Sissy Trovato Mazza/ Il caso a rischio archiviazione: la richiesta dei genitori (Chi l’ha visto?)

- Morgan K. Barraco

Sissy Trovato Mazza, il caso rischia di essere archiviato, i genitori chiedono di prolungare le indagini. Per loro la figlia non ha tentato il suicidio (Chi l’ha visto?).

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Chi l'ha visto - Federica Sciarelli

Il caso di Sissy Trovato Mazza si potrebbe trasformare presto da suicidio in omicidio. A dare una speranza in più ai familiari della poliziotta ancora in coma, dopo essere stata ferita da un colpo d’arma da fuoco alla testa, potrebbe essere l’assenza di impronte rilevate sulla presunta arma del delitto. Le analisi effettuate di recente hanno infatti dimostrato che sulla pistola di servizio, con cui l’agente Sissy si sarebbe sparata, non ci sono impronte della vittima o di altre persone. Com’è possibile? Secondo una tesi, la donna avrebbe indossato i guanti al momento della tragedia, avvenuta un anno fa. Eppure le ultime immagini che la riprendono poco prima dello sparo, la mostrano con chiarezza a mani nude. Chi l’ha visto? ha approfondito il caso nell’ultimo appuntamento e ritornerà a parlarne questa sera, mercoledì 6 giugno 2018. Il programma di Rai 3 ha mostrato in particolare le immagini estratte dalla videosorveglienza della struttura ospedaliera in cui si trovava l’agente Sissy quel giorno. In nessuno dei frammenti mostrerebbe sconforto o un malessere tale da giustificare un gesto di quella portata. Sissy si era recata infatti in ospedale per fare visita ad una detenuta che aveva appena partorito e i video la mostrano mentre cerca il reparto in cui si trova la donna e infine mentre raggiunge l’ascensore, pochi minuti prima che una donna si accorga di quanto è accaduto e lanci l’allarme.

UNA VERITÀ ANCORA NASCOSTA

C’è forse una verità ancora rimasta nascosta nel coma che ha colpito Sissy Trovato Mazza, l’agente di Polizia penitenziaria che nel febbraio dell’anno scorso si sarebbe sparata un colpo alla testa. Una tesi che per ora presenta diversi buchi ancora da chiarire, a partire dal motivo per cui la giovane donna avrebbe deciso di uccidersi. La Procura intanto pensa all’archiviazione, ma la famiglia dell’agente Sissy non ci sta. Per i genitori e la sorella deve essere successo qualcosa in quei tre minuti che mostrano gli ultimi istanti in cui la ragazza è cosciente. La verità potrebbe nascondersi dietro il volto di qualcuno presente nell’ospedale in cui si trovava l’agente quel giorno, forse un uomo che si vede uscire dalla struttura e che deve per forza aver incontrato Sissy. La persona in questione ha un comportamento molto strano, come sottolinea Leggo, dato che proprio in prossimità della videosorveglianza, decide di abbassare la testa. Potrebbe essere una coincidenza oppure no: fatto sta che l’uomo si sarebbe trovato vicino all’agente proprio a ridosso dello sparo. Non si è accorto di nulla? Solo in questo caso si potrebbe capire perché non sia stato il primo a lanciare l’allarme, allontanandosi invece dalla clinica appena prima che un’altra donna scopra che cosa è accaduto.



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