Sermoneta, Lazio/ Sui Monti Lepini sorge il Castello Caetani del 1200 (Il Borgo dei Borghi 2018)

- La Redazione

In provincia di Latina si trova Sermoneta, finalista de Il Borgo dei Borghi 2018 con i comuni più belli d’Italia all’interno della trasmissione “Kilimangiaro”.

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Sermoneta (Facebook)

Sermoneta nel Lazio

In provincia di Latina si trova Sermoneta, magnifica città d’arte. Questo incantevole borgo, finalista de Il Borgo dei Borghi 2018 con i comuni più belli d’Italia all’interno della trasmissione “Kilimangiaro” condotta da Camila Raznovich, sorge sul sito dell’antico insediamento romano di Sulmo, reso noto da Virgilio perché fra le città che combatterono contro Enea. Il nome di Sermoneta deriva da Sora Moneta. A battezzare questo borgo furono i romani dopo una importante battaglia vinta grazie alla benevolenza della dea Giunone Moneta. La città d’arte sorge sui Monti Lepini, si affaccia sulla pianura ponentina e dista sessanta chilometri da Roma. Grande meta turistica, Sermoneta offre la possibilità di visitare monumenti ricchi di storia. Simbolo del borgo è senza ogni ombra di dubbio il Castello Caetani dove dimorò anche Lucrezia Borgia. Inoltre ci sono: la chiesa di Santa Maria della Vittoria (XVI secolo, la collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di San Michele Arcangelo, la Chiesa ed ex Convento di S. Francesco, la Loggia dei Mercanti e la Necropoli arcaica di Caracupa. 

Il Castello Caetani e la tradizione al Borgo dei borghi 2018

Il Castello Caetani venne costruito agli inizi del 1200 dagli Annibaldi e si arricchì nel tempo di opere di difesa. Ancora oggi domina la pianura pontina ed è una grande attrattiva per i turisti. Le sue mura, però, negli anni, conobbero diversi assalti e numerose guerre. Qui dimorarono: Federico III nel 1452, Carlo V nel 1536, ma anche la già citata Lucrezia Borgia. Proprio quest’ultima che ne divenne la padrona quando Papa Alessandro VI Borgia espropriò i Caetani. La Catterale di Santa Maria, invece, risale al XII secolo. Si dice che venne costruita sulle rovine di un tempio dedicato alla dea Cibele. Ha una pianta basilicale con forme romaniche. Nel XIII secolo assunse quell’aspetto gotico che ancora oggi possiamo ammirare. All’esterno vi è il campanile che sporge sull’angolo sinistro della fronte ed è anch’esso legato all’architettura romanica. Sermoneta è nota in tutta Italia soprattutto per diverse manifestazioni ed eventi, ma soprattutto per due feste. In primis vi è la Festa della polenta, piatto tipico della zona. Tradizione vuole che tale festa venga organizzata in onore di Sant’Antonio Abate prima del periodo quaresimale. Il 18 marzo, poi, si festeggia San Giuseppe, patrono di Sermoneta, e si organizza la tradizionale Festa dei Fauni. In questa occasione vengono accessi enormi falò al centro di ogni rione in un’animata gara fra le varie contrade che vede vincitore il rione con il falò più alto e più bello. Sulle braci si arrostiscono: salsicce, braciole ed altre specialità culinarie legate al territorio.



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