PAULO DYBALA/ Il bomber della Juve è la sorpresa di Luana per Giuseppe! (C’è posta per te)

- Claudio Franceschini

Ospite a C’è posta per te da Maria De Filippi, Paulo Dybala svela il suo lato nel sociale: sono numerose le iniziative di beneficenza e solidarietà che lo hanno visto schierato in prima fila

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Paulo Dybala ospite di Maria De Filippi

Una storia davvero commovente quella che vede l’intervento del bomber della Juventus, Paulo Dybala, a C’è posta per te. Maria De Filippi chiama il noto calciatore per fare una bellissima sorpresa ad un suo grande tifoso, Giuseppe, che è il destinatario della posta. A volerlo in studio è la sua compagna e madre dei suoi figli, Luana. La donna vuole regalare un momento speciale, indimenticabile a colui che considera suo marito e che con lei tante difficoltà economiche ha affrontato. Una vita difficile, che li ha visti crescere due bambini piccoli in un sottotetto e l’uomo perdere il lavoro, cambiare casa, vendere anche oggetti di piccolo valore per poter andare avanti. Le lacrime scendono a fiumi e sono poi di commozione quando Paulo Dybala fa il suo ingresso in studio per abbracciare Giuseppe, suo grande tifoso. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Juventus, “convocato” da Maria De Filippi per una sorpresa

Paulo Dybala sarà ospite di Maria De Filippi a C’è Posta per te: lo sappiamo, l’appuntamento con il celebre programma di Canale 5 sarà per la serata di sabato 24 marzo (a partire dalle ore 21.20). La mancata convocazione con la nazionale argentina ha creato l’occasione per una comparsata in tv: saranno contenti i tifosi della Juventus, anche se quello che vedremo sabato non sarà certo il Dybala nella versione “numero” 10. Quello che sarà presumibilmente posto in primo piano sarà il “Dybala sociale”: magari non tutti lo sanno, ma il calciatore argentino si distingue anche fuori dal campo grazie all’impegno costante in termini di attenzione ai bimbi malati e in generale alle persone meno fortunate. Un esempio è la nascita di Sonrisa, lo scorso anno (a giugno): una fondazione “lanciata” un anno fa che ha lo scopo, come aveva detto lo stesso Dybala, di “promuovere iniziative benefiche nel settore dello sport, dell’assistenza sociale, dell’istruzione e della promozione della cultura e dell’arte”. Pochi giorno dopo inoltre, la Joya aveva annunciato sui social network che la stessa Sonrisa avrebbe promosso una partita di beneficenza coinvolgendo giocatori e artisti. Sfida che effettivamente si è giocata a luglio, e nella quale Dybala ha anche avuto modo di incantare con quello che sa fare meglio: ha infatti segnato un gol su punizione, con la barriera che era piazzata sulla riga di porta e copriva tutto lo specchio. Dopo la magia, tutti i calciatori in campo hanno voluto abbracciarlo e fargli i complimenti.

DYBALA E IL SOCIALE

Non è finita qui: altri due avvenimenti nel 2017 hanno caratterizzato l’impegno di Dybala nel sociale. Il calciatore della Juventus ha voluto passare due ore, il giorno di Pasqua, presso l’ospedale Regina Margherita di Torino: hanno fatto il giro del web le fotografie che lo ritraggono insieme ad alcuni bambini, cui ha regalato per l’occasione delle uova di cioccolato. Il commento su Twitter: “Ho trascorso la Pasqua con persone speciali”. Aveva invece commosso la storia che lega l’argentino a Kelvin, 7 anni e presente in piazza San Carlo nella sera della finale di Champions League: quando si è generato l’allarme bomba e c’è stato il fuggi fuggi (che tutti ricordiamo), il bambino era rimasto gravemente ferito al capo e al torace. Due giorni di coma farmacologico, ma alla fine si era ripreso: una decina di giorni dopo ha ricevuto in dono una maglia della Juventus con il nome Dybala e il numero 21 – quello che la Joya ha indossato nelle prime due stagioni bianconere – e anche una telefonata dal calciatore stesso. “Tu hai tifato per noi, io ho tifato per te” gli ha detto Paulo sentendosi rispondere “Vienimi a trovare presto, devi darmi consigli per diventare bravo come te”. Inoltre, durante l’estate 2016 Dybala aveva sfruttato la tournée della Juventus in Australia per visitare i bambini malati del Children’s Hospital di Melbourne, solo pochi mesi prima insieme a Juan Manuel Iturbe (che all’epoca giocava nel Torino) aveva distribuito coperte e pasti caldi ai senzatetto che stazionano sotto i portici del centro di Torino.

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