OMICIDIO DI GRADOLI/ Paolo Esposito e il doppio femminicidio non premeditato (Storie Maledette)

- Morgan K. Barraco

Omicidio di Gradoli: sconta la condanna all’ergastolo Paolo Esposito, visto colpevole della morte della compagna Tatiana Ceoban e della figlia Elena. 

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Paolo Esposito - Storie Maledette

Franca Leosini intervista Paolo Esposito, condannato all’ergastolo per il duplice omicidio e per l’occultamento dei cadaveri della compagna e della figlia della compagna. L’amante, sua cognata, è passata dal carcere a vita agli otto anni per favoreggiamento in appello, confermati dalla suprema corte. Per i giudici, la donna, all’epoca 24enne, non ha ucciso in prima persona la sorella e la nipotina: l’esecutore materiale del delitto è stato Esposito, che però poteva contare sull’aiuto di Ala per far sparire corpi e tracce. A Storie Maledette si parla dunque dell’omicidio di via Gradoli: «Vorrei davvero credere che sia estraneo a quel gesto, anche perché pensare che dopo sia andato a cena con i suoi genitori e la figlia piccola, dopo averle ucciso madre e sorella… O lei, come disperatamente afferma, è innocente. O Totò Riina in confronto è un dilettante», esordisce la giornalista. Doppio movente? Paolo Esposito voleva portare avanti senza impedimenti la storia con la cognata Ala, ma uccidere Tatiana non sarebbe bastato: bisognava eliminare anche Elena, troppo legata alla madre per non insospettirsi. Nessun dubbio per i giudici, soprattutto dopo la lettura degli 11mila sms che i due amanti si sono scambiati nel 2007. Secondo la Corte di Cassazione, il doppio femminicidio non è stato premeditato: non ci sono infatti prove sul fatto che Paolo Esposito e Ala Ceoban avrebbero organizzato il delitto dettagliatamente. «Quello che vorrei io è il ritrovamento di due… persone. Corpi o persone? Non lo so. Ho convinzioni, non certezze. Voglio sapere anche io se sono vive o morte». (agg. di Silvana Palazzo)

OMICIDIO DI GRADOLI, PAOLO ESPOSITO CONDANNATO ALL’ERGASTOLO

L’omicidio di Gradoli inizia con la scomparsa di Tatiana Ceoban e della figlia Elena, all’epoca appena 14enne, avveuta nel maggio del 2009. Quel piccolo paese della provincia di Viterbo nasconde tuttavia un orrendo mistero agli occhi degli inquirenti, che nel giro di poche settimane stringono il cerchio attorno a Paolo Esposito, il 44enne compagno della vittima. Saranno in particolare tre macchie, sottolinea La Repubblica, a confermare alle autorità il sospetto che madre e figlia siano state uccise. Paolo Esposito verrà intervistato da Storie Maledette per la puntata di questa sera, domenica 25 marzo 2018: il programma gli darà la possibilità di ripercorre quei momenti tragici e di dare la propria versione dei fatti. Esposito tuttavia non è il solo ad entrare presto nel mirino degli investigatori: la sua relazione con Ala Ceoban, sorella e zia delle due vittime, farà diventare entrambi agli occhi della stampa “gli amanti diabolici”. 

LA SVOLTA NELLE INDAGINI: UN FILMINO HARD SVELA LA RELAZIONE CON ALA CEOBAN

Paolo Esposito si dichiarerà subito innocente per l’omicidio di Gradoli, anche se tre macchie di sangue evidenziate in altrettante zone diverse nella sua abitazione verranno collegate al materiale genetico della compagna Tatiana Ceoban. Nessuna traccia invece della figlia della donna, Elena, scomparsa lo stesso giorno della madre. Le piste seguite dagli inquirenti all’inizio delle indagini, sottolinea La Repubblica, riguardano anche il delitto passionale. Un’amica della vittima sosteneva infatti che Tatiana avesse trovato un altro uomo, più grande di lei di qualche anno, forse un Maresciallo con cui voleva iniziare una nuova vita. Secondo gli investigatori non è quindi da sottovalutare che Esposito, saputo del tradimento, avesse voluto uccidere la compagna e la figlia. A permettere una svolta nelle indagini è tuttavia la madre di Tatiana Ceoban, che subito dopo aver saputo della scomparsa di figlia e nipote sembra non avere alcun dubbio sulla colpevolezza di Esposito. Ai suoi occhi la prova era da cercarsi in un filmino hard che riprendeva l’uomo con Ala Ceoban, la cognata. 

LA CONDANNA DEFINITIVA: L’IMPUTATO PERDE LA PATRIA POTESTA’

Dopo due anni di indagini, l’omicidio di Gradoli si conclude con un doppio ergastolo per Paolo Esposito e Ala Ceoban per la morte di Tatiana Ceoban e la figlia Elena e per occultamento di cadavere. Secondo la ricostruzione fatta durante la prima udienza, il movente del delitto è passionale, dovuto a quella relazione che il convivente di Tatiana veva intrecciato con la cognata Ala diversi anni prima. Al momento dell’arresto, sottolinea Blogo, le autorità hanno trovato Esposito in possesso di materiale pedopornografico e per questo condannato ad un ulteriore anno di reclusione. Al tempo stesso gli è stata tolta la patria potestà della figlia Erika, avuta da Tatiana Ceoban. Diversa invece la posizione della difesa, che fin dalle prime battute processuali aveva parlato della possibilità che la donna e la figlia si fossero allontanate spontaneamente per rientrare in Moldavia, il Paese d’origine della vittima. Nelle fasi successive del processo, la condanna all’ergastolo per Paolo Esposito è stata confermata, mentre ad Ala Ceoban sono stati comminati otto anni di carcere per favoreggiamento e cancellata l’accusa iniziale di duplice omicidio. 

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