GIANNI TOGNI/ Con la hit “Luna” fa cantare tutta Matera (L’anno che verrà)

Gianni Togni è tra i protagonisti de “L’anno che verrà”, l’evento televisivo del Capodanno di Rai1 condotto da Amadeus in diretta da Matera

31.12.2018, agg. alle 22:09 - Emanuele Ambrosio
Gianni Togni a L'anno che verrà

Gianni Togni con “Luna” è uno dei protagonisti della lunga notte de “L’anno che verrà“, lo show di Capodanno di Rai1 condotto da Amadeus in diretta da Matera. L’artista romano ha emozionato tutti i presenti con un successo senza tempo: si tratta di “Luna”, brano pubblicato nel 1980. In pochi sanno che il brano inizialmente doveva intitolarsi “Anna”; poi poco prima di incidere il pezzo, dinanzi allo spettacolo dell’alba con le prime luci che si affiancavano alla luna in una delle tante mattine milanese, Gianni ebbe l’intuizione e decise di chiamare il brano “Luna”. “E’ una canzone del 1980 eppure la conoscono tutti e l’hanno cantata tutti” dice Amadeus a fine esibizione al cantante che con questo brano ha conquistato le hit parade.  Togni dalla sua rivela “il futuro è improvviso ed anche analogico” prima di salutare il pubblico. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Ospite de L’anno che verrà 2018

Gianni Togni è uno dei cantanti protagonisti de “L’anno che verrà“, il il grande spettacolo del Capodanno di Rai1 in onda lunedì 31 dicembre 2018 e condotto da Amadeus in diretta da Piazza Vittorio Veneto di Matera, la Capitale Europea della Cultura 2019. Uno spettacolo di danza, musica ed intrattenimento da una delle location più belle al mondo: i famosi Sassi di Matera, che con la sua bellezza paesaggistica e le tradizioni storiche è patrimonio dell’Unesco. Tra gli artisti pronti a calcare il palcoscenico c’è anche Gianni Togni, che nell’estate del 1980 impazzava nelle radio di tutta Italia con la hit “Luna” battendo in hit parade un mito del calibro di Bob Marley. In pochi sanno che la celebre canzone è stata ispirata da un clochard: ” Quel periodo ero a Milano, prendevo spesso la metropolitana e incontravo questo barbone, un uomo molto pacifico che chiamava ad alta voce il nome di una donna, probabilmente il suo amore: Anna. Infatti la canzone inizialmente doveva intitolarsi “Anna”. Poi è diventata Luna. Il mio più grande successo poi è stato, nell’83, Per noi innamorati che ha venduto 10 milioni di copie e non so quante cover abbia avuto, oltre a una scia lunghissima di consensi che dura ancora”.

Gianni Togni e il successo di Luna

“E guardo il mondo da un’oblò, mi annoio un pò”, canta così Gianni Togni nella celebre hit “Luna“, canzone del 1980 considerata una classico della musica italiana. La noia cantata e presente nel brano all’epoca era palpabile, anche se oggi per il cantante non è cambiato tanto: “La noia esiste ancora: l’uso, anzi l’abuso dei social lo conferma. Solo chi ha grandi passioni sa combattere la noia, ma questa è un’epoca di grandi solitudini: ognuno si chiude in se stesso con il telefonino in mano e fa fatica a guardare oltre il proprio piccolo schermo. E la domanda che dovremmo porci è: come siamo potuti arrivare a questo punto?”. Il cantante ne ha davvero per tutti, in particolare di chi attacca gratuitamente senza conoscere il mestiere dell’artista: “A volte mi affaccio nella Rete e leggo soggetti che fanno delle critiche tranchant senza essere mai stati in una sala di registrazione, senza dire come e dove ascoltano quel disco. Non sanno cosa sia una bobina a due pollici, però da tuttologi eletti dalle tribù degli ignoranti, come loro, si permettono di distruggere il lavoro di anni di un artista a scapito dei “nuovi fenomeni” costruiti a tavolino a uso e consumo della televisione o del pubblico dei social”.

Il nuovo album

Gianni Togni ne ha anche per i rapper del momento: “L’altra sera con il mio amico Massimo Ranieri guardavamo in tv un programma in cui si esibivano dei cantanti giovani e nello stesso istante ci siamo detti: ma sono tutti uguali”. Il cantante ricorda poi di quando nei primi anni ’90 ha registrato i librano “Ho bisogno di parlare”: “la incisi provando il massimo rispetto per quella forma di protesta civile e politica resa in musica che era il rap dei ghetti americani”. Sul nuovo album poi ha rivelato: “Il prossimo album, che sarà prodotto in vinile (sono un collezionista e ne possiedo oltre 4mila) con un cd dentro (contenente 6 brani in più, quattro in versione acustica e due strumentali), dovrebbe uscire nella primavera del 2019 e posso soltanto anticipare che sarà un “disco politico”… Non aggiungo altro”

© RIPRODUZIONE RISERVATA