Contratto di Fabio Fazio/ Dallo share pronto un altro “sgambetto” al conduttore Rai

- Maestro Yoda

Il contratto di Fabio Fazio con la Rai passa sotto il vaglio della Corte dei conti su richiesta dell’Anac. E l’auditel può portare altre brutte sorprese al conduttore, dice YODA

Fabio Fazio
Fabio Fazio a Che tempo che fa (LaPresse)

Chi si immaginava che Renzi sarebbe scomparso perché tramortito dalla seconda grave batosta elettorale (dopo quella del referendum) si sbaglia di grosso. In realtà si è dimesso a futura memoria, lasciando il partito in mano a suoi fidatissimi, e confidando nella presenza in Parlamento degli eletti di stretta osservanza renziana. Uno di questi è Michele Anzaldi, che dalla Commissione di Vigilanza aveva già “chiesto la testa di Massimo Giannini, Bianca Berlinguer, Andrea Vianello” come titolava a suo tempo L’Espresso. Ora, al marine d’assalto di Renzi non è parso vero sapere che il fascicolo sul super ingaggio a Fazio per 4 anni, in passato richiesto dall’Anac presieduta da Raffaele Cantone, sia passato alla Corte dei Conti. 

Così si è scatenato dichiarando sul suo profilo Facebook: “La decisione del presidente dell’Anac Raffaele Cantone di denunciare alla Corte dei Conti il contratto milionario di Fabio Fazio, riportata su Repubblica, conferma non soltanto la fondatezza dell’esposto che ho presentato lo scorso anno, ma si spinge oltre chiedendo l’intervento dei giudici contabili. Ora la Corte dei Conti valuti di pronunciarsi prima possibile, in modo da evitare il perdurare di eventuali danni erariali a carico delle finanze del servizio pubblico, prima che inizi la prossima stagione televisiva”. 

Forse Anzaldi se la prende con Fazio perché ultimamente persino la Littizzetto si è permessa di scherzare un poco su Renzi (udite, udite), ma in questo caso anche il vostro vecchio Yoda si trova d’accordo: l’aumento nel contratto accordato a Fazio proprio quando venivano chiesti sacrifici a tutti i dirigenti e collaboratori della Rai, una davvero incredibile durata che travalicava addirittura il mandato del Cda a venire, l’assegnazione della produzione alla società costituita ad hoc dal conduttore, oltre alla questione del pagamento dei diritti del presunto format, sono tutte faccenduole di non poco conto. Fazio si è sempre difeso sostenendo che il suo costo è ripagato dalla pubblicità, ma sbaglia, perché nella somma algebrica di costi e ricavi non mette mai le spese generali e amministrative, il centro di produzione e tutti gli altri costi diretti e indiretti legati al programma e alla sua trasmissione.

Vantando come suo un profilo di share che in buona parte è dovuto al semplice fatto di essere su un canale della Rai. Oltretutto, nonostante la vittoria Auditel dell’ultima puntata, Fazio deve tener conto del fatto che su RaiTre, Francesca Leosini con le sue Storie Maledette ha già raggiunto eccellenti risultati, mentre dalla prossima settimana Canale 5 gli scaglierà contro la corazzata del quiz The Wall di Gerry Scotti. Sicché potrebbero diventare ancora più brucianti le “perplessità sulla giustezza dei costi/ricavi preventivati” contenute nella relazione di Cantone. 

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