I migliori film del 2018/ La classifica della stagione con tanta Italia e la rivincita di Netflix

Classifica migliori film del 2018: Italia ben rappresentata in una top ten internazionale. Da segnalare il salto di qualità compiuto da Netflix

27.12.2018 - Carmine Massimo Balsamo
Classifica film 2018
Classifica film 2018

Il 2018 volge al termine e possiamo affermare che è stato un grandissimo anno per il cinema mondiale. A differenza di quanto accaduto nel 2017, l’Italia si è difesa bene e ha offerto delle pellicole degne di nota: in generale, il livello qualitativo medio delle produzioni europeo si è rivelato ottimo, mentre Hollywood ha dovuto fare i conti, come da tradizione, con l’alternarsi di grandi successi e flop clamorosi. Un grande vincitore di questo 2018 è senza dubbio Netflix: dopo essere stata bandita dal Festival di Cannes, la piattaforma streaming ha presentato tre pellicole nel concorso principale del Festival di Venezia 2018 (senza dimenticare Sulla mia pelle in Orizzonti), con Roma di Alfonso Cuaron che si è aggiudicato il Leone d’Oro. Punto di riferimento nel mondo delle serie tv, Netflix ha fatto il salto di qualità anche per quanto concerne i film (sembrano lontani i tempi di Bright, per fortuna) ed è destinato a recitare un ruolo da protagonista anche agli Oscar. Qui di seguito troverete la classifica top 30 dei migliori film di quest’anno: per entrare nell’elenco un lungometraggio deve essere uscito in Italia nel 2018.

CLASSIFICA FILM 2018: DALLA 30° ALLA 21° POSIZIONE

30) FIRST MAN – Reduce dal grande successo di La La Land, Damien Chazelle torna a collaborare con Ryan Gosling per l’adattamento cinematografico della biografia ufficiale First Man: The Life of Neil A. Armstrong scritta da James R. Hansen. Il primo uomo narra la storia di Neil Armstrong, primo uomo a mettere piede sulla Luna, e gli anni precedenti alla missione dell’Apollo 11: un buon film ma nulla di eccezionale, un passo indietro rispetto al musical pluripremiato agli Oscar 2017.

29) TUTTI LO SANNO – Il regista Asghar Farhadi vira verso un thriller dai toni drammatici dopo Il cliente: protagonisti Penelope Cruz e Javier Bardem. Laura torna nel suo paese natale per il matrimonio della sorella minore, ma un tragico evento farà tornare a galla vecchi rancori e segreti del passato che coinvolgeranno tutta la sua famiglia. Il tempo qui assume un’importanza fondamentale, con il regista iraniano che rimane fedele alla sua idea di cinema nonostante qualche imperfezione.

28) RIDE – Una corsa infernale, un thriller girato con Go Pro e voglia di stupire: un obiettivo certamente raggiunto da Jacopo Rondinelli, regista di una delle pellicole più originali del 2018. Protagonisti i riders acrobatici e celebri volti di Youtube Max (Lorenzo Richelmy) e Kyle (Ludovic Hughes) in una folle corsa per la sopravvivenza. Ultima considerazione: la sceneggiatura è firmata da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro – Fabio & Fabio –  due punti di riferimento per il futuro del cinema nostrano.

27) LAZZARO FELICE – Prix du scénario al Festival di Cannes, l’ultimo film di Alice Rohrwacher è una favola contadina, con la regista di Fiesole che mescola sapientemente poesia e politica. Protagonista il giovane Lazzaro (Adriano Tardiolo), che ha un forte legame di amicizia con Tancredi: un rapporto che si rafforza ulteriormente quando quest’ultimo chiede al giovane ragazzo di aiutarlo a organizzare il suo stesso rapimento… Definitivo salto di qualità per Alice Rohrwacher.

26) THE POST – Una grande produzione americana: regia di Steven Spielberg con protagonisti Meryl Streep e Tom Hanks. Il film narra narra la vicenda della pubblicazione dei Pentagon Papers, documenti top secret del dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America, prima sul New York Times e successivamente sul Washington Post. Una ricostruzione fedele e appassionante con una Meryl Streep semplicemente straordinaria.

