ASCOLTI TV, VINCE LA MOSSA DEL CAVALLO/ Con Andrea Camilleri Raiuno non sbaglia un colpo

- Elisa Porcelluzzi

Ascolti tv, vince La mossa del cavallo: su Rai 1 va in onda il film tv tratto dal romanzo storico di Andrea Camilleri su Vigata con circa otto milioni di italiani collegati. Male Matrix

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La mossa del cavallo - C'era una volta Vigata

Andrea Camilleri continua ad essere una garanzia per la Rai che, dopo aver stravinto con i nuovi episodi de Il commissario Montalbano, ha ripetuto il successo con il film in costume “La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata”, interpretato da Michele Riondino ed ispirato ad un romanzo del famoso scrittore. Ascolti al top per il film che ha incollato davanti ai teleschermi quasi otto milioni di telespettatori pari addirittura al 32.3% dello share. Ascolti difficilissimi da raggiungere al giorno d’oggi, ma che Raiuno riesce a conquistare senza problemi quando punta sui romanzi di Andrea Camilleri che, con le sue storie, riesce a colpire il cuore del pubblico. A piacere è la storia narrata ma positivi sono anche i giudizi sugli interpreti. Esattamente come accade per Il commissario Montalbano, anche la squadra de La mossa del cavallo è stata promossa a pieni voti dai telespettatori che hanno apprezzato il livello recitativo di tutti gli interpreti (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

ASCOLTI AL TOP PER LA MOSSA DEL CAVALLO – C’ERA UNA VOLTA VIGATA

L’Auditel ci regala una sorpresa e cioè come il film di Rai 1 ”La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata” abbia raggiunto un successo incredibile di pubblico con quasi otto milioni di telespettatori incollati alla televisione, pari addirittura al 32.3% dello share. Il film televisivo è stato tratto da un romanzo di Andrea Camilleri e vedeva protagonista Michele Riondino. A sorpresa rimane molto distante negli ascolti tv Matrix Prime – La sfida dei Leader con ospite l’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il programma di Canale 5 ha superato di poco il milione e mezzo, mentre ancora più in basso troviamo il programma di approfondimento Elezioni Politiche 2018 mandato in onda da Rai 2 e sotto al mezzo milione. Bene il film in prima tv su Italia 1 Point Break che sfiora il milione e ottocento, mentre Litigi d’amore arriva poco sopra il milione. Grande sorpresa dunque per La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata che vince la serata con un margine importante sui suoi avversari. (agg. di Matteo Fantozzi)

COME SEGUIRE IL FILM IN STREAMING

Tutto pronto per la messa in onda de “La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata”, il primo dei romanzi storici di Camilleri adattato per la tv. “Sono preoccupato per la trasposizione in fiction della Mossa del cavallo e la mia preoccupazione nasce dal fatto che Montalbano abbia raggiunto livelli altissimi di consenso. Di fronte a tanto consenso provo un po’ di paura”, ha detto lo scrittore siciliano in occasione della conferenza stampa di presentazione. E ha aggiunto: “La mossa del cavallo è un romanzo duro. È proprio una critica a come si fece l’Italia unita… I libri di storia se la cavano parlando di briganti ma quelli erano contadini arrabbiati. In questo romanzo ho cercato di chiamare le cose con il loro nome. La tassa sul macinato era odiosa. E la leva obbligatoria arrivò come una ulteriore tassa per le famiglie povere che si vedevano private di due braccia giovani per quattro anni”. Il film tv “La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata”, clicca qui per vedere il trailer, andrà in onda su Rai 1 a partire delle 21.25 ma sarà possibile vederlo anche sintonizzando i propri dispositivi mobile a Rai Play, cliccando qui.

L’importanza del dialetto

Questa sera mettendo da parte le dinamiche del Commissario Montalbano, la penna di Andrea Camilleri ci farà entrare dentro un western di carattere siculo. Nella prima serata dell’ammiraglia di Casa Rai, il film TV è già destinato a fare il botto “umiliando” mediaticamente le avventure degli amici di Puente Viejo, in onda su Canale 5 con Il Segreto. Ed intanto, lo scrittore intervistato da Repubblica, racconta anche la sua “paura” nel proporre al pubblico un altro genere diverso dal solito. “La mossa del cavallo è un romanzo duro. Qualcuno dice che Montalbano è rassicurante – bontà sua, si rassicura con poco – ma questa è un’altra storia”, confida. Poi lo scrittore racconta come nella La mossa del cavallo il dialetto siciliano abbia avuto un ruolo fondamentale. “Parlare e capire la lingua vuol dire capire le radici comuni. Chiesi a un terzo giudice che lavorava con Falcone e Borsellino quale lingua usasse Falcone per interrogare i mafiosi. Mi dissero: il dialetto siciliano. Un giorno si trovò davanti un tale Giuseppe detto ‘o piddaro’, il pellaio. Cominciò l’interrogatorio parlandogli in dialetto stretto e quello lo interruppe: ‘No, signor giudice, qui si parla italiano’. Aveva scoperto il suo gioco”. Prodotto da Palomar e RaiFiction, scritto da Camilleri con Francesco Bruni, Leonardo Marini e la collaborazione ai dialoghi di Valentina Alferj, La mossa del cavallo è il primo di una collezione di film tratti dai libri ‘storici’ di Camilleri. (Aggiornamento di Valentina Gambino)

