KANYE WEST, “LA SCHIAVITÚ FU UNA SCELTA”/ È bufera sul web: la risposta di Spike Lee

- Anna Montesano

Kanye West scatena grosse polemiche sul web a causa della sua dichiarazione: “La schiavitù fu una scelta”. La risposta del regista Spike Lee e del rapper Will.I.Am.

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Kanye West

Le parole di Kanye Weste hanno scatenato un gran polverone sul web chiamando in causa anche altri vip del mondo dello spettacolo. Tra di essi, il regista Spike Lee che ha affidato a Twitter il suo duro sfogo contro le precedenti dichiarazioni del rapper: “La schiavitù una scelta? Fratello, i nostri antenati non hanno scelto di essere strappati dalla Madre Africa. I nostri antenati non hanno scelto di essere espropriati della nostra religione, lingua, cultura. Non hanno scelto di essere assassinati, linciati, castrati, bruciati vivi, le famiglie smembrate e vendute. I nostri antenati hanno costruito questo aese dalle fondamenta sotto una istituzione chiamata Schiavitù”. Anche Will.I.Am, fondatore dei Back Eyed Peas, si è espresso duramente contro il collega: “Molti schiavi si sono ribellati e sono stati linciati o uccisi e violentati, fisicamente, psicologicamente… dire che è una loro scelta vuol dire dare la colpa a tutti i nostri antenati, mancando di rispetto alla loro sofferenza”. [Agg. di Dorigo Annalisa]

LE DICHIARAZIONI SULLA SCHIAVITÚ

Nuove polemiche hanno investito Kanye West, il rapper già al centro delle critiche per aver appoggiato il presidente Donald Trump su Twitter. Il rapper ha rilasciato una lunga intervista a Tmz che ha fatto molto discutere definendo la schiavitù una scelta: “Quando senti parlare di schiavitù per 400 anni suona come una scelta. Sei stato lì per 400 anni ed è tutto per te. È come essere mentalmente in carcere. Preferisco la parola ‘prigionia’, perché ‘schiavitù’ è troppo legata al mondo dei neri, così come l’Olocausto a quello degli ebrei. La prigione è qualcosa che ci unisce come un’unica razza, bianchi e neri, siamo la razza umana”. I social si sono naturalmente scatenati attaccando il rapper per delle affermazioni alquanto discutibili. In seguito West, attraverso Twitter, ha provato a chiarire meglio il suo pensiero.

IL CHIARIMENTO DI KANYE WEST

“Naturalmente so che gli schiavi non sono stati incatenati e messi su una barca per loro libera volontà. Il punto è che siamo rimasti in questa posizione anche se i numeri erano dalla nostra parte: significa che eravamo mentalmente ridotti in schiavitù. Ci hanno tagliato le lingue in modo che non potessimo comunicare l’uno con l’altro. Non permetterò che questo accada anche a me”. Da qui, l’appello al ‘libero pensiero’ lanciato da West che ha spiegato di aver parlato di 400 anni perché “non possiamo essere mentalmente imprigionati per altri 400. Abbiamo bisogno del pensiero libero adesso. Anche la mia dichiarazione ne era un esempio. Ancora una volta vengo attaccato per avere presentato nuove idee”. Il rapper nell’intervista ha inoltre ribadito il sostegno a Trump ribadendo di sentirlo come un fratello e che la gente non può impedire di amarlo.

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