ALESSANDRO COSTACURTA/ “La scelta del ct non è una priorità” (Che tempo che fa)

- Raffaele Graziano Flore

Alessandro Costacurta, da poco eletto sub-commissario della FIGC, sarà ospite questa sera di Fabio Fazio a Che tempo che fa per parlare di calcio. Nazionale italiana e dintorni

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Billy Costacurta (foto LaPresse)

L’INTERVISTA

La priorità, per Costacurta, non è la scelta del nuovo ct. “Prima viene la governance, e poi il tema giovani. Bisognerebbe aiutarli a tirar fuori il meglio, e la Squadra B serve a questo”. Torniamo al nuovo tecnico: “Non è così facile, perché molti sono già impegnati coi club esteri. In Italia, comunque, ne abbiamo almeno cinque o sei”. Che ne dice di Ancelotti? “Anche lui vorrebbe allenare una squadra di club. I papabili sono Conte, Ranieri e Mancini”. Quel che è certo è che serva un grande allenatore, per una Nazionale che è grande a dispetto di tutto. Andiamo sul personale: “Da quando sono in Figc non sono più Billy. Mi chiamano Alessandro e basta. Ma il Milan resta nel mio cuore”. [agg. di Rossella Pastore]

ALESSANDRO COSTACURTA A CHE TEMPO CHE FA

Alessandro Costacurta sarà uno degli ospiti principali del parterre serale della nuova puntata di Che tempo che fa, il talk show condotto da Fabio Fazio: il 51enne ex difensore del Milan e della Nazionale italiana, nonché attualmente apprezzato opinionista per Sky Sport è infatti fresco di nomina a subcommissario della Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) dopo la bufera per la mancata elezione del nuovo presidente e il successivo commissariamento deciso dal numero uno del Coni, Giovanni Malagò. Dunque, dopo alcune interviste rilasciata a seguito del conferimento di un incarico così prestigioso, “Billy” parlerà per la prima volta davanti al grande pubblico di quale è il suo ruolo in Federazione, di quale sarà il programma di riforme che verrà attuato per far uscire il calcio nostrano dal pantano (anche istituzionale) in cui è finito e, infine, potrebbe tornare anche sulla questione della scelta del Commissario Tecnico per la selezione maggiore, dato che al momento il posto è vacante ed è Luigi Di Biagio a farne temporaneamente le veci.

COSTACURTA, “IL CT? SEI O SETTE NOMI TRA CUI SCEGLIERE…”

Ed è proprio la scelta del nuovo tecnico della Nazionale uno dei passaggi principali che Alessandro Costacurta e il commissario straordinario, Roberto Fabbricini, dovranno affrontare, ben sapendo che è una delle scelte-chiave per riguadagnare credibilità agli occhi dei tifosi dopo l’eliminazione nelle qualificazione mondiali, nonché la decisione che avrà la maggior visibilità mediatica. A tal proposito, il 51enne originario della provincia di Varese ha ammesso che, tra i papabili CT, c’è anche quel Roberto Mancini che attualmente alla guida dello Zenit San Pietroburgo e che sarebbe lusingato di sedere sulla panchina più prestigiosa in Italia. “Un’idea ce l’abbiamo già e racchiude sei o sette elementi” ha raccontato ai microfoni il diretto interessato a margine di un evento in quel Parma (la presentazione del 22esimo Master Internazionale in Strategia e Pianificazione degli Eventi e degli Impianti Sportivi), non sbilanciandosi dunque sull’ex allenatore di Inter e Manchester City, e allargando volutamente la “rosa” ad altri nomi, tra i quali comunque ci sono un paio di “califfi” della panchina e anche alcuni possibili outisider.

LA FRECCIATINA DI ANTONIO CASSANO

Intanto, in attesa della scelta del nuovo CT dell’Italia che, nelle parole dell’ex difensore del Milan dovrebbe avvenire attorno al mese di giugno, Alessandro Costacurta è stato tirato in ballo di recente in un’intervista che Antonio Cassano ha rilasciato al Corriere della Sera. Tra i vari temi trattati da Fantantonio c’è proprio la nomina di “Billy” ai vertici della FIGC e l’ex calciatore, tra gli altri, di Milan, Inter e Real Madrid, ha detto senza mezzi termini che “non è una bella cosa”, motivando la sua opinione col fatto che prima Costacurta lavorava come commentatore in tv e ora passa a fare il dirigente. “Un po’ è come se un giornalista volesse fare il calciatore” ha scherzato il 35enne barese, ribadendo una sua vecchia idea, ovvero che il suo presidente ideale sarebbe dovuto essere Damiano Tommasi. “Lui è competente, leale, non ruba. Io se sono credibile? Chiedete a lui, ma anche a Totti, Monella e Maldini e vi diranno tutti la stessa cosa…” ha chiuso sibillinamente l’ex Pibe di Bari Vecchia.

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