Allarme terrorismo in Italia “incastrato da una donna”/ Video chi è il tunisino “terrorista” di Roma (Le Iene)

- Carmine Massimo Balsamo

Allarme terrorismo in Italia, Atef Mathlouthi “incastrato da una donna”: la testimonianza a Le Iene del tunisino ricercato dalle forze dell’ordine per presunta affiliazione all’Isis

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Atef Mathlouthi, Le Iene

Nella nuova puntata de Le Iene, andata in onda mercoledì 28 marzo 2018, uno dei servizi più interessanti ha chiamato in causa la storia di Atef Mathlouthi. Il tunisino è ricercato dalle forze dell’ordine italiane perché sospettato di essere un terrorista affiliato all’Isis, pronto a colpire il centro di Roma. La redazione del programma di Italia Uno ha contattato via Skype Atef, che ha cercato di spiegare la dinamica: “Un’amica che voleva che abbandonassi mia moglie per sposare lei. Come ho saputo che era stata lei? Grazie alla polizia tunisina che ha fatto il suo lavoro”. All’Ambasciata italiana di Tunisi è stata recapitata una lettera anonima che accusava l’uomo di essere un militante dello Stato islamico, pronto a colpire con un attentato il centro di Roma: “Se stavamo insieme? Io con lei ero amico, non ero innamorato… amico. Lei è innamorata di me. Mi ha minacciato prima sul telefono. Quali minacce mi aveva fatto? Che avrebbe fatto di tutto per rovinarmi qui in Tunisia, rovinarmi… totalmente. Da quanto l’ho allontanata? Un mese fa perché è venuta mia moglie a trovarmi con i bambini. Se mia moglie sapeva di questa donna? No, no…”.

ALLARME TERRORISMO IN ITALIA, ATEF “INCASTRATO DA UNA DONNA”

La donna, sentitasi rifiutata da Atef, lo avrebbe messo nei guai inventandosi l’affiliazione all’Isis. La redazione de Le Iene ha contattato anche la moglie del tunisino, che ha commentato così: “Prima che mio marito lavorasse al bar lavorava ai mercatini con quest’uomo: praticamente avevano una cosa sospesa tra di loro dei soldi… non lo so bene”, con la donna non a conoscenza della presenza di questa terza persona. Dettaglio da non dimenticare, Atef non può rientrare in Italia se non da clandestino: “Dal 2012 che ero tornato per una vacanza poi mi è scaduto il permesso di soggiorno qui senza che me ne accorgessi e sono rimasto qui in Tunisia. E, soprattutto, in Italia lo aspetterebbe il carcere: “Vendevo scarpe contraffatte e facevo lo spacciatore di fumo e cocaina”. Smentita con fermezza la volontà di compiere un attentato: “Io non faccio queste cose… non sono terrorista. Non faccio del male… ho quattro bambini e sono un padre” . Atef ha poi voluto fare un ppello a Papa Francesco: “Io gli dico Buona Pasqua, lui è il padre di tutti: speriamo che mi aiuti a ritornare in Italia per passare la Pasqua con i miei figli”. L’uomo ora ha perso anche il lavoro, “stamattina mi ha chiamato il titolare del lavoro e mi ha detto: ‘Per adesso prendi il riposo’”, ma è pronto a querelare: “La ragazza e tutti quelli che hanno parlato male di me li denuncerò: prima sporcano le persone così e poi chiedono scusa”. Clicca qui per vedere il video del servizio.



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