Ugo Tognazzi/ “Mio padre non è stato molto presente, ma un padre di salvataggio” (Techetecheté)

- Morgan K. Barraco

Ugo Tognazzi, un viaggio all’interno di uno degli attori più bravi di sempre. In grado di raccontare la vita degli italiani e non solo, con un volto davvero indimenticabile. (Techetecheté)

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Ugo Tognazzi, Techetecheté

Sono tanti i meriti artistici e umani di Ugo Tognazzi, fra gli attori più amati dal pubblico italiano. “Portava molto di sé stesso dentro ai suoi film”, ha riferito di recente il figlio e regista Ricky Tognazzi in occasione del debutto del Festival Nazionale del Cinema e della Televisione che si concluderà a Benevento domani sera. A Tv7, Tognazzi ha paragonato il genitore ad un artigiano, un sarto che riusciva a condividere la sua tela di artista e persona anche con la famiglia. “Non è stato sempre un padre presente”, ha proseguito Tognazzi, “difficile da trovare. Però quello che definisco un padre di salvataggio, come quelle ciambelle che stanno lì e manco te ne accorgi. Poi però quando ne hai bisogno, allunghi una mano e scopri che c’è già”. Ugo Tognazzi verrà inoltre omaggiato da Techetechete nella puntata di oggi, domenica 8 luglio 2018, in cui verranno ripercorsi i punti cardine della sua filmografia e carriera. Un affresco per un geniale artista che al fianco di Nino Manfredi e Alberto Sordi, così come Vittorio Gassmann e Marcello Mastroianni, è considerato uno dei mostri sacri del genere commedia per il nostro Paese. Teatro, cinema e tv, ma anche regista e non solo attore. I mille volti di Tognazzi si sono snocciolati grazie a migliaia di pellicole e partecipazioni, a partire dalla prima apparizione ne I cadetti di Guascogna, un film del 1950 diretto da Mario Mattioli. Il successo non tarderà ad arrivare per l’attore, che esploderà fin dal debutto per poi proseguire con estremo clamore anche nelle decadi successive.

UGO TOGNAZZI, GLI ANNI SETTANTA E OTTANTA D’ORO

Della carriera di Ugo Tognazzi non si possono che ricordare in particolare gli anni d’oro del Settanta ed Ottanta, un periodo in cui inizia a delineare i suoi personaggi, che spesso rispecchiano la sua vera natura di amante delle donne, della cucina e della vita travagliata. Per non dimenticare l’immancabile saga di Amici miei e de Il vizietto, che contribuiranno a dare un’ulteriore svolta alla sua prolifica carriera. Non esiste una grande differenza fra il personaggio visto in tv e sul grande schermo e Ugo Tognazzi persona, padre di famiglia di tanti figli d’arte e cultore della bellezza femminile. Il figlio Ricky, che ha seguito le orme del padre, è sicuro che i suoi personaggi nascessero da sue sfaccettature personali. Dal tic di dover tenere sempre la gamba destra lontano dalle lenzuola, fino ad alcuni piccole increspature che rendevano il suo lavoro naturale e umano. Ed anche per questo ammirevole e grandioso. Un amante a tutto tondo, che della passione ha fatto la sua vita. Come la predilezione per la cucina, le ricette associate a tanti racconti di famiglia e presenti nei suoi libri. “Era soprattutto un cuoco ante litteram, adorava cucinare, un appassionato”, ricorda infatti Ricky a Tv7. “Come nel cinema ha sempre amato fare ricerche, sperimentarsi, trovare nuovi registi, anche nel cinema amava fare questo”. Un fuoco che bruciava allora e brucia anche adesso e che vive grazie all’immortalità dei suoi capolavori. Tognazzi del resto non cercava solo l’applauso, ma soprattutto il senso di comunità. Non la fama, la popolarità che alla fine lo hanno raggiunto, ma ben altri valori. “Non solo approvazione, ma anche il gusto del convivere, dello stare insieme”, sottolinea infatti il figlio regista.

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