CARLO CRACCO/ Nuovo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele II: addio certo alla tv?

- Elisa Porcelluzzi

Carlo Cracco apre oggi il suo nuovo ristorante in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, una nuova sfida per riprendersi la stella Michelin persa a novembre.

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Il ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele

Carlo Cracco è impegnato con il lancio del suo nuovo ristorante in centro a Milano ma per i fan sembra che questo sia un addio alla tv in grande stile. Nelle scorse settimane, dopo l’addio a Masterchef Italia, lo chef aveva confermato il suo impegno televisivo con Hell’s Kitchen e con un altro programma tutto suo ma dopo le esternazioni dei giorni scorsi tutto potrebbe essere cambiato. Proprio in occasione del lancio del suo ristorante alla Galleria Vittorio Manuele II, Cracco ha rilasciato una serie di interviste parlando proprio dell’addio al cooking show e del finto funerale che hanno inscenato per dirgli addio. La cosa non è piaciuta allo chef e le sue esternazioni rischiano davvero di metterlo fuori dai giochi in casa Sky. Rimane il fatto che Masterchef ha perso molto del suo brio con l’uscita di scena di Cracco, presto tornerà la pace e anche il suo volto in tv dopo questa apertura in grande stile e il rilancio in attesa della stella Michelin? (Hedda Hopper)

CACCIA ALLA STELLA MICHELIN

Comincia oggi la nuova sfida di Carlo Cracco che, dopo avere abbandonato i panni del giudice di Masterchef Italia, ha deciso di tornare al suo primo vero amore: la cucina. E lo ha fatto in grande, in uno dei luoghi più glamour (e costosi) di Milano e dell’Italia intera. Il suo nuovo ristorante si trova infatti nella navata principale della Galleria Vittorio Manuele II, in cinque piani nei quali si uniranno pasticceria, ristorazione e moda. Lo chef ha infatti deciso di sfoggiare le sue migliori armi per riprendersi quella stella Michelin che aveva perso lo scorso novembre. Ecco perchè non ha badato a spese con numeri assolutamente da urlo: 1.118 metri quadrati di area a sua disposizione spalmata in cinque piani, 18 anni di concessione dal Comune al costo annuo di oltre un milione di euro e un fatturato che dovrebbe migliorare e, non di poco, i sette milioni di euro da lui raggiunti nel 2016. Per farlo, Cracco si propone di essere ben più presente che in passato nella sua nuova attività, cercando di sfruttare il suo autentico talento in cucina che aveva messo da parte negli ultimi anni per dare maggiore spazio alla televisione. [Agg. di Dorigo Annalisa]

LA NUOVA SFIDA MILANESE

Oggi, mercoledì 21 febbraio, apre dopo più di due anni di attesa il locale di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Ieri si è tenuta l’inaugurazione con conferenza stampa dove con Cracco hanno preso la parola il sindaco di Milano Giuseppe Sala e gli architetti dello studio Peregalli, presentati da Fabio Fazio. Tra i presenti anche il socio-amico Lapo Elkann. “È il primo progetto tutto mio. Mio e di Rosa. Un lavoro che ha richiesto molto tempo e molta passione. Oggi i locali sono tutti minimalisti, asciutti, essenziali. A me piaceva invece quello che facevano questi architetti e ho voluto una cosa così anch’io. Qualcosa che ricordi che cos’era questo luogo”, ha detto Carlo Cracco, durante la conferenza stampa. “Cracco” non è solo un ristorante ma un intero palazzo di cinque piani, ristrutturato da Laura Sartori Rimini e Roberto Peregalli che hanno creato un mix tra la seconda metà dell’800 e Gio Ponti: “C’è un dialogo tra interni ed esterno, così come con la creatività della cucina di Cracco, che non si è spaventato dalle decorazioni, non ha pensato che distraessero dai suoi piatti”, hanno spiegato gli architetti. Durante l’inaugurazione, Cracco ha ricordato anche il maestro Gualtiero Marchesi, la cui pasticceria è “dirimpettaia” in Galleria: “Era il sogno anche di Marchesi. Mi sarebbe piaciuto oggi che ci fosse, ma ha deciso di lasciarci prima. Credo sarebbe fiero di quello che abbiamo fatto. Quando gliene parlai mesi fa, mi disse che ero matto”, ha svelato lo chef vicentino.

CRACCO, UN PALAZZO DI CINQUE PIANI

Al piano terra c’è il Cafè con pareti in stucco, dipinte a mano a motivo damascato, pavimento in mosaico e il bancone-bar della fine dell’800 portato da Parigi. Qui è possibile accomodarsi per pranzi veloci e cene informali. C’è anche lo spazio dedicato alla pasticceria e alle creazioni in cioccolato del pastry chef Marco Pedron. Al primo piano una sala d’accoglienza con carta da parati dipinta a mano a grandi corolle floreali introduce al Ristorante, tre sale e due privé. La cucina del Ristorante – ogni piano ha la sua – è decorata con piastrelle su disegno di Gio Ponti, giallo zafferano, bianco e nero. Sempre ispirati a Ponti sono i servizi di piatti di Richard Ginori, ideati in tre varianti dagli architetti per Cracco. Il secondo piano, cui si accede privatamente, è riservato alle occasioni speciali. Nel seminterrato la cantina che ospita oltre 2000 etichette e oltre diecimila bottiglie. Infine un intero piano-laboratorio per le cucine. Da oggi dunque porte aperte al “Cracco”: dalle 8 alle 22 il café, aperto 7 giorni su 7, prezzi da 20 a 50 euro, sette tavolini curati dal Maitre Alex Bartoli. Il ristorante sarà chiuso sabato a pranzo e domenica, degustazione da 190 euro, piatti alla carta da 40 euro in su, circa 45 coperti.

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