e civili stanno sparendo, stiamo vivendo un momento come quello delle leggi razziali. E’ incredibile che nessuno si muova”.

DIFENDERO’ WEINSTEIN

Ma, come suo solito, si contraddice quando dice che andrà a difendere Harvey Weinstein, il produttore hollywoodiano accusato di infinite molestie alle attrici: “Non difendo quello che ha fatto voglio spiegare perché è successo questo”. Difende poi anche i Benetton con i quali lavora da sempre sul caso del crollo del ponte di Genova: “Hanno la coscienza a posto, Autostrade per l’Italia è una azienda serissima, un incidente è un incidente, non lo ha voluto nessuno”. Dal punto di vista del lavoro dice che nessuno ha ancora capito che una azienda è una immagine, il prodotto tutti sono capaci di farlo. E in un momento storico in cui i giornali cartacei chiudono uno dopo l’altro, sostiene che la carta stampata esisterà sempre: “Ha un valore storico e culturale immenso, non sparirà mai, la carta ci sarà sempre, anzi sempre meglio”. Se lo dice lui… “Ci saranno sempre i giornali di carta e saranno sempre più interessanti”.



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