Massimiliano Ossini/ “Ho rischiato di morire durante le registrazioni di Linea Bianca” (La Vita in Diretta)

- Silvana Palazzo

Massimiliano Ossini racconta a La Vita in Diretta della paura provata durante le registrazioni di Linea Bianca: “Ho rischiato di morire”

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Massimiliano Ossini a La Vita in Diretta

Massimiliano Ossini a La Vita in Diretta in vista del ritorno a “Linea Bianca”. Il conduttore ha parlato con Francesca Fialdini di una grande paura che ha provato: «Ora sto bene, ne approfitto per fare un applauso alla squadra perché andiamo su montagne difficili», ha esordito nell’intervista. Poi ha parlato di come è cambiato tutto velocemente, dalle nuvole in lontananza alla bufera di neve: «Siamo rimasti a quattromila metri, sul cucuzzolo della montagna. Mi sono spaventato molto. Lì subentra anche il panico». Ossini ha raccontato dunque a La Vita in Diretta di come è scampato alla morte e di quello che ha imparato, anche se alcune cose già le sapeva: «Mai avventurarsi da soli, bisogna affidarsi a persone che conoscono bene la montagna. Chi viene in montagna con noi deve essere un po’ alpinista, anche gli operatori si allenano». Loro come se la sono cavata in quell’occasione? «Abbiamo scavato una buca per proteggerci dal vento».

MASSIMILIANO OSSINI E LA GRANDE PAURA: “HO RISCHIATO DI MORIRE”

Partirà domani, 1 dicembre, la nuova edizione di Linea Bianca, il programma itinerante di Raiuno condotto da Massimiliano Ossini. L’inizio di stagione è stato caratterizzato da un brutto episodio, di cui ha parlato anche al settimanale DiPiùTv. Durante le riprese di una puntata che andrà in onda prossimamente, la troupe di Linea Bianca è stata sorpresa da una bufera di neve che ha messo tutti a rischio. «Eravamo sull’Ortles e su di noi si è abbattuta una bufera: si è alzato il vento e ha iniziato a soffiare fortissimo. La temperatura è scesa rapidamente fino a meno 20 gradi e la corrente fredda ha cominciato a “tagliarci” il viso, gelando i nostri arti». Il conduttore ha raccontato che in situazioni di emergenza, come quella che ha vissuto, bisognerebbe tornare subito alla base, ma non è stato possibile nel suo caso perché era lontana. «Per via della tempesta fortissima e dell’oscurità, non si riusciva a vedere nulla oltre un metro di distanza».



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