Niccolò Bettarini dopo l’aggressione mostra le cicatrici/ “In fin dei conti dobbiamo tutti morire…”

- Valentina Gambino

Niccolò Bettarini dopo l’aggressione va in vacanza a Viareggio con il padre e la fidanzata, al mare per dimenticare: ed intanto parlano gli avvocati di Albano Jakej.

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Niccolò Bettarini, il nuovo sfogo del figlio di Simona Ventura

Niccolò Bettarini sta lentamente tornando alla vita di tutti i giorni. Dopo la terribile aggressione fuori da un noto locale di Milano, il figlio di Simona Ventura e Stefano Bettarini in questi giorni è stato paparazzato al mare proprio in compagnia del padre. Per il 19enne lo scorso primo luglio sarà – per sempre – una data da cancellare nel calendario dei suoi ricordi.  Per mettere da parte i brutti momenti, il giovane ha passato dei giorni con il padre e la fidanzata di lui, Nicoletta Larini. Dalle fotografie comparse tra le pagine di “Diva e Donna”, il ragazzo appare ancora con il braccio destro fasciato dopo la ricostruzione del tendine. I cerotti in evidenza, servono per coprire le ferite riportate dopo le coltellate. I lividi invece, sono ancora ben visibili sul suo corpo. In vacanza a Viareggio, hanno approfittato del mare e il sole, per mettersi tutto alle spalle e potere ricominciare. Per questo motivo, il giovane si è diviso tra relax sotto l’ombrellone, camminate sul bagnasciuga con il padre e tante chiacchierate con Nicoletta, che ha appena cinque anni più di lui. Attualmente però, archiviata la vacanza è tornato a Milano.

Parlano gli avvocati degli aggressori

“Ho capito quanto sono stato fortunato. La mia famiglia mi ha dato la forza” aveva confessato Niccolò Bettarini una volta scampato il pericolo. Alcune ore fa, il figlio di Simona Ventura ha mostrato le cicatrici tramite le Stories di Instagram, scrivendo: “In fin dei conti dobbiamo tutti morire, purtroppo non possiamo scegliere in che modo, ma possiamo decidere come andare incontro alla fine, per poter essere ricordati… da uomini”. Successivamente ha nuovamente postato la classica immagine del leone che lo rappresenta. Ed intanto, sono arrivate delle informazioni da parte dei legali degli aggressori. Non ha partecipato “ad alcuna aggressione con l’intenzione di uccidere, ma al massimo ad una rissa”. Questa la tesi definitiva presentata dai legali di Albano Jakej, italiano di origine albanese, uno dei quattro fermati per il tentato omicidio. L’avvocato Daniele Barelli ne ha chiesto anche la scarcerazione.



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