P2 e Angelo Rizzoli/ Eleonora Giorgi: “Mio marito ridicolizzava quell’elenco” (La confessione)

- Fabiola Iuliano

Eleonora Giorgi, ospite a “La confessione”, ripercorre il ritrovamento della lista degli appartenenti alla Loggia segreta P2, fra i quali anche suo marito Angelo Rizzoli.

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Eleonora Giorgi, Matrix Chiambretti

Con il ritrovamento nel 1981 di un lungo elenco di nomi a villa Wanda, dimora di proprietà di proprietà di Licio Gelli, si apre una delle pagine più buie e scandalose del nostro paese: molti uomini, fra le personalità più influenti dell’epoca, risultavano infatti tesserati presso la Loggia segreta “Propaganda Due”, meglio nota con il nome “P2”, e fra questi anche Angelo Rizzoli, direttore del gruppo “Rizzoli – Corriere della Sera” e marito di Eleonora Giorgi. A ripercorrere quel periodo è stata proprio l’attrice, che corso dell’intervista concessa a Peter Gomez a “La confessione”, racconta quel momento particolare della sua vita: “Io ero nel pieno della mia carriera. Improvvisamente notai che tutto intorno a me era diverso, anche sul set. Mio marito ridicolizzava quell’elenco e negava completamente: quando gli ho chiesto di cosa si trattasse, mi ha risposto: ‘Cosa ne so, si tratterà di un club di amici, figurati se io sto con il compasso e i cappucci in testa”, ricorda l’attrice.

“Lui mi disse: ‘Non accetto critiche da nessuno'”

Ospite di Peter Gomez a “La confessione”, Eleonora Giorgi ricorda il periodo immediatamente precedente all’arresto di suo marito Angelo Rizzoli per bancarotta: “Mi disse: o non accetto critiche da nessuno, meno che mai da te: se ti va è così, altrimenti la porta è là”. Con le nuove accuse e la conseguente detenzione in carcere, Rizzoli, editore del gruppo “Rizzoli-Corriere della Sera” dal 1978 al 1983, chiede alla moglie di contattare Andreotti, Craxi e Agnelli, per una vicenda che comincia pericolosamente a intrecciarsi con il crac del Banco Ambrosiano. In questa occasione, infatti, Eleonora Giorgi ricorda di essersi messa in contatto con l’allora presidente del consiglio, che la sorprese con una domanda molto singolare: “Per prima cosa mi disse: ‘Lei sa qualcosa del passaggio delle azioni del vecchio al nuovo Banco Ambrosiano?’ E io lo guardai esterrefatta: ‘No, presidente, io non so nulla”. 



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