JOVANOTTI / Foto, gli auguri per la figlia Teresa e l’omaggio a Luciano Pavarotti a Unici

Jovanotti ricorda il maestro Luciano Pavarotti a Unici, ripercorrendo l’esibizione sulle note di “serenata rap” e “Mattinata” di Leoncavallo e i suoi ricordi al fianco del Maestro

13.12.2018, agg. alle 22:02 - Fabiola Iuliano
Video Jovanotti in Eritrea
Jovanotti nel video "Chiaro di Luna" in Eritrea (YouTube, 2018)

Tra i narratori di “Unici”, il docu-film dedicato a Luciano Pavarotti, c’è anche Jovanotti che ha avuto l’onore e il piacere di duettare col maestro. Oggi è per lui un giorno molto importante e non solo perché va in onda “Unici”, che lo vede tra i protagonisti, ma anche perché è il compleanno di sua figlia, Teresa. La primogenita del cantante spegne oggi 20 candeline e il musicista le fa gli auguri con i versi di «Per te», la canzone scritta insieme a Saturnino e Michele Centonze proprio in suo onore. “È per te il 13 dicembre” scrive il cantante come didascalia ad una foto, pubblicata su Instagram, che vede Jovanotti abbracciare forte sua figlia Teresa, da oggi 20enne. Un bellissimo scatto che sottolinea il meraviglioso rapporto padre-figlia esistente tra i due. (Aggiornamento di Anna Montesano)

 

Visualizza questo post su Instagram

 

È per te il 13 dicembre🎂

Un post condiviso da lorenzojova (@lorenzojova) in data:

L’omaggio a Luciano Pavarotti

Jovanotti ripercorrerà il suo passato musicale al fianco di Luciano Pavarotti a Unici, il programma in onda questa sera su Rai 2, condotto da Giorgio Verdelli. Il cantante pop, che ha di recente annunciato il suo prossimo tour estivo dal titolo Jova Beach Party, darà vita a un commovente ricordo del maestro, accompagnato dai filmati che immortalano alcune immagini di quella strana, ma allo stesso tempo indimenticabile, unione tra “serenata rap” e “Mattinata” di Leoncavallo. Un rapporto, quello tra i rapper e la musica lirica, che non si è interrotto con la scomparsa del noto tenore. Di recente, in occasione della Prima della Scala a Milano, il cantante ha infatti ricordato l’importanza nella sua vita di questo genere artistico: “Penso che l’Opera sia la cosa più bella del mondo. La cosa che gli italiani hanno fatto meglio dal punto di vista artistico. Forse il cinema italiano degli anni sessanta ha raggiunto certi livelli di altezza”.

Jovanotti: “A lui chiedevo storie, era molto appassionato, sapeva tutto”

L’arte di Luciano Pavarotti ha dato un contributo molto ampio alla carriera di Jovanotti, così come il rapper ha di recente ricordato in una puntata di Tuttifrutti: “Non sono un intenditore, ma ho avuto il privilegio nella vita di conoscere il più grande cantante di lirica di tutti i tempi, che è il Maestro Pavarotti e di frequentarlo”. Nei suoi ricordi, anche quelle ore preziose passate con lui a parlare dell’Opera: “A lui chiedevo storie, lui era molto appassionato, sapeva tutto. Mi parlava dei personaggi, delle sfumature dei personaggi, è un mondo fantastico”. Oggi il cantante continua a conquistare consensi con “Oh Live”, un box che contiene, oltre al brano “Oh, vita”, anche il dvd del concerto. “Non ci sono inediti perché questo disco, per me almeno, è perfetto – ha annunciato l’artista a Radio Italia – Non si può allungare aggiungendo qualcosa. È come se a un film gli cambiassi il finale. C’è tempo per fare un sacco di canzoni nuove in futuro”.

“Penso tutti i giorni alla tragedia di Corinaldo”

Da sempre in prima linea nelle vicende più attuali, Jovanotti ha parlato a Radio Italia della tragedia di Corinaldo. Secondo il rapper, in merito a ciò che è accaduto, “è difficile formulare un pensiero”, ma ciò che ha provato nell’apprendere la notizia è esattamente “quello che hanno provato tutti. Forse in maniera più coinvolta, perché vivo nei locali da quando ho 16 anni”. “L’unica cosa che mi viene da dire – ha continuato poi l’artista – è che esistono molte leggi che regolano la vita notturna: bisogna applicarle per ridurre al massimo la possibilità che si verifichino incidenti”. La tragedia ha inoltre rievocato alcuni dolorosi ricordi del suo recente passato: “Penso tutti i giorni alla tragedia di Corinaldo, soprattutto perché qualche anno fa a Trieste stavano montando la struttura locale che avrebbe ospitato il mio palco. Avvenne un incidente con dei feriti e con un ragazzo morto. Da quel momento, io ci penso tutti i giorni: non c’è un concerto in cui salgo sul palco e non rivolgo il pensiero a questa cosa, che mi ha cambiato un po’ la vita e l’ha cambiata anche a tutta la mia squadra di lavoro”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA