Umberto Eco, la biblioteca resta in Italia/ Libri antichi del valore di 2 milioni: la decisione della famiglia

- Valentina Gambino

Umberto Eco, la biblioteca resta in Italia: Libri antichi e manuali moderni del valore di 2 milioni la decisione della famiglia con un comunicato ufficiale.

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La biblioteca di Eco resta in Italia

La biblioteca di Umberto Eco con dentro dei preziosissimi libri antichi del valore di circa due milioni, resterà in Italia. La famiglia del celebre scrittore ha deciso di donare i testi di lavoro. Nel frattempo, così come riporta il Corriere della Sera, Milano ha già perso l’archivio di Dario Fo finito a Verona così come le partiture originali di Carlo Abbado (a Berlino). Il destino della meravigliosa biblioteca con al suo interno il Peregrinatio in Terram Sanctam, incunabolo del Malleus Maleficarum (il manuale per gli inquisitori e i cacciatori di streghe), la prima edizione dei Tre moschettieri, potrebbe essere suddiviso tra la Braidense di Milano e l’Università di Bologna. La famiglia del famoso semiologo ha però richiesto una attiva collaborazione tra le due città interessate chiedendo anche che il patrimonio diventi utilizzabile ad un pubblico ben più vasto. Dopo una fase iniziale tra gli enti chiamati in causa per tenere il prezioso bottino letterario, gli eredi hanno chiesto una pausa per decidere in serenità come muoversi.

La biblioteca di Eco resta in Italia: divisa tra Milano e Bologna

Proprio ieri, attraverso un comunicato stampa ufficiale, la vedova Renate Ramge e i figli Carlotta e Stefano Eco si sono espressi esplicitamente a tal proposito. Il patrimonio intellettuale di Umberto Eco è divisibile in due parti differenti: libri moderni e antichi. Per quanto riguarda i primi (circa 30mila volumi) si rende noto che: “la donazione è da sempre stata l’unica ipotesi, con garanzia sulle modalità di valorizzazione e fruizione pubblica del materiale”. In riferimento agli oltre 1.200 manuali antichi invece: “Abbiamo cercato di individuare un’istituzione culturale italiana, valutandone la cessione sia all’Università di Bologna sia alla Biblioteca Braidense di Milano. Abbiamo suggerito una collaborazione tra i due enti, che hanno già avuto contatti diretti e amichevoli”. L’interesse della collezione “è dato dalla integrità e dalla qualità della raccolta, come per ogni collezione d’arte e di antiquariato anche non librario. Vista la sua importanza culturale, deve restare anche questa fruibile al pubblico, e in Italia”. In seguito, la comunicazione si conclude: “La cessione della biblioteca, e quindi di una parte consistente del contenuto della casa di famiglia è per i familiari una scelta che comporta profonde implicazioni emotive. Tale scelta, quindi, è da maturare e valutare con tutto il rigore e l’analisi che essa merita. Intendiamo riservarci tutto il tempo necessario per poter decidere in serenità”.



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