GIAMPAOLO MORELLI/ “La napoletanità ce l’ho nel Dna, ma per me è stata un problema!” (Saturday Night Live)

- Annalisa Dorigo

Giampaolo Morelli sarà uno degli ospiti di Claudio Bisio al Saturday Night Live: la sua fama grazie all’Ispettore Coliandro e l’affetto per la città di origine.

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L'Ispettore Coliandro 6, in prima Tv assoluta su Rai 2

Il mondo del cinema e della televisione sarà grande protagonista della puntata odierna del Saturday Night Live, show condotto da Claudio Bisio sul canale Tv. Tra gli ospiti di oggi ci sarà anche Giampaolo Morelli, attore conosciuto in Italia soprattutto per la sua partecipazione in serie televisive, prime fra tutte L’Ispettore Coliandro (ruolo che ricopre ancora). Nato a Napoli il 25 novembre 1974, Morelli si è avvicinato al mondo dello spettacolo facendo cabaret. teatro e persino il prestigiatore nella città partenopea. Dopo avere abbandonato il corso di studi all’università, prima nella facoltà di giurisprudenza e successivamente in quella di psicologia, Morelli ha deciso di trasferirsi a Roma per tentare il grande salto nel mondo del cinema. È qui che è stato chiamato in causa per le serie televisive Rai Butta la Luna e Il Capitano, anche se la notorietà è arrivata successivamente proprio grazie a L’Ispettore Coliandro.

GIAMPAOLO MORELLI TRA CINEMA E TEATRO

Insieme alla televisione, Giampaolo Morelli ha avuto un ruolo in diversi film per il grande schermo: nel 2005 ha recitato come attore protagonista nel film Piano 17 (dei Manetti Bros), di cui ha scritto anche la sceneggiatura. Tra gli altri suoi lavori segnaliamo South Kensington, regia di Carlo Vanzina, Paz! e Amatemi, entrambi diretti da Renato De Maria, oltre che Dillo con parole mie (regia di Daniele Luchetti), L’uomo perfetto (di Luca Lucini) e l’Ammore e Malavita. L’anno seguente è a teatro con Gino non si tocca più, commedia da lui scritta e diretta insieme a Gianluca Ansanelli. L’attore napoletano ha anche condotto il programma Stracult su Rai 2, Lady Burlesque su Sky Uno e ha partecipato a Le Iene nel 2016. Nella sua variegata carriera si è dilettato anche nel doppiaggio, prestando la voce al bandito Flynn Rider nel film Rapunzel – L’intreccio della torre, e nel teatro con le commedie Sette ore per farti innamorare e Un bravo ragazzo.

L’AFFETTO PER NAPOLI E LA SCELTA DIFFICILE

In occasione dell’uscita al cinema di Ammore e Malavita, Giampaolo Morelli aveva concesso un’intervista a La Stampa nella quale aveva espresso il suo affetto per Napoli ma anche la necessità di lasciare la sua città di origine per questioni lavorative: “Napoli è una città complessa, ha subito tanto, e non sempre per sua colpa, ma è anche un luogo unico, con un’eredità culturale difficile da trovare altrove e con una straordinaria capacità di reinventarsi (…) Ho vissuto a Napoli fino a 25 anni, poi sono andato a Roma. Oggi è diverso, chi vuole fare l’attore può anche rimanere lì, ma allora non era possibile. Però la napoletanità resta, ce l’hai nel Dna, non la puoi cancellare, e per me, in una certa fase, è stata anche un problema”. La scelta di diventare attore è stata una sorpresa per i suoi genitori che appartenevano a due ambienti diversi: “Da magistrato, mio padre pensava di potermi aiutare in quel settore e infatti mi ero iscritto a Legge, poi però ho mollato a 5 esami dalla laurea e sono passato a Psicologia. Ma la cosa che volevo fare sul serio era recitare, mi sono iscritto a un corso di teatro e quando ho detto ai miei che volevo trasferirmi a Roma, entrambi sono rimasti spaesati”.

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