Renata Rapposelli/ Arrestati marito e figlio: Simone odiava la madre, il movente (Pomeriggio 5)

- Morgan K. Barraco

Renata Rapposelli, ultime notizie: arrestati Simone e Giuseppe Santoleri, il figlio e l’ex marito della pittrice di Ancona. Importanti gli ultimi accertamenti: il caso a Chi l’ha visto. 

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Chi l'ha visto - Federica Sciarelli

La trasmissione Pomeriggio 5 continua anche oggi ad occuparsi del delitto di Renata Rapposelli, la pittrice di Ancona e per il quale ieri sono stati arrestati il marito Giuseppe e il figlio Simone Santoleri. Proprio quest’ultimo, stando alle ultime notizie, avrebbe manifestato un odio puro nei confronti della madre. E’ quanto emerge dal quotidiano Il Resto del Carlino: “Non so dove abita, ma se vengo in Ancona l’ammazzo. Non mi importa di andare in galera”, diceva il figlio della pittrice in tempi non sospetti. Una volontà che sarebbe nata da quell’assegno di mantenimento di 200 euro che la donna, dal luglio 2017, aveva ottenuto dall’ex marito che per lui rappresentava con la sua pensione la sola fonte di sostentamento. Il movente ipotizzato dalla procura di Ancona, dunque, sarebbe puramente economico e per tale ragione Simone si era sfogato anche con la sorella contro la decurtazione della pensione del padre ritenuta troppo poca per riuscire a pagare il mutuo. Oltre ai dissapori economici vi erano poi i vecchi rancori dell’infanzia tra Simone e la madre, tanto da aver già tentato di ucciderla con del topicida nel cibo durante il battesimo della figlioletta di Simone. “Non muori nemmeno con il veleno per i topi!”, le avrebbe detto in quell’occasione. Oggi anche la trasmissione Pomeriggio 5 accenderà nuovamente i riflettori sul caso. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

RENATA RAPPOSELLI, IL CASO A CHI L’HA VISTO

Sono finiti in manette Simone Santoleri ed il padre Giuseppe, rispettivamente figlio e marito della pittrice Renata Rapposelli. La donna, uccisa lo scorso 9 ottobre era stata ritrovata a Tolentino, in provincia di Macerata, circa un mese dopo la sua presunta scomparsa. Le indagini si sono concentrate fin da subito sull’ambiente familiare, per via di alcune incertezze nella versione dei fatti dei Santoleri. In particolare, Giuseppe Santoleri era stato ricoverato in ospedale subito dopo il ritrovamento del corpo della vittima. Secondo gli inquirenti, sottolinea l’Ansa, padre e figlio avrebbero caricato il cadavere della pittrice nel bagaglaio della Fiat Seicento di proprietà dell’ex marito della Rapposelli, avvistato tre giorni dopo la scomparsa della donna in direzione del luogo in cui è stato ritrovato il suo corpo. Questa sera, mercoledì 7 marzo 2018, Chi l’ha visto approfondirà le ultime notizie dell’omicidio di Renata Rapposelli e del presunto ruolo dei due arrestati. Importante la testimonianza di una donna, che il presunto ultimo giorno di vita della vittima avrebbe assistito ad un incontro fra Simone Santoleri e la madre. In quell’occasione, l’uomo avrebbe detto “Dopo tanti anni sei venuta a riprendere mio padre”. Le piste per scoprire il movente del delitto della pittrice si concentrano per ora sui motivi economici. Il giorno dell’omicidio, Renata avrebbe infatti richiesto all’ex marito che le pagasse gli alimenti arretrati, per una somma di 3 mila euro. 

LA DINAMICA DEI FATTI, LA VERSIONE DEI DUE PRESUNTI KILLER

Potrebbe esserci presto una svolta nel caso di Renata Rapposelli, la pittrice di Ancona uccisa agli inizi dello scorso ottobre. Il marito 67enne ed il figlio 43enne, Giuseppe e Simone Santoleri, sarebbero agli occhi dell’accusa gli unici responsabili della tragedia. L’accusa è di omicidio volontario in concorso e soppressione di cadavere, come riferito dal legale di padre e figlio subito dopo l’arresto. Nella mattina di ieri sono stati infatti trasferiti presso il carcere di Castrogno di Teramo, per via della gestione del caso assegnato al gip della città abbruzzese dal tribunale di Ancona. Simone e Giuseppe Santoleri sono stati al centro di numerosi accertamenti, in seguito alla perquisizione di auto e computer, oltre ai due telefoni dei presunti assassini di Renata Rapposelli. Il loro nome era stato infatti iscritto nel registro degli indagati già lo scorso novembre, subito dopo il ritrovamento del corpo della pittrice.

Come sottolinea La Repubblica, il giorno dopo al ritrovamento del cadavere, l’ex marito della vittima aveva tentato di uccidersi grazie all’assunzione di ansiolitici. Secondo la versione dei fatti riportata da Simone e Giuseppe Santoleri, lo scorso 9 ottobre la pittrice avrebbe fatto visita alla famiglia senza preavviso e pretendendo i soldi arretrati per gli alimenti. Per questo il figlio avrebbe richiesto al genitore di accompagnare la donna a casa, ma un’altra lite avvenuta durante il viaggio avrebbe convinto l’ex marito della donna a farla scendere dal mezzo vicino al Santuario di Loreto. 

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