BJORN BORG/ Chi è il campione di tennis protagonista del film “Borg-McEnroe”?

- Fabio Belli

Bjorn Borg protagonista del film “Borg-McEnroe”: il campione svedese assieme al rivale americano segnò un’epoca indimenticabile del tennis Mondiale

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Bjorn Borg ha vinto Wimbledon per cinque volte consecutive (Foto LaPresse)

Su Sky Uno nella serata di domenica 15 luglio 2018, prima tv per “Borg-McEnroe”, il film che racconta la rivalità che tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, ha monopolizzato il mondo del tennis. Freddo, efficace, quasi “robotico” lo svedese Borg, “fumantino”, capace di litigi ma anche di grandi slanci, imprevedibile McEnroe. Il film racconta anche i rapporti con altri tennisti che hanno segnato un’epoca assolutamente indimenticabile per questo sport, come Jimmy Connors o Vitas Gerulaitis. Quella che inizialmente era una rivalità irriducibile, col tempo si trasformerà in una stima condivisa tra i due campioni: Borg e McEnroe si sono affrontati quattordici volte in carriera chiudendo il loro bilancio in perfetta parità, con sette vittoria ciascuno. Il film si concentra in particolare sul torneo di Wimbledon del 1980, quando il dualismo tra i due campioni era al massimo.

BORG, IL RITIRO A SOLI 26 ANNI

Borg era soprannominato “Uomo di Ghiaccio”, e la pellicola celebra la finalissima di 35 anni fa (proprio nel giorno della finale 2018 di Wimbledon) rimasta nella storia del tennis per la fatica che entrambi i tennisti dovettero produrre. Vinse Borg dopo un inizio difficilissimo e alla fine di un tie break da infarto, tanto che si dice che quella finale ebbe un ruolo decisivo nella scelta di Borg di ritirarsi dal tennis professionistico a soli 26 anni, l’anno successivo. Una decisione che Borg addusse al logorio psicofisico, ma che lasciò sconcertati molti appassionati e che lasciò pensare come, dietro all’atteggiamento imperturbabile di Borg, ci fosse in realtà una grande fatica e sofferenza interiore. Alla fine degli anni Settanta Borg fu il primo tennista a guadagnare più di un milione di dollari in montepremi, e tentò un ritorno alle competizioni all’inizio degli anni Novanta: ma l’epoca del mito era definitivamente tramontata.



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