MARCO GIALLINI/ Video: “Mia moglie mi manca, non ce la faccio ad andare al cimitero” (Che fuori tempo che fa)

- Francesco Agostini

Video, Marco Giallini a Che tempo che fa racconta il suo lato più intimo e privato: dal dolore per la moglie passando per il personaggio che più lo rappresenta.

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Marco Giallini

Oramai il cinema italiano ha un nome che spicca sopra tutti quanti: quello di Marco Giallini. Il romano, oggi come oggi, è come il prezzemolo: è un po’ dappertutto. Non è azzardato dire che su dieci film italiani su otto ci sia lui; è la pura verità. Dobbiamo aggiungere, però, che se da una parte è vero che Giallini abbia oramai monopolizzato il mercato cinematografico italiano, è anche vero che tutto questo successo non è arrivato certo per caso, anzi. L’attore si è a poco a poco costruito una grande carriera partendo dal basso e facendo una lenta e sanguinosa gavetta. Un po’ come dovrebbero fare tutti, in realtà. Il romano, nel corso della sua vita ha fatto praticamente di tutto: dall’imbianchino allo scaricatore, passando per l’uomo delle consegne. Poi, il successo, che lo ha sorprendentemente travolto. Alla base di questo suo ritardo nell’affermarsi c’è stata anche la timidezza: “Avevo paura di fare i provini”, ha raccontato l’attore al Corriere.it.

QUEL TRAUMA MAI SUPERATO

Il successo di pubblico, come abbiamo già accennato, è arrivato molto tardi per Marco Giallini, quando oramai aveva superato la quarantina. Ma purtroppo assieme ad esso è anche arrivato un lutto che è stato davvero difficile da digerire, per lui e per tutta la sua famiglia: la morte di sua moglie Loredana. Marco Giallini, sempre al sito Corriere.it, ne fa un racconto struggente: “Io e la mia famiglia non ci siamo mai ripresi dalla morte di Loredana avvenuta nel 2011. Anche adesso non ne parliamo ed evitiamo l’argomento. In sette anni che è al cimitero sì e no ci sarò andato due volte a trovarla, non ce la faccio. Lei è in ogni dove: nelle stanze della casa, nei pensieri, nei ricordi, nelle gite a Barcellona che non faremo più. Io e lei siamo stati la bellezza di trent’anni insieme. E poi, un giorno, si è ammalata e quando è morta non ho fatto in tempo nemmeno a dirle ciao.” Un racconto struggente, quello di MaArco Giallini, che ci fa intravedere il suo lato più nascosto e privato.

ROCCO SCHIAVONE

Negli ultimi anni l’attore romano Marco Giallini ha interpretato tanti ruoli, tutti con un livello altissimo da un punto di vista attoriale. Ma tra questi ce n’è stato uno che più di tutti lo ha toccato dal punto di vista emozionale, ossia quello relativo al poliziotto Rocco Schiavone. Giallini è rimasto particolarmente colpito da questo ruolo, che lo ha segnato nel profondo, anche molto di più di quanto si creda: “Il personaggio di Rocco Schiavone sembra essere stato scritto apposta per me, sono io. Le nostre personalità combaciano perfettamente, anche se non ho mai fatto il poliziotto.

Lui è davvero il mio alter ego, io sono così anche quando sono da solo, a telecamere spente.” Ma non solo. Gli amici lo hanno anche simpaticamente soprannominato ‘Dottor Divago’ perché quando parla tende sempre a perdere il filo del discorso, a lasciare le conversazioni a metà e, appunto, a divagare. Marco Giallini è così: un po’ Rocco Schiavone e un po’ Dottor Divago. Come diceva Luigi Pirandello, siamo uno, nessuno e centomila.



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