Anastasio “mi piace essere un corpo estraneo”/ “Se fossi nato altrove non sarei lo stesso”

Anastasio, finalista della dodicesima edizione di X Factor, fa un bilancio dell’esperienza televisiva in una intervista a La Repubblica

13.12.2018 - Paolo Vites
Anastasio
Anastasio sul palco di X Factor 12 (Instagram, 2018)

Uno dei quattro finalisti di X Factor 12 è Anastasio. Non è un nome d’arte, quello lo usava prima, Nasta, adesso si è ripreso il cognome di famiglia (“perché è più sincero” ha detto in una intervista a Repubblica). 21 anni, della provincia di Sorrento, quando si esibisce è un vero animale da palcoscenico. Ovviamente è un rapper, l’unica musica che oggi si vende. Il suo modo di scrivere, che ha colpito anche Fedez, non è frutto di un’ispirazione, ma il risultato di un vero e proprio studio: “Da ragazzino ho proprio imparato. Più di tutti da Caparezza e Fabrizio De André. Dal primo soprattutto la tecnica, da De André il punto di vista sulle cose“. Per Marco, questo il vero nome del rapper, nascere in periferia è stata una vera fortuna: “Sono nato nella penisola sorrentina, e questo significa crescere senza influenze, riferimenti, nessuno mi ha detto come dovevo fare, nessuno mi ha spronato, ho fatto tutto da me“, ha confessato a Repubblica. 

DE GREGORI MI HA FATTO I COMPLIMENTI

Cercando di comunicare mi è venuto naturale scegliere il rap: è la forma del mio tempo”, spiega Anastasio sulle pagine del quotidiano. Si è specializzato in versioni rap di brani di famosi cantautori, come Generale di De Gregori, l’unico che gli ha detto di aver apprezzato un suo brano. La capacità di stare sul palco, dice ancora, è forse dovuta alla sua napoletanità, ma, aggiunge, ogni artista dovrebbe essere anche attore. Il brano inedito che ha presentato è furioso, rabbioso, apocalittico: “Vorrei essere un artista che emoziona irritando. Vorrei far uscire la parte del rompicoglioni, quella che fa dire a Mara Maionchi che la disturbo”. Poi ha presentato The Wall dei Pink Floyd e il pubblico lo ha coperto di applausi: “la gente batteva i piedi, un minuto di applausi, è stato pazzesco”. E il futuro? “Continuare a essere percepito come un disturbatore. Mi piace essere un corpo estraneo, magari nella scena rap non sarò mai riconosciuto appieno. Ma va bene così. Quando vengo frainteso do il meglio di me”, ha concluso il giovane talento che stasera punta alla vittoria. 



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