ASIA ARGENTO CONTRO DISSENSO COMUNE/ Cristina Comencini non replica all’attrice

- Alberto Graziola

Asia Argento contro Dissenso Comune: l’attrice non ha firmato la lettera-manifesto condivisa da 124 personalità del mondo dello spettacolo. Le reazioni a questa sua scelta.

asia_argento_primo_piano_2018_instagram
Asia Argento (Instagram)

Cristina Comencini, regista e sceneggiatrice, una delle donne del cinema che ha firmato la lettera di Dissenso comune, ai microfoni di Vanity Fair, ha risposto ad Asia Argento che si è scagliata contro le 124 donne che, “per ripulirsi la coscienza”, hanno firmato una lettera per dire basta alle molestie non solo nel mondo del cinema, ma nel lavoro in genere. Cristina Comencini, però, non cede alle polemiche e ha risposto così alle parole di Asia Argento. “Vede, questo è un documento politico, di analisi di un sistema intero. Non volevamo perderci in querelle, in gossip che lasciano il tempo che trovano”, ha detto la Comencini che, insieme alle altre donne, ha cercato di lanciare un messaggio importante alle donne che, pur essendo nel 2018, continuano ad essere costrette a scendere a compromessi pur di non perdere il lavoro. Un’iniziativa, dunque, quella di dissenso comune con cui, tuttavia, non si è trovata d’accordo la Argento (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

STEFANO ACCORSI E IL MESSAGGIO PER ASIA ARGENTO

Si continua a discutere di Dissenso Comune, il collettivo composto da 124 donne che ha deciso di schierarsi una volta per tutte contro gli abusi nel mondo dello spettacolo. Certo è quanto meno paradossale che tra le personalità che hanno deciso di firmare questa lettera-manifesto non vi sia Asia Argento, che per prima in Italia ha messo la faccia contro gli abusi. Come riporta La Repubblica, anche Stefano Accorsi ha espresso il proprio dispiacere rispetto al fatto che Asia Argento non abbia firmato per Dissenso Comune:”Quella di #DissensoComune è un’iniziativa che trova il mio appoggio nella vita e nel lavoro anche per l’educazione che ho ricevuto. C’è solo una nota: mi dispiace che non si sia trovato il modo di coinvolgere Asia Argento”. Si troverà il modo per rimediare a quest’assenza così rumoroso. (agg. di Dario D’Angelo)

IL TWEET DI MIRIANA TREVISAN

Non tutte le donne dello spettacolo hanno gradito la lettera di Dissenso Comune che ha portato 124 colleghe dello spettacolo a scagliarsi contro il mondo degli abusi. Non tutte però sono convinte e tra queste c’è Asia Argento che ha sottolineato come è facile non fare i nomi. Tra quelle contro la lettera c’è anche Miriana Trevisan che pubblicando un articolo di Repubblica ha sottolineato su Twitter: “Sarebbe più onesto dire: siamo costrette a non esporci perché il sistema è così radicato che perderemmo il lavoro. Quindi non puntando il dito credete che il sistema venga smascherato? Negli Usa non mi pare che sia andata così”, clicca qui per il tweet e per i commenti dei follower. Parole che ovviamente hanno portato anche a dei commenti poco graditi di protesta proprio nei confronti di chi si è opposto a Dissenso Comune. (agg. di Matteo Fantozzi)

FRANCESCA D’AJOLA LA SOSTIENE

L’assenza di Asia Argento tra le firme del manifesto “Dissenso Comune” è clamorosa e infatti sta facendo discutere. «Innanzitutto mi sarebbe piaciuto essere stata coinvolta dall’inizio in questo dibattito», ha dichiarato l’attrice in un’intervista a Hollywood Reporter. «Certamente non rappresenta nulla di tangibile per cambiare il sistema su cui puntano il dito. Non denunciando i colpevoli, non avendo un piano d’azione concreto, non aderendo alla marcia delle donne, mi sembra che stiano solo lavando le loro coscienze per questi quattro mesi di silenzio assordante sul movimento #MeToo», ha aggiunto Asia Argento. A far clamore è anche Francesca D’Aloja, che la sostiene e per questo ha ritirato la firma dal manifesto: «”Vorrei dichiarare pubblicamente il mio dissenso per non aver esplicitamente fatto il nome di @AsiaArgento nel doc #DissensoComune. Ho firmato perché le parole espresse sono sacrosante, tuttavia ho più volte sottolineato l’imperdonabile assenza di Asia, mi auguravo un ripensamento». (agg. di Silvana Palazzo)

“PERCHÉ C’È LA FIRMA DI CRISTIANA CAPOTONDI? HA DIFESO FAUSTO BRIZZI…”

Il nome di Asia Argento non appare tra quello delle 124 donne che hanno firmato la lettera “Dissenso comune” di cui vi abbiamo parlato ieri. E lei stessa, al Corriere, ha raccontato il motivo della sua assenza, specificando di essere stata contattata per farne parte: “Sono stata contattata da Jasmine Trinca (…) Quando mi hanno chiamata avevano già buttato giù una prima stesura dell’appello senza neanche consultarmi. Iniziava con una specie di parabola di Edna Wolf su Cappuccetto Rosso e il lupo, si parlava in maniera ancora più vaga e non venivano nominate le attrici italiane che hanno denunciato”. Tra questi il suo nome e quello di Miriana Trevisan. Asia racconta di essere stata messa in una chat comune alla quale ha chiesto che venisse inclusa anche la collega. “Non l’hanno contattata fino a un paio di giorni fa. Forse non la reputavano alla loro altezza. Io e Miriana abbiamo aperto questa porta e ci siamo beccate delle bastonate. Però hanno fatto firmare Cristiana Capotondi che ha difeso Fausto Brizzi” aggiunge.

ASIA ARGENTO: SOLO UN MODO PER PULIRSI LA COSCIENZA

Asia sottolinea quello che non l’ha convinta in questa lettera manifesta resa pubblica, troppo annacquata: “Ho chiesto di specificare i nostri nomi. Non si può parlare di ‘colleghe italiane’ non si può dire ‘anche noi abbiamo vissuto’ e poi non dire di chi si sta parlando”. Secondo quanto dichiarato dalla Argento, nella chat, le altre colleghe avrebbero temporeggiato: “Molte di loro non rispondevano neanche ai miei messaggi. Ho più volte chiesto di incontrarci a casa mia”. Sempre in base a quanto raccontato, sarebbe stato scomodo raggiungere lei in periferia (dove abita) e nemmeno incontrarsi in centro sarebbe stato possibile: “A quel punto mi sono tolta dalla chat”. Infine, in merito alla lettera firmata, Asia conclude dicendo: “Non vedo un programma, tantomeno ‘politico’. E’ tutto annacquato, non si capisce neanche cosa vogliono dire. E’ soltanto un modo per pulirsi la coscienza rispetto al silenzio in cui ci hanno avvolte”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori