Alda D’Eusanio/ L’incidente e la decisione per il testamento biologico (Domenica In)

- Matteo Fantozzi

Alda D’Eusanio, nel 2012 un brutto incidente la porta a fermarsi forzatamente. La donna racconta su Rai Uno la sua nuova vita e le disposizioni sul testamento biologico. (Domenica In)

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Alda D'Eusanio, Domenica In

La puntata odierna di Domenica In, su Rai Uno, vedrà la presenza di un volto noto della nostra televisione pubblica, Alda D’Eusanio, un ritorno estremamente gradito dopo alcune vicende che hanno contribuito a spingerla fuori dal video negli ultimi anni. La sua carriera si è bruscamente interrotta nel 2012, quando la conduttrice è stata investita da un motociclista, riportando gravi ferite ed entrando in coma per diverso tempo. In particolare, l’incidente le ha provocato ben cinque emorragie cerebrali che hanno comportato un lungo periodo di rieducazione e di cui ancora oggi risente in parte, come ha ricordato durante una recente intervista concessa a Spy. Nel corso dell’intervista la conduttrice ha ricordato non solo il suo debito verso Piero Chiambretti, che l’ha spinta a tornare all’attività, ma anche il dispiacere per il trattamento ricevuto dalla Rai, che avrebbe per lungo tempo posto un vero e proprio veto al suo ritorno.

A Verissimo, la trasmissione condotta da Silvia Toffanin, ha invece parlato della sua degenza, destando clamore con il racconto dell’esperienza extra-corporea che avrebbe vissuto durante il coma. Inoltre ha affermato di aver fatto testamento biologico, proprio per evitare che potesse verificarsi l’accanimento terapeutico che lei stessa impose al marito, il sociologo Gianni Statera, quando questi ebbe un linfoma all’intestino che lo avrebbe poi condotto alla morte. Proprio l’aver insistito per salvare il marito, prolungandone l’agonia, l’ha spinta poi a confessare che in quel caso si è trattato di un puro atto d’egoismo. Inoltre ha affermato di non voler vivere la stessa esperienza di Eluana Englaro, in quanto se la scienza medica ha allungato la vita, non le ha però conferito la necessaria dignità. Infine ha concluso che proprio alle sue posizioni sul testamento biologico sia dovuto l’ostracismo decretatole dall’emittente pubblica, un atto da lei definito alla stregua di una vera e propria fatwa, che è durato per un intero triennio. Tre anni che hanno lasciato un vero e proprio fossato nei rapporti con la Rai, che soltanto ora la D’Eusanio ha deciso di lasciarsi alle spalle, accettando di partecipare a Domenica In, ove avrà modo di ricordare ancora una volta il difficile momento passato e magari porre le basi per un ritorno in quella televisione pubblica che in fondo l’ha vista nascere da un punto di vista televisivo.

LA CARRIERA

Alda D’Eusanio è nata a Tollo, un piccolo centro abruzzese, nell’ottobre del 1950, Alda D’Eusanio si è laureata in sociologia per poi entrare in Rai alla fine degli anni ’80. Nel 1999 ha poi assunto la conduzione di Al posto tuo, programma che le dato grande notorietà e ha suscitato molte polemiche per la proposizione di servizi incentrati su fatti non reali, ma presentati come se lo fossero effettivamente. Una querelle che si è poi trasferita nelle aule di tribunale, ove la D’Eusanio ha peraltro vinto la causa intentata contro Striscia la notizia dopo che nello show inventato da Antonio Ricci era stata accusata apertamente di taroccare i servizi al fine di incrementare l’audience. Nel 2006, dopo essere stata sostituita da Paola Perego, ha invece iniziato a condurre Il malloppo, mentre nell’anno successivo si è spostata a Ricomincio da qui.

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