Il romanzo di Camilleri diventa un film

La mossa del cavallo” è il primo romanzo storico di Andrea Camilleri a venire trasformato in un film per la tv, in onda questa sera su Rai 1 con il titolo “La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata”. L’opera dello scrittore siciliana è ispirato a un fatto di cronaca avvenuto a Barrafranca nell’Ottocento con l’omicidio di un prete, Andrea Vasapolli. Il delitto era stato annotato da Leopoldo Franchetti, durante la sua inchiesta sulle condizioni socio-economiche della Sicilia tra ‘800 e ‘900. Andrea Vasapolli, che apparteneva a una famiglia terriera potente e ricca, fu ucciso nel marzo del 1876 a Barrafranca L’assassino fu il cugino Eugenio Vasapolli, ma la famiglia riuscì a far ricadere la colpa su un forestiero proveniente da Moncalieri, il verificatore dei mulini Francesco Costero, che trovò la vittima. In un secondo momento le indagini portarono alla condanna di Eugenio Vasapolli. Il regista Gianluca Maria Tavarelli ha deciso di trasformare la vicenda narrata da Camilleri in un western in terra di Sicilia: “E così ho cominciato ad attingere al cinema di Sergio Leone, di Tarantino, al cinema americano e italiano degli anni Settanta”, ha scritto il regista in una nota. 

Michele Riondino torna nel mondo di Camilleri

Questa sera, lunedì 26 febbraio 2018, alle 21.25 su Rai 1 va in onda “La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata”, film tv ispirato all’omonimo romanzo storico dello scrittore Andrea Camilleri, pubblicato nel 1999. Il film è diretto da Gianluca Maria Tavarelli: “Alla fine dell’Ottocento la Sicilia era per l’Italia una sorta di Far west, una terra di nessuno abitata da gente abituata a farsi giustizia da sé. Per questo ho pensato a un western, a un omaggio al western all’italiana a Leone ma anche a Tarantino. Mi sono divertito a mischiare i generi perché il romanzo di Camilleri, ambientato nel 1877, è scoppiettante di battute, grottesco ma al tempo stesso attuale. La mossa del cavallo è un film sulla connivenza tra governanti e gendarmi, parla di un’Italia divisa in due, politicamente e linguisticamente. Una storia che riguarda da vicino l’Italia di oggi”, ha spiegato il regista durante la conferenza stampa. Giovanni Bovara, il protagonista di “La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata”, è interpretato Michele Riondino, attore noto ai fan di Camilleri in quanto ha vestito i panni di Salvo Montalbano nella fiction Rai “Il giovane Montalbano”. Tra i protagonisti anche Ester Pantano, Cocò Gulotta, Antonio Pandolfo, Giovanni Carta, Maurizio Puglisi, Filippo Luna, 

La mossa del cavallo – C’era una volta Vigata, la trama del film tv

Montelusa 1877. Il giovane e inesperto Giovanni Bovara  (Michele Riondino) è appena diventato ispettore capo ai mulini, incaricato di far rispettare l’odiata tassa sul macinato. Siciliano di nascita, Giovanni è ormai ligure di adozione poiché da bambino si è trasferito con la sua famiglia a Genova. Ragiona e parla come un uomo del nord- Italia e non riesce a comprendere gli omertosi giochi di potere che regolano Montelusa e la terra siciliana. La sua intransigenza gli procura subito diversi nemici, mentre le sue indagini lo portano a scoprire un ingegnoso sistema con il quale i mugnai evadono la tassa sul macinato e l’esistenza di un mulino clandestino nel terreno dell’uomo più potente della città. La situazione di Bovara si complica quando sopraggiunge per caso sul luogo dell’omicidio del parroco della città. Mentre i suoi avversari cercheranno di eliminarlo, Giovanni troverà un modo per entrare nella mentalità dei suoi aguzzini riuscirà a salvarsi. Per Bovara la “mossa del cavallo” sarà il recupero del dialetto siciliano. Perché il cavallo è l’unico pezzo degli scacchi che può scavalcare gli altri…

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