Francesco Raiola/ Arrestato per traffico di stupefacenti: stesso calvario di Enzo Tortora (Sono Innocente)

- Morgan K. Barraco

Francesco Raiola, arrestato ingiustamente per traffico di stupefacenti il suo caso somiglia moltissimo a quello che colpì diversi anni prima il giornalista Enzo Tortora. (Sono Innocente)

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Sono Innocente, conduce Alberto Matano

Quanto accaduto a Francesco Raiola è stato considerato negli anni come il nuovo caso Tortora, per via dell’assurdità con cui è stato accusato ed ha dovuto pagare con il carcere e con la vita per un errore che non ha mai commesso. Il soldato Raiola, come viene indicato nel 2011, quando dovrà scontare 21 giorni di carcere per l’accusa di ricettazione e traffico di stupefacenti. Sono Innocente ripercorrerà la storia di Francesco Ragiola grazie alla puntata che andrà in onda questa sera, domenica 11 maggio 2018, partendo da quel fatidico giorno. Perché è lì che il militare subisce un calvario che lo spingerà a stare 4 giorni in cella di isolamento presso il penitenziario di Santa Maria Capua Vetere, ritrovando la libertà solo due settimane più tardi e dimostrando la propria innocenza dopo 4 mesi di arresti domiciliari. Ed anche se verrà scagionato dalle accuse, perderà la possibilità di rientrare in servizio, un reintegro in cui verrà affiancato anche al Movimento 5 Stelle. Il partito produrrà infatti atti parlamentari per ottenere dei risultati concreti, riuscendo a far inserire un articolo nel Decreto legge che prevede la riammissione per tutte le vittime di errori giudiziari.

FRANCESCO RAIOLA E I PUNTI IN COMUNE COL CASO ENZO TORTORA

Il caso di Francesco Raiola ha fin troppi punti in comune con l’errore giudiziario che ha colpito il giornalista Enzo Tortora. A partire dalle calunnie fabbricate ad arte per produrre le accuse che porteranno il militare dietro le sbarre, fino alle intercettazioni che per la procura di Torre Annunziata indicano con chiarezza la sua attività di trafficante di droga. Il militare infatti, come racconta a Il Giornale, parla di kg di mozzarelle che per gli inquirenti si trasformeranno in un preciso quantitativo di droga. Raiola finisce così all’interno dell’inchiesta Alieno ed infine nel carcere per quasi un mese, un incubo da cui riuscirà a fuggire solo quando il giudice di Nocera Inferiore eredità il caso dalla procura di Torre Annunziata e si accorge dell’errore commesso. Il militare non verrà così portato fino al processo, ma rimarrà l’onta delle accuse, almeno per quanto riguarda la sua carriera militare ormai distrutta. Ed ancora. Con Tortora ci sarà in comune anche quel pm che nell’85 vedrà il presentatore al pari di un mercante di morte e che individuerà in Raiola un chiaro criminale. Diego Marmo non sarà solo cruciale nella vita di entrambi gli innocenti, ma rimarrà anche impresso nella memoria della vedova Tortora. Francesca Scopelliti riferirà infatti in un’intervista a Mary Tagliazucchi, di ricordare con chiarezza le bretelle rosse del pm, i toni esasperati.

L’ACCUSA PER TRAFFICO DI STUPEFACENTI

Francesco Raiola riuscirà a dimostrare la propria innocenza dopo essere stato accusato di traffico di supefacenti e ricettazione di droga. Non risucirà però a riavere quel lavoro di militare che aveva ottenuto con tanti sacrifici, una porta che rimarrà chiusa a lungo anche di fronte alla conferma che le accuse che gli sono state rivolte sono in realtà un errore giudiziario. Ed è per questo che Raiola non si arrende e decide di rivolgersi persino al Presidente della Repubblica per riuscire a cancellare anche quella conseguenza dell’arresto promosso dal pm Diego Marmo, lo stesso che arrestò diversi decenni prima Enzo Tortora. Il sogno che il militare ha coltivato per una vita, riuscendo a realizzarlo grazie ad un concorso per entrare nell’Esercito italiano, si infrangerà infatti quel giorno in cui i Carabinieri decideranno di arrestarlo. Nella puntata di Sono Innocente in cui ha raccontato la sua storia per la prima volta, il militare ripercorre ogni istante della notte del suo arresto. E’ il Maresciallo superiore ad informarlo della presenza dei Carabinieri, ma in quel momento Raiola pensa che sia successo in realtà qualcosa ai familiari. Solo dopo, con in mano ‘un faldone di 1200 pagine’, inizierà a realizzare che non si tratta di una tragedia avvenuta alla famiglia oppure uno scambio di persona come penserà inizialmente. Lo stesso faldone servirà nella Caserma di Barletta per informarlo dei diversi punti presi in esame nel corso delle indagini di Castellamare di Stabia, in particolar modo le telefonate intercorse fra Raiola ed un vecchio amico. Si tratta di un uomo che conosceva da diverso tempo e con cui poco prima aveva riallacciato i rapporti, non sapendo che le autorità erano già sulle sue tracce con il sospetto di spaccio di droga.

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