Claudio Baglioni/ “Festival di Sanremo? È stata una pazzia”. E attenzione al bis…

- Dario D'Angelo

Claudio Baglioni: in un lungo post su Facebook il direttore artistico del Festival di Sanremo 2018 definisce la sua esperienza all’Ariston una pazzia. Ma apre al bis…

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Claudio Baglioni direttore artistico di Sanremo 2019

Il lungo post sui social network di Claudio Baglioni ha fatto il giro del web ed ha riacceso le speranze nei fans del Festival di Sanremo. Dopo i grandi risultati ottenuti nella sessantottesima edizione, il cantautore non ha escluso un bis nel 2019. Le sue scelte si sono rivelate vincenti sia dal punto di vista televisivo che canoro e in tanti sperano che accetti una nuova proposta da parte della Rai. D’altronde, già nella conferenza stampa post-finale Claudio Baglioni non aveva escluso la possibilità di fare un bis alla conduzione e alla direzione artistica della celebre kermesse canora: “Non credo di poterlo rifare. Avevo già detto di no per questo, ma me lo sono rimangiato. Il format credo che potrebbe essere ripetuto: non è una invenzione così originale, sono stato solo a mettere a fuoco la ragione sociale del festival e cercare di tradurlo in fatti. Qualcosa poteva essere fatto meglio, ma adesso non so dare una risposta definitiva”. (Agg. Massimo Balsamo)

“SANREMO? UNA PAZZIA!”

Claudio Baglioni si è preso un po’ di tempo per pensare, ma alla fine ha fatto il suo bilancio, ha espresso pienamente quel che per lui ha rappresentato il Festival di Sanremo 2018 da direttore artistico. Lo ha fatto con un lungo post su Facebook, utilizzando in apertura una citazione del filosofobertrand Russel:”“Gli innocenti non sapevano che la cosa era impossibile e per questo la fecero”. Rubo questa frase a un grande pensatore del Novecento perché, in qualche modo, è andata davvero così. Parlo del Festival. E, con innocenti, intendo, naturalmente, ingenui. Perché questo è ciò che siamo stati: ingenui. Così tanto da non renderci conto a cosa andavamo incontro e, dunque, da andarci. Perfino adesso penso sia stata una pazzia. Provare a riportare la musica e le parole al centro. Musica e parole come meta e luogo dell’appuntamento. E una pazzia è stata. Pazzesco assecondarla, pazzesco quanto è successo lì e ancora più pazzesco quanto è successo tutt’intorno a noi. 

Ancora oggi sogno le riunioni con gli autori e le prove con i conduttori, i musicisti e gli ospiti. E ancora oggi avverto un brivido corrermi lungo la schiena, l’istante prima di andare in scena, al pensiero di non aver messo bene a fuoco questo o quel momento o di non aver avuto il tempo di provare quanto avremmo dovuto quel pezzo o quel duetto. Ormai non c’è più tempo, però: la regìa sta chiamando il tempo. Pochi secondi e parte la diretta. Ma quando mi trovo nel mezzo del palco e tutto sta per cominciare, mi sveglio, apro gli occhi, in un silenzio immobile e irreale, e il respiro sonnacchioso della città dietro ai vetri, mi ricorda non solo che è tutto finito, ma che è andata: al di là di ogni aspettativa. Missione compiuta. Volevamo sorprendere Sanremo portando l’immaginazione al Festival, ma il Festival ha sorpreso noi, regalandoci un’esperienza al di là di ogni immaginazione“.

IL BIS NEL 2019?

Baglioni ringrazia tutti: chi lo ha seguito in questa “pazzia” chiamata Festival di Sanremo, gli artisti e il pubblico. Ma il passaggio allo stesso tempo più enigmatico e importante del suo lungo post su Facebook è quello in cui apre ad un clamoroso ritorno all’Ariston. Ecco cos’ha scritto Baglioni:”Mentre andavo via, mi chiedevo: chissà se ci torneremo? Mi allontanavo da Sanremo, dal suo mare, dai suoi carruggi, dal suo milione di scale, dal suo presepe di case colorate, dalle sue voci e pensavo che è vero: anche dalle esperienze più belle, prima o poi – purtroppo – si deve uscire, ma le avventure più belle sono quelle che non escono mai da noi. Se pure non si dovesse tornare, dunque, sarà solo per un motivo: noi non siamo mai andati via.
Non sapevamo che l‘impresa fosse impossibile e allora l’abbiamo fatta. Insieme. E l’abbiamo fatta davvero grossa! Una gran bella cosa. Che non si dimentica“.



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