Franca Leosini/ “Storie Maledette, i protagonisti non sono professionisti del crimine. Una volta ho pianto…”

- Emanuela Longo

Franca Leosini, la giornalista e conduttrice di Storie Maledette racconta il suo rapporto con i protagonisti del programma e ciò che prova dopo ogni intervista in carcere.

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Franca Leosini

Da due settimane la giornalista Franca Leosini è tornata a condurre la nuova edizione del suo programma, Storie Maledette, al quale è legata dal 1994. Le prime due puntate sono state dedicate al delitto della piccola Sarah Scazzi ed hanno avuto protagoniste proprio le due donne condannate all’ergastolo fino in Cassazione per quel terribile omicidio, Sabrina Misseri e Cosima Serrano. C’è chi ha adorato il rigore misto a empatia che la giornalista napoletana ha messo in atto nel corso della doppia intervista realizzata nel carcere di Taranto e chi invece ha avanzato qualche critica. Al settimanale Oggi, a parlare è proprio lei, padrona di casa della trasmissione, spiegando cosa ha provato realmente nel ritrovarsi di fronte alle due donne. “Mi ha colpito la sofferenza di Sabrina. Mi ha sorpreso la personalità di Cosima”, ha ammesso. Non osa giudicare le sentenze emesse, che rispetta, ma ci tiene a ribadire come le circa cento interviste realizzate fino ad oggi avrebbero avuto tutte per protagonisti dei “non professionisti del crimine, sono persone che dalla normalità piombano nel vuoto di una storia maledetta”. Durante le sue interviste in carcere, la Leosini ha ammesso di non aver mai avuto paura, anche quando Massimo Anastasi, accusato del delitto della compagna, ebbe un comportamento minaccioso. Nel tempo ha però imparato a mantenere un certo controllo durante le riprese di Storie Maledette. Eppure ci fu un caso che la commosse fino alle lacrime: “Quando ho incontrato Mary Patrizio, che a 29 anni, nel 2005, uccise il figlio di pochi mesi, a telecamere spente ho messo la testa sul tavolo e ho pianto per un quarto d’ora”, ha ammesso. A detta della Leosini, il “perdono sociale ti ridà vita”. La sua trasmissione, infatti, ha restituito dignità e verità umana a tanti, come nel caso di Rudy Guede.

CHI SONO I PROTAGONISTI DI STORIE MALEDETTE

Quella tranquillità che Franca Leosini è così brava a sfoggiare davanti alle telecamere, non è poi così scontata. “Dopo gli incontri ripenso a tutto ciò che ho ascoltato e non riesco a dormire”, ha rivelato al settimanale Oggi. “Guando esco da un carcere ho la pena nel cuore”, ha aggiunto, restando addolorata all’idea di perdita della libertà. Lei, laureata in Lettere, è sempre stata attratta dall’intelligenza dell’indagine e dalla psicologia delle persone. La Leosini grazie alla trasmissione di RaiTre è molto amata anche dal suo pubblico giovane, i cosiddetti Leosiners, ma la giornalista ammette di ricevere lo stesso amore anche in casa, dal marito che apprezza molto Storie Maledette. Tornando ai protagonisti delle sue avvincenti interviste “maledette”, Franca ha ammesso di aver ricevuto tante lettere da chi è in carcere. Alcuni si rifiutano di essere intervistati, altri cercano di servirsi della trasmissione, “allora sono io a dire di no”, dice. E poi c’è chi riesce ad instaurare un rapporto di totale fiducia con lei, come accadde con Luca Varani, autore della terribile aggressione con l’acido ai danni dell’avvocatessa Lucia Annibali. “Con me ha confessato”, spiega. Ma ci sono stati anche casi in cui ad emergere è stata l’innocenza, come quello di Massimo Pisano, condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie. Le intervista a Pino Pelosi hanno inoltre permesso la riapertura del caso Pasolini. A lei appartiene poi quel lessico inimitabile che in tanti acclamano: “Sono napoletana, ho la fantasia e l’ironia della mia terra. E a volte ho un tono scanzonato, per rendere più lievi le storie maledette”, chiosa.



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