GOLDRAKE COMPIE 40 ANNI / Il cartone animato giapponese: le polemiche dell’epoca, la “Crociata di Imola”

- La Redazione

Goldrake compie oggi 40 anni: il robot del cartone animato cinese ha rappresentato un’icona per una intera generazione grazie alla classica lotta tra il Bene e il Male.

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Goldrake compie 40 anni

Goldrake debuttava in Italia il 4 aprile del 1978 su Rai2. A partire dalle 18.45, veniva trasmessa la prima puntata dell’opera di Go Nagai che inizialmente per via di un errore con la traduzione, si chiamava Atlas Ufo Robot. Nonostante vi sembrerà scontato doverlo ricordare, Goldrake è stato il primo robot giapponese a fare la sua comparsa nella televisione del nostro Paese. Questo supereroe gigante, ben presto ha fatto impazzire tutti quanti, anche per merito della sua sigla-tormentone. Prima della sua messa in onda, i cartoni animati di questo tipo venivano considerati roba esclusivamente da bambini ma con il suo esordio, molte cose cambiarono. Goldrake era tormentato e ogni giorno era alle prese con dei particolari nemici che arrivavano dallo spazio. In sintesi, non era per niente roba per bambini. I contenuti del cartone giapponese ben presto vennero presi di mira e le polemiche dell’epoca balzano da giornale a giornale, nell’impossibilità forse di accettare qualcosa di talmente nuovo e diverso fino da averne paura. Tra le tante iniziative, indimenticabile la “Crociata di Imola” dove 600 genitori fecero una raccolta firme contro il cartone finita pure tra le pagine dei principali giornali. (Aggiornamento di Valentina Gambino)

VERO FENOMENO POP

Quarant’anni. L’età perfetta per sentirsi adulti ma nemmeno troppo vecchi. Ecco che Goldrake ha spento oggi proprio questo numero di candeline sulla sua personale torta della programmazione TV italiana. Era il 4 aprile del 1978 quando una intera generazione venne letteralmente sconvolta dal fenomeno. Le scorpacciate di libri di cibernetica e insalate di matematica erano all’ordine del giorno e per chi – come me – è cresciuta con un fratello maggiore che ne andava pazzo, per certi versi non è sempre stato un bel ricordo. Se da un lato le bimbe volevano vedere Candy Candy ed affini, da un altro punto di vista i bambini monopolizzavano lo schermo con la rivoluzione Giapponese ideata dalla sua terra d’origine ben tre anni prima. Un protagonista che possedeva un cuore umano dotato di lottare contro il male e distruggerlo. Questa “sanguinosa” lotta fu contestata da Enzo Tortora ma difesa da Gianni Rodari. Ed è proprio con titoli di questo tipo che effettivamente è nata in Italia quella che chiamano “La TV dei ragazzi”. In Goldrake si ritrovava un po’ tutto: azione, tragedia e amore. 70 episodi che nel corso degli anni si trasformarono anche in un vero fenomeno pop. E se avete voglia di scoprirlo da oggi, dopo 40 anni dalla prima messa in onda, siete ancora in tempo perchè le lame rotanti e tuoni spaziali non moriranno mai. (Aggiornamento di Valentina Gambino)

UN TORMENTONE IMPOSSIBILE DA DIMENTICARE

Il 4 aprile 1978 andava in onda la prima puntata di Goldrake, il cartone animato giapponese che ha sancito un vero e proprio punto di riferimento per la generazione degli anni ’70 e ’80. Atalas Ufo Robot, questo era il suo nome completo, andava in onda dal lunedì al venerdì alle ore 19:20 su Rai 2 e teneva incollati milioni di italiani, non solo i più giovani. In pochi mesi è diventato un cult, dando vita ad una vera rivoluzione televisiva grazie alle sue frasi divenute storiche e una sigla che ancora oggi è canticchiata dai quarantenni e non solo. “Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole tra le stelle sprinta e va. Mangia libri di cibernetica, insalate di matematica e a giocar su Marte va Goldrake”. Un tormentone impossibile da dimenticare, anche se il manga non era solo questo. Raccontava infatti la classica battaglia tra il Bene e il Male, grazie al protagonista Actarus (con tutti i suoi inseparabili amici) e il cattivo rappresentato dal perfido Vega. Le 71 puntate terminavano infatti con Actarus che sconfiggeva l’impero di Vega, dando vita a quella che il sociologo Marco Pellitteri ha definito la Goldrake generation.

I 40 ANNI DI GOLDRAKE, UNA FIABA IN CHIAVE MODERNA

La messa in onda di Goldrake ha sancito quella che successivamente è stata considerata la ‘tv dei ragazzi’, per altro in una fascia oraria che oggi non verrebbe neppure presa in considerazione. Il manga aveva la capacità di condurre i telespettatori in una realtà lontana, caratterizzata da quella fantascienza che negli anni ’70 portava con sè grande curiosità ma anche grande paura. Ma Goldrake aveva anche molto altro, a partire dalla classica lotta tra il Bene e Il male, il ritorno alla tragedia shakesperiana, il divertimento, l’amore e la paura per il futuro. Una sorta di fiaba in chiave moderna, come aveva dichiarato all’epoca Gianni Rodari. Ma non tutti videro con una connotazione positiva il cartone animato più amato di sempre. Fu questo il caso ad esempio di Enzo Tortora che nel suo programma intitolato ‘L’altra campana’ criticò Goldrake per l’eccesso di violenza e il numero di morti causati dallo stesso protagonista.

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