25) THE DEATH OF STALIN –  Adattamento cinematografico della graphic novel La morte di Stalin di Fabien Nury e Thierry Robin, Morto Stalin, se ne fa un altro racconta gli eventi che seguirono la morte di Iosif Stalin nel 1953. Con un cast di prim’ordine (Steve Buscemi, Simon Russell Beale, Paddy Considine, Michael Palin), Armando Iannucci ha realizzato una piacevole commedia satirica: humour nerissimo su aspetti surreali di una realtà estremamente terrificante.

24) DOGMAN – Selezionato per rappresentare l’Italia ai premi Oscar 2019 nella categoria per il miglior film in lingua straniera, ma escluso dalla short-list pre-nomination, Dogman è uno dei migliori titoli italiani degli ultimi anni. Reduce dal non convincente Il racconto dei racconti, Matteo Garrone ha fatto centro: ispirato al delitto del Canaro, l’omicidio del criminale e pugile dilettante Giancarlo Ricci, Dogman riesce ad emozionare lo spettatore nonostante una trama intensa e delicata. Marcello Fonte (premio come miglior attore al Festival di Cannes) sensazionale.

23) A QUIET PLACE – Una storia di famiglia in chiave horror, con il punto di forza che risiede nell’assordante silenzio: il celebre attore John Krasinski offre una grande prova di maturità dietro la macchina da presa. Per genere e somiglianze, il percorso di A quiet place ricorda molto da vicino quello di Get Out di Jordan Peele: piacevole sorpresa.

22) THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS – Tra i titoli di punta della stagione cinematografica marchiata Netflix, La ballata di Buster Scruggs segna il ritorno dei fratelli Coen: premiato al Festival di Venezia 2018 per la miglior sceneggiatura, il film illustra sei storie appartenenti al libro La ballata di Buster Scruggs e altre storie della frontiera americana. Un’opera interessante che scrive una nuova pagina del genere western. Cast di altissimo livello: da non perdere.

21) L’ISOLA DEI CANI – Wes Anderson è sempre Wes Anderson, anche in un film d’animazione in stop motion. Un omaggio ai film di Akira Kurosawa e agli speciali televisivi natalizi, confermandosi tra i migliori cineasti in circolazione per la messa in scena.

CLASSIFICA FILM 2018: DALLA 20° ALL’11° POSIZIONE

20) UN AFFARE DI FAMIGLIA – Hirokazu Kore’eda fa parte della cerchia ristretta di registi che, girando un film all’anno, riesce a non deludere mai. Ma con Un affare di famiglia si è superato: premiata con la Palma d’Oro al Festival di Cannes 2018, la pellicola offre un affresco delle disuguaglianze sociali nel Giappone di oggi. Lily Franky spicca, fotografia ammaliante.

19) OLTRE LA NOTTE – L’attentato terroristico neonazista di Colonia avvenuto nel 2004 e il desiderio di vendetta di una donna, che ha perso sia il marito che il figlio nell’attacco: Oltre la notte segna il ritorno di Fatih Akin. Diviso in tre atti, il film ha l’obiettivo di provocare una discussione su un tema così delicato. Diane Kruger come sempre sublime. Akin torna sui livelli de La sposa turca.

18) IL SACRIFICIO DEL CERVO SACRO – Prima di The Favourite, protagonista a Venezia 75 e probabilmente ai prossimi Oscar (uscirà in Italia nel 2019, ndr), Yorgos Lanthimos ha girato un thriller dai tratti surrealisti di ottima fattura: parliamo de Il sacrificio del cervo sacro, con protagonisti Colin Farrell, Nicole Kidman e Barry Keoghan. Particolarmente interessante l’accenno al mito greco del sacrificio di Ifigenia. Visionario.

