Il Miracolo, denunciato regista Ammaniti/ Fabio Gregori: “Non era sangue di pollo sulla statua della Madonna”

- Paolo Vites

Il proprietario della stuata della Madonna che per alcuni giorni nel febbraio 1995 versò lacrime di sangue giudicato dai test sangue umano, ha denunciato per diffamazione Niccolò Ammaniti

Niccolo-Ammaniti
Niccolò Ammaniti

Sangue di pollo e una Madonna con i tentacoli da piovra. Ce n’è abbastanza per Fabio Gregori per denunciare Niccolò Ammaniti,  il regista, autore e sceneggiatore della serie televisiva Il miracolo che grande successo ha avuto su Sky. La denuncia fa riferimento a una frase di Ammaniti pubblicata nel corso di una intervista al quotidiano La Repubblica mesi fa: “Ricordo quando da ragazzo mia nonna mi portò a Civitavecchia per vedere la Madonnina che piangeva sangue, ma era sangue di pollo, era tutto falso”. Probabilmente bisognerebbe analizzare quanto detto nel corso dell’intervista, perché pare oggettivamente strano che l’autore di un film sul caso non si sia preoccupato di analizzare le analisi fatte nel corso degli anni sul sangue versato dalla statuetta portata da Medjugorje dal parroco che l’aveva regalata alla famiglia, analisi che hanno dichiarato senza equivoci trattarsi di sangue umano. Difatti nonostante l’intervista fosse vecchia di mesi, Gregori, il proprietario della statua che teneva nel giardino di casa sua, non aveva fatto alcuna denuncia, che è partita solo quando l’uomo ha visto in uno degli ultimi episodi l’immagine blasfema della Madonna-piovra interpretata da Monica Bellucci. Per Gregori, che nel corso degli anni ha subito interrogatori e denunce per truffa e abuso di credulità popolare, un insulto vero e proprio non solo alla Madonnina ma anche nei suoi confronti, che è sempre uscito assolto da ogni denuncia.

IL MIRACOLO, DENUNCIATO REGISTA AMMANITI

“Tutti gli eventi sopra richiamati hanno costretto me e la mia famiglia a subire un lungo calvario anche giudiziario nonché spesso ad essere sottoposti alla gogna mediatica” ha detto. Il film evita accuratamente di citare il caso storico di Civitavecchia, ne prende spunto, ma i riferimenti sono inequivocabili. La denuncia si basa sull’articolo 595 del codice penale, quello sulla diffamazione a suo carico, cioè si sente accusato di nuovo di essere un truffatore. Ammaniti si è dichiarato sorpreso della denuncia ma non ha commentato. Piuttosto il vescovo di Civitavecchia Luigi Marucci, fa sapere che nonostante abbia votato il sindaco del Movimento 5 stelle, che “nonostante sia in carica da quattro anni non ha ancora rilasciato il via libera per il nuovo santuario”. Dichiarazione questa che il vescovo poteva evitare. La Madonnina infatti che versò sangue solo per pochi giorni, dal 2 al 6 febbraio 1995, da anni è custodita nella chiesa di Sant’Agostino in un atea di vetro, chiesa che è stata dichiarata santuario mariano, ma il vescovo si lamenta sia troppo piccola per accogliere tutti i fedeli che si recano qui. Era ovvio che una serie televisiva del genere avrebbe suscitato polemiche. Nonostante la Chiesa non abbia ancora riconosciuto ufficialmente il caso, resta come certezza più seria di tutte, il fatto che l’allora papa Giovanni Paolo II avesse creduto senza dubbio all’evento straordinario, si recò in visita alla statuetta. L’allora vescovo di Civitavecchia monsignor Girolamo Grillo, deceduto nel 2016, scrisse nei suoi documenti che «dieci giorni dopo che si era verificata la lacrimazione della Madonnina, ricevetti una strana telefonata: era il cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di stato. Mi invitò, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II a non essere scettico e a pensare che qualcosa di soprannaturale poteva essere accaduto». 



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