Maurizio Ponzi/ “La commedia di oggi? Manca di logica, regie anonime, troppa contaminazione tra cinema e tv”

Maurizio Ponzi, indimenticabile regista della fiction Il Bello delle Donne, boccia lo stato di salute della commedia di oggi ma salva l’ironia pungente di Checco Zalone

07.03.2018 - Sebastiano Cascone
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Maurizio Ponzi

Maurizio Ponzi, come rivelato in una lunga intervista a Film Tv, ha diretto anche le prime stagioni de Il Bello delle donne. Una fiction che gli ha permesso di sperimentare e abbracciare un pubblico traasversale grazie alla contaminazione di generi e personaggi differenti, che i telespettatori italiani, fino ad allora, non avevano ancora visto sul piccolo schermo: “Mi sono molto divertito a girarlo, sono stati tre anni intensi. Pensavamo a Douglas Sirk nel farlo, come sapete il produttore Alberto Tarallo ne è un gran fan. Cercavo di incrementare l’ironia in questo feuilleton, di aggiungere comicità, di esasperare. Sono felice come abbiamo costruito il personaggio da villain di Giuliana De Sio, che fui io a volere fortemente. Poi l’hanno imprigionata in quel ruolo… Lo sento un lavoro mio, Il bello delle donne, ne firmai la maggior parte degli episodi e devo dire che quando non erano girati da me poi mi trovavo a rincorrere i personaggi, che non sapevo più dove stavano andando”

LA COMMEDIA DI OGGI

Maurizio Ponzi ha lavorato tantissimo anche per il cinema e, a distanza di tempo, è riuscito a commentare lo stato di salute della commedia di oggi: “Non vado molto al cinema. Ma quello che vedo mi sembra sciatto, perché si sa che tanto poi andrà in tv. Se Paolo Genovese avesse visto La donna del ritratto non ci avrebbe messo tutta quella inverosomiglianza nel periodo ipotetico/sognato di Perfetti sconosciuti. Manca di logica. Le regie non si distinguono, sono anonime, c’è troppa contaminazione tra cinema e tv. Però Checco Zalone mi piace tantissimo. Non so se esista uno specifico della commedia italiana. Ma ecco, li c’è”.

LA CARRIERA DI MAURIZIO PONZI

Maurizio Ponzi è un regista di lungo corso. E’ stato assistente di Pier Paolo Pasolini nel 1966 per l’episodio “Il fiore di carta” (in “Amore e rabbia”) e dirige i documentari “Il cinema di Pasolini” (1966), “Verso Rossellini” (1967) e “Verso Visconti” (1967), per esordire nel 1968 con il film I visionari che viene premiato al festival di Locarno. Nei primi anni ottanta dirige Francesco Nuti in alcune commedie (Io, Chiara e lo Scuro, Madonna che silenzio c’è stasera). Tra le altre pellicole, Ci vediamo a casa, Besame Mucho, A luci spente, Vietato ai minori, Anche i commercialisti hanno un’anima, Fratelli Cotelli, Il volpone, Il tenente dei carabinieri. Ha curato la regia di numerosi film per la televisione e serie televisive, come Il bello delle donne, E poi c’è Filippo, Nero come il cuore, Valentino, Luigi Ganna detective.

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