PAOLO RUFFINI/ “Penso che siamo tutti diversi e che la diversità è una forza, non una debolezza” (Up & Down)

Paolo Ruffini dal teatro al piccolo schermo: lo spettacolo “Up & Down” debutta in prima serata su Italia 1 nel giorno di Natale

25.12.2018 - Emanuele Ambrosio
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La locandina di Up & Down - Un film normale

Paolo Ruffini con “Up & Down” arriva nella prima serata di Italia 1. Nel giorno del Santo Natale, martedì 25 dicembre 2018, andrà in onda lo speciale documentario dell’omonimo spettacolo che ha visto l’attore e regista toscano sul palcoscenico accompagnato dalla compagnia Mayor Von Frinzius, un gruppo di ragazzi affetti dalla sindrome di Down. Dopo il debutto al Teatro Sistina di Roma, lo spettacolo ha letteralmente preso il volo infrangendo record su record toccando un argomento importante e delicato. Durante lo show, Ruffini parla di disabilita facendo una riflessione attenta e accurata: “Penso che siamo tutti diversi e che la diversità è una forza, non una debolezza. Gli attori di questo film hanno un talento diverso. Sia chiaro che non faccio beneficenza: io ho bisogno di loro, li pago e quando alle prove per lo spettacolo non arrivano in orario li sgrido pure. Sono spietato” ha raccontato a Sorrisi.

Paolo Ruffini: che cosa significa “normali”?

Il film ha come sottotitolo “Un film normale“, un concetto semplice che nasconde una grande verità come ha raccontato Paolo Ruffini a Sorrisi: “è una riflessione su quello che intendiamo con questa parola. Che  cosa significa “normali”? Chi è “normale” e chi no?”. L’idea di uno show di questo tipo è nata a Livorno dopo che l’attore e regista è andato a vedere uno spettacolo di Lamberto Giannini dove recitava una compagnia composta per metà da persone con disabilità.  Così è nata l’idea dello spettacolo “Up & Down” in cui Ruffini fa della diversità un valore aggiunto, una forza. Tutti siamo diversi e le vite di tutti noi sono fatte dei cosiddetti up & down, ossia alti e bassi e tutti noi siamo in fase “down” quando qualcosa non va come vorremmo. Un’idea semplice, che ha spinto Ruffini a cercare un gruppo di ragazzi disabili con cui lavorare.

Sulla compagnia Mayor Von Frinzius

“David sa cantare Vincerò e gli piace spacciarsi per me. Erika è una vera vamp, parla di rossetti e trucchi meglio di Belen. Andrea fa l’imitatore e vuol pensare solo cose belle, mentre Federico si occupa dei problemi pratici: è un po’ il nostro commercialista. Giacomo, invece, è un vero spudorato. E poi fanno, anzi facciamo, ridere!” ha raccontato Paolo Ruffini a Sorrisi. Sul palcoscenico Ruffini è a capo di un gruppo straordinario e con loro parla di amore, felicità, semplicità e non solo. L’obiettivo dello show è ricordare che viviamo in un’era moderna dove un abbraccio, una carezza, oppure dirsi un semplice “sono felice” sembra essere diventata una cosa difficile da fare e dire, ma alla fine per quale motivo siamo nati se non per condividere amore ed emozioni? Sul suo gruppo di colleghi, Paolo Ruffini ha le idee chiare: “Possono essere egoisti o antipatici o vanitosi o mille altre brutte cose, come tutti gli altri. Ma falsi mai”.

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