17) I, TONYA –  Margot Robbie è tra le migliori attrici del momento, in I, Tonya capiamo il perché. Diretto da Craig Gillespie, il film è incentrato sulla controversa vita della pattinatrice su ghiaccio Tonya Harding, protagonista nel 1994 di uno dei più grossi scandali sportivi degli Usa. Un biopic tra verità e risate, che meriterebbe attenzione anche solo per la sceneggiatura di Steven Rogers.

16) CHIAMAMI COL TUO NOME – Adattamento dell’omonimo romanzo di Andrè Aciman, Chiamami col tuo nome ha segnato la conquista del mercato americano di Luca Guadagnino. Il regista italiano, che ha collaborato per l’occasione con James Ivory, emoziona con il racconto dell’amore tra il diciassettenne residente in Italia Elio e lo studente americano Oliver. Armie Hammer e Timothèe Chalamet maestosi.

15) OPERA SENZA AUTORE – Un viaggio nella creatività umana e nella memoria della Germania, tre epoche della storia teutonica attraverso la tormentata vita di un artista: Florian Henckel von Donnersmarck è tornato e lo ha fatto in grande stile. Immagini poetiche per una storia intrisa d’arte. Tom Schilling e Sebastian Koch pazzeschi.

14) IL BANCHIERE ANARCHICO –  Fernando Pessoa, due protagonisti  in una messa in scena spoglia e un serrato confronto su temi come la lotta di classe e il potere: Giulio Base torna dietro la macchina da presa e confeziona un piccolo capolavoro. Il film più intimo e più piccolo del cineasta torinese segna una svolta per la produzione nostrana e merita attenzione: ne sentiremo parlare ancora tra diversi anni.

13) L’ORA PIU’ BUIA –  Negoziare un trattato di pace con la Germania nazista o continuare la guerra per difendere la libertà della Gran Bretagna, questo il bivio che si trova di fronte Winston Churchill una volta divenuto primo ministro: Joe Wright ripercorre quei giorni con maestria e si affida a un Gary Oldman incantevole. Leggenda vivente.

12) A STAR IS BORN – Le aspettative erano alte e il duo Bradley Cooper-Lady Gaga non ha deluso: A star is born è tra i titoli dell’anno per diversi fattori, in primis l’interpretazione della cantante americana. Evidenti potenzialità dietro la macchina da presa per l’attore di Filadelfia, che lascia il segno in un remake difficilmente malleabile. Colonna sonora da Oscar.

11) L’ALBERO DEI FRUTTI SELVATICI –  Nuri Bilge Ceylan è il punto di riferimento del cinema turco e molti lo ricorderanno per il bellissimo Il regno d’inverno – Winter Sleep. Ebbene: con L’albero dei frutti selvatici ha compiuto un ulteriore passo in avanti, amalgamando sapientemente il dramma familiare e la denuncia politica. Attraverso il rapporto tra un padre e un figlio una amara considerazione sulla Turchia contemporanea. Toccante.

CLASSIFICA FILM 2018: LA TOP TEN

10) COLD WAR –  Una straordinaria storia d’amore nella Polonia comunista degli anni Cinquanta/Sessanta, due giovani innamorati che devono far fronte agli ostacoli dell’epoca: Pawel Pawlikowski incanta in bianco e nero. Un sentimento tragico, contrastato da barriere politiche e psicologiche. Commovente.

9) IL FILO NASCOSTO – Paul Thomas Anderson per l’ultima interpretazione di Daniel Day-Lewis: ambientato all’interno dell’industria della moda londinese degli anni Cinquanta, il film è incentrato sul potere e su quel filo nascosto che lega due persone che si amano, un sentimento declinato all’ennesima potenza. Straordinario.

8) THE SHAPE OF WATER – Una storia d’amore ambientata negli Stati Uniti durante i primi anni della Guerra Fredda, una strana creatura e una impiegata sordomuta che si incontrano e si lasciano andare ai loro sentimenti. Il legame tra uomo e mondo marino in un fantasy straordinario sia per quanto riguarda lo script che dal punto di vista estetico. Vincitore dell’Oscar al miglior film e alla miglior regia, Guillermo Del Toro firma il suo manifesto. Chapeau!

