Renzo Rubino/ Video, “Custodire”: sul palco dell’Ariston con i nonni (Sanremo 2018)

- Morgan K. Barraco

Renzo Rubino con “Custodire” riuscirà a risollevarsi in classifica dopo che anche il duetto con Serena Rossi non è servito? Cosa si inventerà questa sera per stupire? (Sanremo 2018)

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Renzo Rubino, Sanremo 2018

Renzo Rubino, in gara a Sanremo 2018 con il brano Custodire, dopo il duetto di ieri sera con Serena Rossi, sembra aver trovato nuova linfa vitale in vista del rush finale come raccontato anche ai microfoni di Radio Italia: “Il mio obiettivo è quello di tirar fuori la mia diversità, è il mio modo di far musica. Tutti gli artisti che sono qui faranno strade diverse: la mia mi porta nei teatri, a costruire scenografie e costumi e creare tutto quello serve ad arricchire il mio mondo. Per questo, decido sempre di tirare fuori il meglio di me: sono più tranquillo quando scrivo una canzone che mi piace, rispetto a quando devo fare canzoni che arrivano di più ma non sento mie. Questo non vuol dire che nel mio nuovo disco ‘Il gelato dopo il mare’ non ci siano pezzi che facciano ballare fino a sudare, anzi! Sono soprattutto canzoni up e divertenti che parlano di ubriachezza e amori perduti. ‘Custodire’ chiude un percorso di diversi anni: ribadisce il concetto degli affetti e del rapporto con la propria terra”. Il giovane cantautore non è, però, preoccupato della classifica finale: “Mi immagino giù in classifica, ma non è un problema. Non mi fa paura e non mi preoccupa, ma capisco che il mio pezzo va digerito. È vero anche che stasera canterò come se fosse l’ultima cosa che faccio nella vita. C’è una piccola sorpresa e stasera, secondo me, qualcosa cambierà. Non su di me, ma ci sarà un vincitore a sorpresa: potrebbe essere un gruppo, magari di Bologna…”. Stasera, si è fatto accompagnare, eccezionalmente, dai nonni che hanno ballato romanticamente per tutto il tempo (Aggiornamento Sebastiano Cascone)

TORNERA’ A FARE IL CONTADINO?

La canzone Custodire che Renzo Rubino ha presentato a questo Festival di Sanremo 2018 è senz’altro tra le migliori, forse per questo non è stata finora apprezzata da giurie varie, che si sa preferiscono brani frizzanti, più o meno divertenti, con scenografie e trucchetti vari. Questo è lo specchio dei tempi, disimpegno canoro, musichette facili. Rubino invece ha la classe dei grandi, in alcuni momenti ricorda il primo Gino Paoli ed è un peccato non vedere questo pezzo giudicato come merita. Il brano peraltro è composto come ormai tanti dal Giuliano Sangiorgi che dimostra ancora una volta le sue capacità compositive (cosa che non si può dire per quelle canore…). E pensare che Rubino, dopo un secondo posto fra le Nuove Proposte e un terzo fra i Big, aveva deciso di lasciare la musica per tornare a fare il contadino al suo paese, Martina Franca. Un periodo difficile, ha raccontato: “Mai come quest’anno posso dire di essere carico di energia positiva. Non mi interessa l’idea dell’apparizione sanremese tanto per, ma quello che voglio di più in assoluto è comunicare. Durante la pausa ho trovato la forza di guardarmi dentro e di reagire anche ai vari momenti di sconforto”. Speriamo che questa debacle che sembra preannunciarsi non lo faccia ricadere nello sconforto, la musica italiana ha bisogno di lui. (Agg. Paolo Vites)

RENZO RUBINO IL DUETTO CON SERENA ROSSI

La serata duetti del Festival di Sanremo 2018 ha unito Renzo Rubino all’attrice Serena Rossi, insieme per cantare la sua Custodire. Una coppia inaspettata, visto che il concorrente ha scelto la Rossi senza averla mai conosciuta prima delle prove, fortemente voluta grazie alla sua performance nel programma Celebration, che l’ha vista ospite della prima puntata al fianco di Neri Marcorè. Anche se fra i due non c’è un’amicizia pregressa, sono riusciti a ricreare un’atmosfera familiare durante la loro esibizione, forte della sintonia che ha permesso ad entrambi di incontrare l’altro. La presenza della Rossi ha permesso inoltre a Rubino di sentirsi più rilassato nella quarta serata della kermesse e di interpretare il proprio brano con maggior forza. Diversa invece la tensione visibile nell’attrice, che alla fine si è tradotta con un entusiasmo ed un’energia davvero travolgenti. E potrebbero essere state proprio queste emozioni a spingere Rubino a farsi da parte nella prima tranche dell’esibizione, lasciando che il palco fosse tutto della Rossi.

I due si sono infatti incontrati al di sotto dei riflettori solo in un secondo momento, quando il concorrente ha deciso di abbandonare il pianoforte per affiancarsi alla sua ospite. Tenero anche l’abbraccio finale fra i due protagonisti, che ha sottolineato come Sanremo 2018 abbia permesso a due sconosciuti di entrare nel tessuto emotivo dell’altro: una bella amicizia nata grazie alla città dei fiori.

RENZO RUBINO SI RISOLLEVERÀ DALLA FASCIA ROSSA?

La presenza di Serena Rossi al Festival di Sanremo 2018 non ha permesso a Renzo Rubino di risollevarsi dalla fascia rossa. La giuria di esperti lo ha infatti posizionato fra i peggiori della serata, un ostacolo che per il concorrente comporterà lo svantaggio anche in previsione della classifica finale. Svanita quindi la possibilità per il cantautore di riuscire a competere con i più fortunati Big di quest’edizione, dato che il rosso gli è rimasto incollato addosso fin dal primo appuntamento della kermesse. L’unica possibilità di potersi risollevare si era prospettata per la presunta sostituzione di Ermal Meta e Fabrizio Moro, a causa dello scandalo plagio, ma il fatto che si sia concluso tutto con un nulla di fatto non ha permesso a Rubino di rimettersi in gioco con maggior forza. Alla luce del verdetto della giuria degli esperti, la scelta del televoto non potrà premiare il concorrente con le prime posizioni, soprattutto se messo a confronto di altri artisti di più ampia visibilità.

Anche se la performance di Rubino lo ha visto a suo agio sul palco dell’Ariston, le sue performance non sono riuscite a trasmettere quella forza in grado di travolgere i presenti e le diverse giurie. Certo, meno meritato il rosso se si paragona l’artista ad altri concorrenti più in deficit sotto il punto di vista dell’esibizione, ma comunque meritato rispetto alla migliore interpretazione dei concorrenti assegnati alla fascia alta di tutte le serate.



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