Paolo Sorrentino/ Contro i critici: “Gente che prova a spiegarti il tuo film” (Che tempo che fa)

- Morgan K. Barraco

Paolo Sorrentino è riuscito a scuotere l’opinione pubblica con il suo Loro 2, seconda parte del film su Silvio Berlusconi. Oggi il regista sarà ospite a Che tempo che fa

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Una scena del film

Paolo Sorrentino critica la critica: “Tutti provano a spiegarti il tuo film. Il problema è che molti si sono riciclati in questo modo, ora che non ci sono i mondiali. Sai com’è: con il calcio, c’è sempre chi s’improvvisa allenatore”. E allora cosa non è, Loro? “Non è un certamente un film contro. Ecco: volevo raccontare il non-Berlusconi”. Tanti sentimenti, poca politica: “Berlusconi è di un esasperato vitalismo. E’ quasi furore, in un certo senso”. La suspense s’ispira al Tartufo di Moliére: “Nella prima parte, si parla tanto di Lui senza mai mostrarlo direttamente”. Quella di Servillo non è un’imitazione: “E’ un’interpretazione fortemente simbolica”. Ancora l’attore: “E’ stato un invito a nozze, parecchio difficile”. Però ha accettato: “E’ un esperimento cinematografico”. Non un film ideologico, ma un racconto che coinvolge (quasi) tutti. [agg. di Rossella Pastore]

L’IDEOLOGIA LASCIA IL POSTO ALLA TENEREZZA

Paolo Sorrentino è riuscito a scuotere l’opinione pubblica con il suo Loro 2, l’ultima opera che pochi giorni fa lo ha visto sbarcare sul grande schermo italiano. Un film impegnativo che mette in luce le nudità di Silvio Berlusconi, dalle debolezze umane e private fino alle vicende processuali di cui hanno memoria gli italiani. Un doppio protagonista per un regista criticato proprio per aver dato all’ex Cavaliere dei connotati diversi da quelli che si aspettavano gli esperti della cinematografia. Il premio Oscar Paolo Sorrentino sarà ospite questa sera a Che tempo che fa per parlare di questo suo ultimo step professionale, al fianco dell’immancabile Toni Servillo che ha avuto l’onore e l’onere di interpretare Silvio Berlusconi. Le accuse ricevute da Sorrentino sono ingiuste secondo il giornalista Michele Giordano de Il Fatto Quotidiano, soprattutto alla luce dell’accurato e certosino lavoro che il regista ha fatto dietro la macchina da presa.

PAOLO SORRENTINO, LA FIGURA DI BERLUSCONI IN LORO 2

Immancabili le citazioni e i rimandi a Federico Fellini, ma inutili per evitare qualche asprezza al regista. Eppure Sorrentino in conferenza stampa aveva già sottolineato di non voler realizzare una pellicola ideologica, ma di raccontare una visione di fatti ed emozioni che potessero coinvolgere il pubblico e allo stesso tempo rimanere fedele alla realtà. La paura di invecchiare è stato il nucleo centrale dei due atti dell’ultimo film di Paolo Sorrentino. Loro 2 racconta una verità dietro la realtà, quell’uomo che c’è dietro il personaggio politico di Silvio Berlusconi, in un gioco che prevede personaggi reali e altri fittizi. L’interesse del regista era di raccontare una storia d’amore, una traccia scelta nella fase iniziale di elaborazione delle idee e che in seguito ha lasciato il posto alla tenerezza, come ha specificato in conferenza stampa.

LE PAROLE IN CONFERENZA STAMPA

Una strada di tenerezza tracciata per dare una comprensione maggiore del protagonista, quel Cavaliere che negli anni attorno a cui ruota la trama, ha avuto un impatto visibile nello scenario politico italiano e di contro ne ha ricevuto un altro, invisibile, a livello emotivo. E questo senza considerare che la sua narrazione non vuole essere a favore o a sfavore di Berlusconi, che invece, come sottolinea La Repubblica, non ha vissuto un mondo di adrenalina nell’attesa di scoprire quale vestito gli avesse cucito addosso Sorrentino. Il successo al Box Office del regista è invece eclatante, con un primo posto per il debutto che ha saputo rubare la scena ad Avangers: Infinity War. Uno scossone che tuttavia è durato solo qualche giorno, giusto il tempo del clamore, per poi slittare al secondo posto con la media migliore della Top 10.

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