7) ILEGITIM – Cristi Puiu, Cristian Mungiu, Calin Peter Netzer, Corneliu Porumboiu e Adrian Sitaru: il regista di Deva entra di diritto nell’Olimpo del cinema romeno con la doppietta Fixeur-Ilegitim. Premiamo proprio quest’ultimo film: il tema dell’aborto, una straordinaria riflessione sulla memoria del Paese e uno scontro generazionale tra un padre e i quattro figli, ormai adulti. Capolavoro.

6) MEKTOUB, MY LOVE: CANTO UNO –  Girato con pochi mezzi e con una fase di post-produzione particolarmente turbolenta, Mektoub, my love è l’ultima chicca di Abdellatif Kechiche. Noto al grande pubblico per La vita di Adele, il regista di Tunisi racconta la calda estate di un gruppo di francesi di origine tunisina. Ambientato negli anni Novanta, il film esplora il mondo dei giovani: i fugaci sentimenti, il sesso, la voglia di divertirsi ma anche di ritrovarsi, tre ore tutte di un fiato che lasciano aperte le porte al Canto Due. Tanta malinconia per gli ex teenager.

5) LORO – Il Berlusconi privato, quello delle cene eleganti ma anche quello dell’amore con Veronica Lario: Paolo Sorrentino si è misurato con il Cavaliere in Loro, un lungometraggio diviso in due capitoli che esplora il mondo sconosciuto dell’ex premier. Impeccabile Toni Servillo, già messosi alla prova con Andreotti ne Il Divo, così come il resto del cast: Scamarcio nella sua migliore interpretazione di sempre. Estetica e montaggio frenetico nel primo capitolo, susseguirsi di avvenimenti e di emozioni nel secondo: un film apolitico, con il regista de La grande bellezza che non prende posizione e lascia le risposte nelle mani dello spettatore. Sublime.

4) THE DISASTER ARTIST – “Il Quarto potere dei film brutti”: così è stato definito The Room, film di culto di Tommy Wiseau. E su di lui e sull’amicizia con Greg Sestero è basato The Disaster Artist, diretto e interpretato da un sontuoso James Franco. Una ricostruzione pazzesca quanto veritiera della nascita del lungometraggio uscito in sala nel 2003, sbeffeggiato da critica e pubblico tanto da passare alla storia come uno dei film più brutti di sempre. Risate assicurate per una delle produzioni più originali dell’ultimo decennio: un gioiello.

3) ROMA – Il miglior Cuaron di sempre, una spanna sopra anche a Y tu mama tambien e Gravity: Roma è il cinema. Girato in bianco e nero, è il racconto più intimo del regista messicano, che ha preso spunto dalla sua infanzia per offrire al pubblico uno spaccato della gerarchia sociale del Messico degli anni Settanta. Una raffinata ode al matriarcato e una intensa indagine sui perversi intrecci tra classe ed etnia. Eccellente.

2) FOXTROT – Inspiegabilmente sottovalutato dall’Academy, l’opera seconda di Samuel Maoz è un saggio sul destino, il migliore mai fatto. La gioia e il dolore della famiglia Feldman sintetizzabile nella danza del Foxtrot, un ballo in cui i passi portano sempre al punto di partenza. Regia da scuola del cinema e sceneggiatura impeccabile. Lior Ashkenazi monumentale. Da vedere e rivedere.

1) TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI – Il primo posto della nostra classifica va al miglior dramedy del nuovo secolo: Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh. Il 2018 ha registrato numerosi titoli che mescolano commedia e dramma, il regista londinese è riuscito a coglierne l’essenza: risate, dolore e riflessioni su temi sempre più attuali. E McDonagh mette nel mirino una preda che fa gola: l’America e le sue contraddizioni, la terra delle opportunità e dall’intolleranza acuta. Il tutto riflesso nel dramma vissuto da Mildred Hayes, interpretata da Francis McDormand (premio Oscar per la miglior attrice).



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